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  1. Usa-Iran, saltano i colloqui in Svizzera. Israele attacca ancora il Libano: “Almeno 16 morti”. Idf: “Uccisi quattro militari”

    Fri, 19 Jun 2026 07:23:16 -0000

    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/06/19/colloqui-usa-iran-raid-israele-libano-notizie/8423511/">Usa-Iran, saltano i colloqui in Svizzera. Israele attacca ancora il Libano: &#8220;Almeno 16 morti&#8221;. Idf: &#8220;Uccisi quattro militari&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  2. Maturità 2026, ecco le foto in esclusiva delle tracce della seconda prova scritta: la versione di Quintiliano, il problema sul livello delle acque del lago di Bracciano e lo studio di funzione – FOTO

    Fri, 19 Jun 2026 07:21:01 -0000

    <p>Traduzione di Quintiliano al liceo Classico e un problema sul livello delle acque del lago di Bracciano allo Scientifico. Sono queste alcune delle tracce scelte dal ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito per la seconda prova scritta della Maturità 2026, quella caratterizzante per ciascun indirizzo di studio. Per gli studenti del liceo Classico la prova di [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/maturita-2026-foto-tracce-seconda-prova/8423530/">Maturità 2026, ecco le foto in esclusiva delle tracce della seconda prova scritta: la versione di Quintiliano, il problema sul livello delle acque del lago di Bracciano e lo studio di funzione &#8211; FOTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Traduzione di <strong>Quintiliano</strong> al liceo Classico e un problema sul <strong>livello delle acque del lago di Bracciano</strong> allo Scientifico. Sono queste alcune delle tracce scelte dal ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito per la seconda prova scritta della Maturità 2026, quella caratterizzante per ciascun indirizzo di studio.</p> <p>Per gli studenti del <strong>liceo Classico</strong> la prova di Latino propone un brano tratto dal primo libro dell’Institutio oratoria di Quintiliano, una delle opere più importanti della riflessione pedagogica dell’antichità. Secondo quanto apprende l’ANSA, il passo affronta il tema della musica come elemento fondamentale nella formazione del perfetto oratore.</p> <p>Ai maturandi viene richiesto non soltanto di tradurre il testo, ma anche di dimostrarne la comprensione e l’interpretazione attraverso un’analisi linguistica e stilistica. La traccia prevede inoltre approfondimenti e riflessioni personali sul tema proposto dall’autore latino.</p> <p>Al <strong>liceo Scientifico</strong>, invece, la seconda prova di Matematica si concentra su due problemi principali. Il primo prende spunto da un caso reale: l’andamento del livello delle acque del lago di Bracciano, situato a nord di Roma. Il bacino era stato utilizzato come riserva idrica di emergenza per la Capitale e per i comuni limitrofi durante la crisi idrica del 2016-2017, prima che i prelievi venissero sospesi nel 2017, decisione che resta in vigore ancora oggi.</p> <p>La traccia fornisce agli studenti una serie di dati raccolti in una tabella e chiede di elaborare un modello matematico capace di descrivere l’evoluzione del livello del lago nel tempo, effettuando le relative misurazioni e valutazioni.</p> <p>Il secondo problema è invece dedicato a uno studio di funzione nella sua formulazione più classica, seguito da una serie di quesiti destinati a verificare le competenze di analisi matematica degli studenti.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/maturita-2026-foto-tracce-seconda-prova/8423530/">Maturità 2026, ecco le foto in esclusiva delle tracce della seconda prova scritta: la versione di Quintiliano, il problema sul livello delle acque del lago di Bracciano e lo studio di funzione &#8211; FOTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  3. Maturità 2026, le tracce della seconda prova scritta in diretta: al Classico una versione di Quintiliano, allo Scientifico un problema sul livello del lago di Bracciano e uno studio di funzione

    Fri, 19 Jun 2026 06:11:01 -0000

    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/scuola/live-post/2026/06/19/maturita-2026-tracce-seconda-prova-diretta-foto/8423506/">Maturità 2026, le tracce della seconda prova scritta in diretta: al Classico una versione di Quintiliano, allo Scientifico un problema sul livello del lago di Bracciano e uno studio di funzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  4. Vi siete accorti che i giocatori indossano maglie personalizzate? Cosa sono e come funzionano le patch dei Mondiali

    Fri, 19 Jun 2026 05:56:44 -0000

    <p>Un particolare che può apparentemente risultare secondario ha reso le maglie dei Mondiali 2026 un vero e proprio oggetto da collezione. La narrazione non si limita ai giocatori e alle squadre della competizione: anche ogni patch ha una storia da raccontare. Rimanere svegli di notte per godersi una partita è già di per sé un’impresa, [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patch-mondiali-2026-maglie-calciatori-notizie/8423051/">Vi siete accorti che i giocatori indossano maglie personalizzate? Cosa sono e come funzionano le patch dei Mondiali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Un particolare che può apparentemente risultare <strong>secondario</strong> ha reso le <strong>maglie</strong> dei <strong>Mondiali 2026</strong> un vero e proprio <strong>oggetto da collezione</strong>. La narrazione non si limita ai giocatori e alle squadre della competizione: anche ogni <strong>patch</strong> ha una storia da raccontare.</p> <p>Rimanere svegli di <strong>notte</strong> per godersi una partita è già di per sé <strong>un’impresa</strong>, ma i <strong>più attenti</strong> avranno notato più di qualche <strong>dettaglio</strong>. Partiamo dal più semplice e intuitivo: ogni nazionale, infatti, indossa sulla <strong>manica destra</strong> un <strong>adesivo personalizzato</strong> raffigurante la sagoma della <strong>Coppa del Mondo</strong>. Qui abbiamo la prima novità: le <strong>sette squadre</strong> che hanno vinto almeno un <strong>Mondiale</strong> &#8211; e quindi Brasile, Argentina, Spagna, Uruguay, Francia, Germania e Inghilterra &#8211; indossano una <strong>toppa esclusiva</strong> di colore <strong>oro</strong>. Tutte le altre selezioni, invece, hanno una versione standard in <strong>bianco</strong> e <strong>nero</strong> che varia a seconda del colore della maglia indossata.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-nuova-classifica-gironi/8416831/">Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-classifica-marcatori-diretta/8416941/">Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta</a></span></p> <p>La seconda patch – applicata sulla <strong>manica sinistra</strong> – comune a tutte le nazionali partecipanti varia a seconda della <strong>fase eliminatoria</strong> del torneo. La FIFA ha infatti disegnato uno <strong>sticker</strong> per la <strong>fase a gironi</strong> e uno per ognuna delle cinque fasi a eliminazione diretta, <strong>finale compresa</strong>. Più nel dettaglio queste patch celebrano i <strong>programmi benefici</strong> della Federazione, quali “Unite for Peace” e “Unite for Education”.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-gironi-nuovo-regolamento-guida/8412530/">Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-calendario-dove-vedere-tv-streaming-in-chiaro-rai-dazn/8412653/">Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/mondiali-calcio-albo-d-oro-classifica/8413600/">L’albo d’oro dei Mondiali</a></span></p> <h2><strong>Le patch riservate ai calciatori</strong></h2> <p>E qui arriva la <strong>vera innovazione</strong> di questi Mondiali sempre più social e interattivi. Anche <strong>ogni calciatore</strong> ha il suo <strong>adesivo</strong> <strong>personalizzato</strong>. C&#8217;è la <strong>Debut</strong> <strong>Patch</strong>, dedicata a chi sta giocando il suo primo Mondiale. La <strong>Golden Boot Patch</strong>, riservata ai vincitori della <strong>Scarpa d’Oro mondiale</strong> (in questa edizione ci sono Mbappé, Kane e James Rodríguez). La <strong>Golden Glove Patch</strong>, indossata dai <strong>portieri</strong> che hanno conquistato in una delle precedenti edizioni il premio di miglior portiere, come il <strong>“Dibu” Martínez</strong> e <strong>Courtois</strong>. E per le leggende della competizione c&#8217;è la <strong>Legacy Patch</strong>, assegnata ai giocatori che hanno partecipato ad <strong>almeno cinque edizioni</strong> della Coppa del Mondo (ovvero <strong>Modric</strong>, <strong>Nagatomo</strong>, <strong>Neuer,</strong> <strong>Cristiano</strong> <strong>Ronaldo</strong>, il messicano <strong>Ochoa</strong> e <strong>Messi</strong>). Il numero 10 dell’Argentina e il centrocampista della Croazia indossano anche la <strong>Golden Ball Patch</strong>, perché sono gli unici calciatori ancora in attività ad aver vinto almeno una volta il premio come <strong>miglior giocatore</strong> del Mondiale.</p> <h2><strong>Collezionismo e business</strong></h2> <p>L’iniziativa voluta da <strong>FIFA</strong> e <strong>Fanatics</strong> (gruppo proprietario dell’azienda Topps) unisce <strong>collezionismo</strong> e <strong>business</strong>. Ogni patch rappresenta un frammento autentico che verrà inserito all’interno di <strong>carte collezionabili</strong> firmate dai giocatori coinvolti. Ogni card rappresenta un <strong>pezzo unico</strong> della lista. E con lo sticker in aggiunta raggiunge un valore inestimabile. Il programma “Debut Patch” è già ben noto in America: <em>Topps</em> l’ha infatti introdotto nella <strong>Major League Baseball</strong> nel <strong>2023</strong>. La carta autografa più celebre? Quella del lanciatore<strong> Paul Skenes</strong>, venduta lo scorso anno (marzo 2025) per <strong>1,11 milioni di dollari</strong>. Da quel momento anche NFL, <strong>NBA</strong>, Formula 1, <strong>UFC</strong>, MLS e <strong>WWE</strong> ne hanno voluto sapere di più. In prospettiva, più precisamente nel 2031 (anno in cui inizierà ufficialmente la collaborazione tra FIFA e Topps dopo l’addio di Panini), quella di <strong>Lamine Yamal</strong> diventerà la figurina – patch compresa – più ricercata e <strong>costosa</strong> <strong>del mondo</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patch-mondiali-2026-maglie-calciatori-notizie/8423051/">Vi siete accorti che i giocatori indossano maglie personalizzate? Cosa sono e come funzionano le patch dei Mondiali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  5. Manifestava contro il candidato di ultradestra alle elezioni in Colombia: attivista arrestato dall’Ice ed espulso dagli Usa: “Ordine di Marco Rubio”

    Fri, 19 Jun 2026 05:56:03 -0000

    <p>&#8220;L&#8217;ordine viene da Marco Rubio&#8220;. Risposta secca degli agenti alla domanda di Beto Coral, attivista colombiano, sul perché del suo arresto. Coral, partito nel 2015 dalla Colombia, in fuga da minacce e persecuzioni, è stato prelevato martedì dalla sua abitazione in Arizona. &#8220;Questa è una dimostrazione di ciò che può accadere se quel soggetto (Abelardo [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/beto-coral-espulsione-ice-rubio-notizie/8423227/">Manifestava contro il candidato di ultradestra alle elezioni in Colombia: attivista arrestato dall&#8217;Ice ed espulso dagli Usa: &#8220;Ordine di Marco Rubio&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>&#8220;L&#8217;ordine viene da <strong>Marco Rubio</strong>&#8220;. Risposta secca degli agenti alla domanda di <strong>Beto Coral</strong>, attivista colombiano, sul perché del suo arresto. Coral, partito nel 2015 dalla <strong>Colombia</strong>, in fuga da <strong>minacce e persecuzioni</strong>, è stato prelevato martedì dalla sua abitazione in <strong>Arizona</strong>. &#8220;Questa è una dimostrazione di ciò che può accadere se quel soggetto (<strong>Abelardo De La Espriella</strong>, candidato di estrema destra alle presidenziali in Colombia, <em>ndr</em>) viene eletto presidente&#8221;, ha commentato Coral mentre trasmetteva il proprio arresto in diretta social. &#8220;Vado via a testa alta&#8221;, ha proseguito l&#8217;influencer rivolgendosi ai colombiani: &#8220;Resistete e non inginocchiatevi davanti a nessuno&#8221;.</p> <p>Il giorno precedente al suo arresto, l&#8217;influencer aveva organizzato un <strong>sit-in</strong> nei pressi dell&#8217;università di Miami contro il candidato ultrà. &#8220;Voteresti per qualcuno che ha contribuito al furto delle risorse del <strong>Venezuela</strong>?&#8221;, chiedeva Coral durante la manifestazione facendo riferimento ai <strong>370mila dollari</strong> del programma alimentare <strong>Clap</strong> riciclati dal faccendiere <strong>Alex Saab</strong>, ora agli arresti, in un conto corrente intestato a De La Espriella che è stato uno dei suoi legali. Lo scoop era stato svelato dalla testata <em>Cambio</em> che ha pubblicato due bonifici effettuati nel il 22 e il 29 aprile 2014 da due conti della <strong>Global Bank of commerce</strong> legata a Saab.</p> <p>Coral si preparava a sporgere denuncia contro De La Espriella che, durante una telefonata, lo aveva registrato manipolando frammenti di audio. &#8220;Voleva ricattarmi, ma in Florida (dov&#8217;è avvenuta la telefonata, <em>ndr</em>) è vietato registrare le telefonate, a meno che entrambe le parti lo autorizzino&#8221;.</p> <p>L&#8217;influencer ha trascorso la notte a <strong>Phoenix</strong>, in una caserma dell&#8217;<strong>Immigration custom enforcement</strong> (Ice). In seguito il <strong>Dipartimento della sicurezza nazionale</strong> Usa ha giustificato la detenzione di Coral spiegando che l&#8217;influencer era entrato &#8220;legalmente nel dicembre 2015, con un visto turistico che gli permetteva di rimanere non oltre sei mesi&#8221;. Coral avrebbe esteso la propria permanenza per &#8220;un periodo di dieci anni&#8221; violando le leggi Usa. &#8220;Attualmente è sotto custodia dell&#8217;<strong>Ice</strong> in attesa dei procedimenti di rimpatrio&#8221;, hanno riferito le autorità Usa. Diverse fonti mettono in discussione l&#8217;espulsione ad hoc di un <strong>richiedente asilo</strong>, specie in un procedimento che coinvolge addirittura l&#8217;<strong>Hsi</strong>, l&#8217;ente che indaga su criminalità transnazionale, minacce globali e altri reati lontani dalla portata di Coral.</p> <p>Anche il presidente colombiano uscente, <strong>Gustavo Petro</strong>, ha reagito all&#8217;arresto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;ingerenza aperta del governo statunitense o di settori dell&#8217;estrema destra Usa nelle elezioni in Colombia&#8221;. Petro ha anche chiesto al proprio ministero degli Esteri di adoperarsi per la liberazione di Coral, vittima di una &#8220;<strong>persecuzione politica</strong> fabbricata dagli Usa&#8221;. L&#8217;inquilino di <strong>Casa de Nariño</strong> ha anche chiesto &#8220;rispetto&#8221; per l&#8217;attivista, figlio di <strong>Humberto Coral</strong>, capitano della polizia nazionale della Colombia ucciso nel 1994, pochi mesi dopo aver preso parte all&#8217;operazione che portò all&#8217;uccisione di <strong>Pablo Escobar</strong>. Quell&#8217;omicidio, mai chiarito, è all&#8217;origine dell&#8217;attivismo dello stesso Coral. Di qui anche l&#8217;astio dell&#8217;influencer verso la candidatura di De La Espriella, da sempre vicino ai paramilitari delle <em><strong>Autodefensas unidas</strong></em>, non soltanto come difensore ma anche come lobbista. &#8220;Conosco Abelardo da quando eravamo piccoli &#8211; ha confermato il leader della milizia paramilitare, <strong>Salvatore Mancuso</strong> &#8211; La nostra amicizia va avanti da moltissimo tempo&#8221;. Mancuso ha anche parlato del legame tra i paramilitari e la Fondazione <em><strong>Iniciativas para la paz</strong></em> che, a suo dire, riceveva fondi dalle <em>Autodefensas</em>, vincolate al <strong>narcotraffico</strong>.</p> <p>Altre fonti, consultate da <em>Ilfattoquotidiano.it</em>, sostengono che la Fondazione facesse lobbying per evitare l&#8217;estradizione di capi paramilitari negli Usa. Ma i tempi sono cambiati, eccome. A tal punto che, in vista del secondo turno contro il progressista <strong>Iván Cepeda</strong>, <strong>Donald Trump</strong> ha espresso il suo &#8220;assoluto e pieno sostegno&#8221; al candidato ultrà che ora promette &#8220;<strong>mano dura</strong>&#8221; contro i <strong>narcos</strong>. In difesa di De La Espriella è sceso in campo anche il senatore <strong>Bernie Moreno</strong>, scagliandosi contro Coral a seguito della sua espulsione. &#8220;Non si può venire negli Stati Uniti, chiedere asilo e poi agire come un <strong>agente straniero</strong> per lo stesso governo (quello di Petro, <em>ndr</em>) che erode la nostra politica estera&#8221;. In risposta <strong>Bogotà</strong> ha annunciato provvedimenti contro il senatore Usa, osservatore alle elezioni presidenziali. &#8220;Lei è osservatore internazionale e se si esprime così contro i colombiani all&#8217;estero, prenderò le mie decisioni&#8221;, ha avvertito Petro su X. Un ultimo tentativo, quello del leader progressista, di contenere l&#8217;avanzata Usa su Bogotà.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/beto-coral-espulsione-ice-rubio-notizie/8423227/">Manifestava contro il candidato di ultradestra alle elezioni in Colombia: attivista arrestato dall&#8217;Ice ed espulso dagli Usa: &#8220;Ordine di Marco Rubio&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  6. Giappone, mancano eredi maschi e la premier vuole “allargare” la famiglia imperiale: ma esclude ancora le donne (e la principessa Aiko) dalla successione

    Fri, 19 Jun 2026 05:55:43 -0000

    <p>Ce ne sono state ben otto nella millenaria storia del Giappone. Otto imperatrici che nel tempo hanno regnato sulle isole nipponiche la cui grande progenitrice &#8211; secondo la mitologia- è la splendente Amaterasu Omikami, dea del Sole. Oggi tuttavia, la prima ministra donna del Giappone post seconda guerra mondiale, si sta lasciando sfuggire l’occasione di [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/successione-imperiale-giappone-eredi-maschi-notizie/8423276/">Giappone, mancano eredi maschi e la premier vuole &#8220;allargare&#8221; la famiglia imperiale: ma esclude ancora le donne (e la principessa Aiko) dalla successione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Ce ne sono state ben otto nella millenaria storia del <strong>Giappone</strong>. Otto <strong>imperatrici</strong> che nel tempo hanno regnato sulle isole nipponiche la cui grande progenitrice &#8211; secondo la mitologia- è la splendente <strong>Amaterasu</strong> <strong>Omikami</strong>, dea del Sole. Oggi tuttavia, la prima ministra donna del Giappone post seconda guerra mondiale, si sta lasciando sfuggire l’occasione di ridare legalità alla <strong>successione</strong> <strong>imperiale</strong> <strong>femminile</strong>, schierandosi a favore dell’<strong>esclusività maschile</strong> <strong>al</strong> <strong>trono</strong> del Crisantemo. Nonostante i molti impegni istituzionali dentro e fuori il Paese, <strong>Takaichi Sanae</strong> fin dall’inizio del suo incarico si è dimostrata ostinatamente decisa a mantenere l’esclusiva discendenza maschile, per la seguenti sintetica ragione: “Si ritiene opportuno limitare l’idoneità ai discendenti maschi della stirpe imperiale”.</p> <p>Peccato che nella famiglia imperiale scarseggino i possibili eredi maschi, e ne siano rimasti solo tre: il <strong>principe</strong> <strong>Fumihito</strong> (60 anni), suo figlio <strong>principe</strong> <strong>Hisahito</strong> (19 anni), e lo zio senza figli <strong>Masahito</strong> principe di 90 anni. Questo significa forse che la soluzione sia “<strong>inserire</strong>” <strong>più</strong> <strong>uomini</strong>? Parrebbe di sì, perché pur di non permettere che ad ascendere al trono sia una donna, l’attuale maggioranza di Governo sta per far approvare dal Parlamento un <strong>progetto</strong> <strong>di</strong> <strong>legge</strong> volto a consentire alla famiglia imperiale di <strong>adottare</strong> <strong>parenti</strong> <strong>maschi</strong>, reintegrando tramite adozione i discendenti in linea diretta di ex membri della famiglia imperiale diventati cittadini comuni dopo la seconda guerra mondiale. Unica concessione dal sapore vagamente pro-donne è consentire loro di <strong>rimanere</strong> <strong>nella</strong> <strong>famiglia</strong> imperiale dopo il <strong>matrimonio</strong>, diversamente da quanto in vigore fino ad oggi quando un volta sposate le ragazze imperiali smettono di essere principesse e affini.</p> <p>Perché tale accanimento contro una possibile imperatrice, quando l’attuale coppia regnante, formata da <strong>Masako</strong> <strong>e Naruhito</strong>, ha una <strong>figlia</strong> <strong>di</strong> <strong>24</strong> <strong>anni</strong> che sarebbe di fatto l’erede naturale? L’unica risposta sensata è purtroppo prendere coscienza che la politica e alcuni aspetti della società giapponese sono di fatto gestite da una maggioranza di <strong>uomini conservatori</strong> di una certa età e che l’attuale donna al governo (a prescindere dall’età anagrafica) , non si discosta dalla via tracciata ottanta anni fa, anzi la sostiene con fervore. Discepola del politico <strong>Abe</strong> <strong>Shinzo</strong>, l’ex primo ministro che godeva di un ottimo rapporto d&#8217; amicizia con <strong>Donald</strong> <strong>Trump</strong>, Takaichi Sanae ne continua le posizioni politiche, probabilmente felice del recente commento del presidente degli Stati Uniti che a conclusione del G7 a Evian ha affermato : “Tra i leader del mondo Takaichi è la mia <strong>più</strong> <strong>grande</strong> <strong>fan</strong>”.</p> <p>Intervistato dal <em>Japan Times</em>, un esperto di questioni relative alla famiglia imperiale sostiene che <strong>LDP</strong> e l’alleato partito di coalizione <strong>Nippon</strong> <strong>Ishin</strong> <strong>no</strong> <strong>Kai</strong>, perseguono la volontà degli ultra conservatori e conservatrici, ovvero mantenere una <strong>mentalità</strong> <strong>patriarcale</strong> tipica dell’<strong>era Meiji</strong> (1868-1912) quando nel 1889 entrò in vigore della <strong>Legge sulla Casa Imperiale</strong>, una visione che gode del sostegno dei <strong>più</strong> <strong>anziani</strong> della popolazione, che vivono per lo più nelle zone rurali del Paese.</p> <p>E pensare che il <strong>dibattito</strong> sulla possibilità di ammettere al trono un’imperatrice era emerso già venti e più anni fa quando sia il principe ereditario Naruhito e la moglie Masako, sia il fratello principe Fumihito e consorte, avevano tutte figlie femmine: la principessa <strong>Aiko</strong>, la principessa <strong>Mako</strong> e la principessa <strong>Kako</strong>. L’allora primo ministro <strong>Junichiro</strong> <strong>Koizumi</strong> prese in considerazione la possibilità di modificare la Legge sulla Casa Imperiale, ottenendo un forte <strong>appoggio</strong> <strong>popolare</strong>. La procedura però fu <strong>accantonata</strong> nel 2006 quando la moglie del principe Fumihito, principessa Kiko, diede alla luce il <strong>principe</strong> <strong>Hisahito</strong>.</p> <p>Nato il maschio tutto stoppato. Con Takaichi Sanae si è addirittura tornati indietro sul tema dei <strong>diritti</strong> <strong>degli</strong> <strong>individui</strong>, in quanto la prima ministra non solo impallidisce all’idea di una imperatrice, non intende neppure permettere alle donne di usare il <strong>proprio</strong> <strong>cognome</strong> una volta sposate invitandole perentoriamente a prendere quello del marito né concede, non sia mai, il matrimonio fra persone dello stesso sesso.</p> <p>Un vero peccato perché la giovane principessa Aiko è amatissima dai e dalle giapponesi come si evince da un recente <strong>sondaggio</strong> condotto dal quotidiano <em>Asahi Shimbun</em>, secondo cui il <strong>72%</strong> degli intervistati la vedrebbe più che volentieri imperatrice. Da dopo la laurea conseguita all’Università Gakushuin, Aiko lavora part-time presso la Croce Rossa Giapponese della capitale e rappresenta la famiglia reale in <strong>eventi</strong> <strong>internazionali</strong> di rilievo. Resta da interrogarsi su come sia possibile che la prima ministra (che ha ottimi rapporti con la collega italiana Meloni) si stia dimostrando così poco amica delle cittadine, e pure delle principesse che rappresenta.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/successione-imperiale-giappone-eredi-maschi-notizie/8423276/">Giappone, mancano eredi maschi e la premier vuole &#8220;allargare&#8221; la famiglia imperiale: ma esclude ancora le donne (e la principessa Aiko) dalla successione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  7. Così l’Argentina di Milei minaccia il diritto all’aborto: -98% di investimenti in un anno e criminalizzazione dell’interruzione di gravidanza

    Fri, 19 Jun 2026 05:55:22 -0000

    <p>In Argentina è sempre più difficile abortire. Da quando si è insediato il governo del presidente Javier Milei, sono aumentate le barriere che ostacolano l&#8217;accesso all&#8217;interruzione volontaria della gravidanza. Nel Paese diventato un punto di riferimento internazionale in materia di salute sessuale e riproduttiva si sta verificando una &#8220;crescente regressione&#8221; nella tutela dei diritti delle [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/aborto-argentina-milei-criminalizzazione-notizie/8423191/">Così l&#8217;Argentina di Milei minaccia il diritto all&#8217;aborto: -98% di investimenti in un anno e criminalizzazione dell&#8217;interruzione di gravidanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>In <strong>Argentina</strong> è sempre più difficile <strong>abortire</strong>. Da quando si è insediato il governo del presidente <strong>Javier Milei</strong>, sono aumentate le barriere che ostacolano l&#8217;accesso all&#8217;interruzione volontaria della gravidanza. Nel Paese diventato un punto di riferimento internazionale in materia di <strong>salute sessuale e riproduttiva</strong> si sta verificando una &#8220;<strong>crescente regressione</strong>&#8221; nella tutela dei <strong>diritti delle donne</strong>, secondo quanto documentato da <strong>Amnesty International</strong> in un recente rapporto.</p> <p>Approvata nel dicembre 2020, la <em><strong>Ley 27.610</strong></em> riconosce e tutela il diritto a interrompere volontariamente la gravidanza fino alla <strong>14esima settimana inclusa</strong>, senza dover fornire una motivazione. Dopo questo termine, l&#8217;IVG è consentita soltanto nei casi in cui la gravidanza è conseguenza di una <strong>violenza sessuale</strong> oppure quando sono in pericolo la vita o la salute della persona gestante. La legge obbliga il sistema sanitario pubblico a garantire la procedura in modo gratuito e sicuro. Tutela la riservatezza e stabilisce il diritto a ricevere cure anche in caso di aborto già avvenuto. Inoltre disciplina l’<strong>obiezione di coscienza</strong> del personale sanitario, prevedendo che non possa impedire di usufruire del servizio.</p> <p>Nei primi anni della sua attuazione, la legge ha contribuito a rafforzare gli obblighi dello Stato nella garanzia del diritto all&#8217;aborto in condizioni di qualità, gratuità e trattamento dignitoso. Come documentato da Amnesty International e da altre organizzazioni in difesa dei diritti delle donne, la normativa ha permesso di ottenere risultati significativi come il rafforzamento dei team sanitari e delle strutture che garantiscono la pratica, oltre allo sviluppo di politiche pubbliche di accompagnamento e informazione.</p> <p>La situazione è cambiata con il presidente Milei. Da quando si è insediato nel dicembre 2023, il governo ultraliberista ha promosso una politica di smantellamento dello Stato riducendone il ruolo di garante del diritto alla salute. È stata interrotta la fornitura alle province degli <strong>strumenti essenziali</strong> per praticare l&#8217;IVG. Lo Stato ha smesso di comprare e distribuire <strong>misoprostolo</strong> e <strong>mifeprestone</strong>, i farmaci raccomandati dall&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> per l&#8217;aborto farmacologico. Queste scelte hanno rafforzato le disuguaglianze sui territori perché la possibilità di accedere all&#8217;IVG dipende ora dal luogo in cui si vive. Sono soprattutto le <strong>province del Nord</strong> del Paese, quelle tradizionalmente <strong>conservatrici</strong>, a non avere colmato le lacune nazionali utilizzando le proprie risorse economiche.</p> <p>Le conseguenze della ritirata dello Stato ricadono sulle persone, causando impatti particolarmente pesanti su chi si trova in situazioni di vulnerabilità. Le pasticche di misoprostol e mifepristone, se prese in farmacia, possono arrivare a costare anche 300mila pesos argentini (circa <strong>180 euro</strong>), una cifra elevata in un Paese che attraversa una grave crisi economica. Secondo le testimonianze raccolte da Amnesty International, le donne che non dispongono di tale possibilità sono costrette a <strong>indebitarsi</strong> o a ricorrere al <strong>mercato nero</strong>, spesso finendo per essere <strong>truffate</strong>. Si aggiungono l&#8217;obiezione di coscienza del personale medico e la difficoltà di reperire informazioni perché il governo ultraliberista ha cancellato le <strong>campagne informative</strong> sul diritto all&#8217;aborto.</p> <p>Si sono intensificati i discorsi stigmatizzanti contro &#8220;<strong>l&#8217;ideologia gender</strong>&#8221; e i <strong>movimenti femministi</strong> provenienti dalle più alte cariche dello Stato. In diverse occasioni, Milei ha espresso posizioni contrarie all&#8217;aborto legale, definendolo come un &#8220;<strong>omicidio aggravato dal vincolo familiare</strong>&#8221; e associandolo al <strong>calo della natalità</strong> nel Paese, nonostante i dati mostrino come sia una tendenza precedente all&#8217;approvazione della <em>Ley 27.610</em>.</p> <p>La limitazione dell&#8217;accesso all&#8217;aborto non è l&#8217;unico effetto delle politiche del governo. Tra il 2023 e il 2025, l&#8217;esecutivo ha ridotto dell’83% l’acquisto e la distribuzione di metodi contraccettivi in un contesto nazionale caratterizzato dall’aumento delle <strong>infezioni sessualmente trasmissibili</strong>. Ciò si è unito allo smantellamento dell&#8217;educazione sessuale nelle scuole di cui sono stati tagliati i finanziamenti: il bilancio del 2026 prevede solo il 2% di quanto era stato speso nel 2023. È stato chiuso anche il programma <strong>ENIA</strong> (Plan Nacional de Prevención del Embarazo No Intencional en la Adolescencia), avviato nel 2017 per prevenire le gravidanze non intenzionali nell&#8217;adolescenza.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/aborto-argentina-milei-criminalizzazione-notizie/8423191/">Così l&#8217;Argentina di Milei minaccia il diritto all&#8217;aborto: -98% di investimenti in un anno e criminalizzazione dell&#8217;interruzione di gravidanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  8. Hydra, depositate le intercettazioni sul politico di Fratelli d’Italia: “Lo portiamo avanti e lui si mette a disposizione”

    Fri, 19 Jun 2026 05:55:00 -0000

    <p>L&#8217;elezione di un politico lombardo di Fratelli d&#8217;Italia entra ufficialmente nel processo Hydra sul Consorzio di mafie al Nord. Ieri, durante l&#8217;udienza, il pubblico ministero Alessandra Cerreti, dopo aver elencato la lista con 484 testimoni, di cui 291 della polizia giudiziaria, e dieci collaboratori di giustizia, tra quelli emersi dall&#8217;istruttoria e altri emersi dal processo [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/processo-hydra-intercettazioni-fdi-carate-brianza-notizie/8423075/">Hydra, depositate le intercettazioni sul politico di Fratelli d&#8217;Italia: &#8220;Lo portiamo avanti e lui si mette a disposizione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>L&#8217;elezione di un <strong>politico lombardo di <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/10/il-boss-vestiti-al-telefono-nel-2020-ero-al-ristorante-con-la-russa-il-presidente-del-senato-nega-falso-non-so-chi-sia-questo-signore/8351050/">Fratelli d&#8217;Italia</a></strong> entra ufficialmente nel <strong>processo Hydra</strong> sul <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/20/le-cose-si-fanno-qua-cosi-senese-creo-il-consorzio-mafioso-a-milano/8330174/">Consorzio di mafie al Nord</a>. Ieri, durante l&#8217;udienza, il pubblico ministero Alessandra Cerreti, dopo aver elencato <strong>la lista con 484 testimoni, di cui 291 della polizia giudiziaria, e dieci <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/07/i-boss-ora-parlano-a-milano-e-boom-di-collaborazioni/8347423/">collaboratori di giustizia</a>,</strong> tra quelli emersi dall&#8217;istruttoria e altri emersi dal processo <strong>&#8216;Ndrangheta stragista</strong>, ha calato l&#8217;asso politico, annunciando il deposito di <strong>quattro conversazioni di Pietro Pansera</strong>, soggetto collegato a <strong>Santo Crea boss di Melito Porto Salvo</strong>, attualmente imputato nel processo ordinario. Un altro Crea, Filippo, figlio di Santo, è stato già condannato con rito abbreviato.</p> <p>Oltre alle nuove intercettazioni, sono stati depositati quattro verbali di due collaboratori, uno di <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/24/consozio-lombardo-mafie-hydra-pentito-affari-messina-denaro-verbali-news/8171339/"><strong>William</strong> <strong>Cerbo</strong> detto Scarface</a>, manager del clan catanese dei Mazzei e tre di <strong>Francesco Bellusci</strong>, soldato della &#8216;ndrangheta di Lonate Pozzolo. Inoltre tra i 484 testimoni che saranno sentiti nell&#8217;aula bunker di San Vittore ci sarà anche <strong>Lele Mora che dovrà illustrare i suoi rapporti con <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/21/hydra-vestiti-clan-senese-perizia-medica-tarocca-cardiologo-news/8392859/">Giancarlo Vestiti</a></strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/21/hydra-vestiti-clan-senese-perizia-medica-tarocca-cardiologo-news/8392859/">, referente del clan Senese</a>. In particolare Mora (non indagato), durante le sue sommarie informazioni, aveva parlato di progetti comuni con Vestiti: quello di una piattaforma e-commerce, la gestione di ambulanze per i dializzati, la conoscenza con altri esponenti del clan Senese e gli incontri con il medico <strong>Ignazio Ceraulo</strong>, che Vestiti, assieme all&#8217;avvocato Marino, tenterà di candidare tra le fila di FdI. Lo stesso Mora, secondo Vestiti intercettato, avrebbe creato il contatto con <strong>l&#8217;ex ministro del Turismo Daniela Santanchè</strong>. Contatto che il politico ha sempre smentito. Oltre a Mora, sarà sentito anche <strong>il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai</strong>, un assessore, un consigliere e un funzionario del comune. Il tutto per illustrare i loro rapporti con l&#8217;ala di Cosa nostra rappresentata da <strong>Errante Parrino detto zio Paolo</strong>.</p> <p>Ma torniamo alle nuove intercettazioni sul politico di Fratelli d&#8217;Italia. Le conversazioni sono contenute in una nota dei carabinieri e riguardano l&#8217;aiuto elettorale che Pansera e Santo Crea programmano di dare a <strong>Luca Faraone che nel maggio del 2023 sarà eletto per Fratelli d&#8217;Italia come consigliere di maggioranza nel comune brianzolo di Carate Brianza</strong>. Allo stato, va detto, Faraone non risulta indagato. Ma la scelta della Procura di Milano è motivata dalla volontà di dimostrare come il Consorzio sia presente sul territorio lombardo anche nelle realtà politiche locali, a differenza di quanto sostenuto dal Consiglio superiore della magistratura che nella delibera dell&#8217;11 giugno ha escluso la Lombardia dai territori “ad alta densità mafiosa”.</p> <p>Il 17 aprile 2023, riassumono i carabinieri, Pansera scende in Calabria per incontrare Santo Crea e qui emerge la volontà dello stesso Crea e di altri <strong>“di portare Faraone alle prossime elezioni comunali di Carate Brianza tra le fila di Fratelli d&#8217;Italia</strong> , specificando che &#8220;si è sempre messo a disposizione di tutti i paesani per ogni tipo di prestazione sanitaria nell&#8217;ospedale di Monza&#8221;. Un&#8217;attività, quella nel settore sanitaria, che lo accomuna allo zio, quel <strong>Pietrogino Pezzano (deceduto)</strong>, già direttore dell&#8217;Asl di Monza e Brianza e poi dell&#8217;Asl 1 di Milano e che i carabinieri definiscono “una vecchia conoscenza di questo Comando poiché ha sempre agevolato l&#8217;effettuazione di visite mediche specialistiche e altre prestazioni sanitarie a vari soggetti legati a importanti sodalizi di &#8216;ndrangheta”. Pansera, oltre a tenere i contatti con l’uomo del partito di Giorgia Meloni, è ritenuto “il braccio armato del gruppo criminale”.</p> <p>Così, si comprende dalle conversazioni depositate oggi, nell&#8217;aprile del 2023 Santo Crea lavora per portare voti a Faraone: “C’è un <strong>amico</strong> <strong>nostro</strong> (…) lui è il direttore dell’ospedale di Monza (in realtà è responsabile degli affari generali, <em>ndr</em>). Noi lo vogliamo bene questo ragazzo (…) lui si mette a disposizione”. Al ché Pansera risponde rassicurando il boss: “Abbiamo buone strade”. Quindi ancora Santo Crea: “A lui si porta Fratelli d’Italia (…) è un bravo ragazzo, non voglio chiamarlo”. L&#8217;altro: “Per queste cose abbiamo persone pulite, belle (…). A noi ci fa piacere perché ci ha messo sempre a disposizione il suo lavoro, i suoi agganci, a livello di una visita, lui ha cinque, sei ospedali nelle mani (…). <strong>Noi lo portiamo avanti</strong>”. Chiosa Crea: “E lui si mette a disposizione (…). Gli dite mi ha mandato il professore”. Pansera: “Poi gli faccio conoscere dove arrivano i voti”. Ma Crea si raccomanda: “Senza che ne faccia assai. Se no poi dicono: ‘Assai come mai?’ Il giusto”. Quindi la conclusione del boss del Consorzio mafioso-lombardo che è il manifesto dei nuovi collegamenti con la politica. Dice Santo Crea: <strong>“Perché questo Paese è un Paese di destra, prima c&#8217;era la Democrazia Cristina, ora c&#8217;è Forza Italia” e Fratelli d&#8217;Italia.</strong></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/processo-hydra-intercettazioni-fdi-carate-brianza-notizie/8423075/">Hydra, depositate le intercettazioni sul politico di Fratelli d&#8217;Italia: &#8220;Lo portiamo avanti e lui si mette a disposizione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  9. Processo Hydra, il Csm nega la mafia in Lombardia. Il pm Cerreti in aula: “Qui la mafia non è silente, uccide e minaccia”

    Fri, 19 Jun 2026 05:54:35 -0000

    <p>“La storia dell&#8217;inchiesta Hydra nasce dalla lupara bianca di Gaetano Cantarella e ciò dimostra che in Lombardia la mafia non è silente, ma estrinseca la sua forza con omicidi, minacce ed estorsioni”. Ha esordito così oggi il pubblico ministero Alessandra Cerreti durante l&#8217;udienza del processo Hydra sul Consorzio di mafie al Nord. E lo ha [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/processo-hydra-csm-mafia-lombardia-notizie/8423045/">Processo Hydra, il Csm nega la mafia in Lombardia. Il pm Cerreti in aula: &#8220;Qui la mafia non è silente, uccide e minaccia&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>“La storia <strong>dell&#8217;<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/25/la-santa-alleanza-di-cosa-nostra-ndrangheta-e-camorra-ecco-il-nuovo-consorzio-mafioso-che-comanda-in-lombardia-11-arresti-e-153-indagati/7333170/">inchiesta Hydra</a></strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/25/la-santa-alleanza-di-cosa-nostra-ndrangheta-e-camorra-ecco-il-nuovo-consorzio-mafioso-che-comanda-in-lombardia-11-arresti-e-153-indagati/7333170/"> nasce dalla <strong>lupara bianca di Gaetano Cantarella</strong></a> e ciò dimostra che in Lombardia la mafia non è silente, ma estrinseca la sua forza con omicidi, minacce ed estorsioni”. Ha esordito così oggi il <strong>pubblico ministero Alessandra Cerreti</strong> durante l&#8217;udienza del processo Hydra sul Consorzio di mafie al Nord. E lo ha fatto mandando un messaggio ben poco indiretto al Csm che con la delibera dell&#8217;11 giugno, nell&#8217;escludere esperienze di Dda per la nomina ad aggiunti e procuratore a Milano, ha di fatto cancellato decenni di indagini definendo <strong>il territorio Lombardo non ad alta densità mafiosa</strong>.</p> <p>Un vero <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/mafie-nord-libera-csm-delibera-notizie/8422181/">fulmine a ciel sereno per tutta quella <strong>società civile</strong> che ogni giorno combatte la presenza dei clan sui propri territori</a>. Una presenza affatto sporadica e che si mostra, sentenze alla mano, in ogni attività: dall&#8217;economia alla politica al divertimento e allo sport. Insomma una presenza a 360 gradi. Eppure il Csm non ritiene la Lombardia, come anche il Piemonte un&#8217;area ad alta densità mafiosa. Così ieri mattina in piazza Filangeri davanti al palazzo <strong>dell&#8217;aula bunker di San Vittore</strong> decine di sindaci, e associazioni, da Libera ad Avviso Pubblico, hanno tenuto fermo il punto <strong>contestando</strong> la decisione del Consiglio superiore della magistratura, non mancando di dare <strong>solidarietà</strong> ai pm del processo, <strong>Alessandra</strong> <strong>Cerreti</strong> e <strong>Rosario</strong> <strong>Ferracane</strong>, che sono stati minacciati dallo stesso Consorzio mafioso.</p> <p>E mentre fuori da San Vittore, i sindaci, tra cui <strong>Rino Pruiti di Buccinasco</strong>, davano la loro testimonianza sul cosa vuol dire combattere la mafia ogni giorno in Lombardia, il <strong>procuratore generale di Torino, Lucia Musti,</strong> con un comunicato rilanciava le critiche alla delibera di Palazzo Marescialli: “La ritenuta concentrazione delle mafie nei soli distretti del Sud, oltre a Roma, sembra non tenere nel dovuto conto l’attività continua della Polizia Giudiziaria, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Procure della Repubblica quali Torino, Milano, Bologna, Venezia e recentemente Trento, volta a porre in essere azione di contrasto alle mafie (per lo più &#8216;ndrine) che hanno scelto le ricche Regioni del Centro Nord per insediarsi e porre in essere attività economica in campo di edilizia, turismo, erogazione di servizi di vario genere, recupero crediti a costi dimezzati, logistica, smaltimento rifiuti, anche attraverso la commissione di reati economici e con l’ausilio di soggetti appartenenti ai colletti bianchi&#8221;. La Procuratrice generale ha fatto riferimento alla <strong>Procura distrettuale di Trento</strong> per la quale ha concorso la pm Cerreti, superata però da una collega che non ha mai avuto esperienze in indagini antimafia.</p> <p>Del resto gli stessi <strong>paletti che il Csm pone per la definizione di “alta densità mafiosa”</strong> corrispondono, manco a farlo apposta, all&#8217;intero impianto del nuovo sistema mafioso lombardo. Secondo il Csm, infatti, sono questi “gli elementi idonei a dimostrare un radicamento strutturale del fenomeno mafioso: diffusione territoriale non occasionale e una concreta capacità di condizionamento dell’economia, della pubblica amministrazione e della vita istituzionale locale”. Non solo questo. Tornando al 2010, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/28/ndragheta-in-lombardia-operazione-infinito-in-appello-confermate-le-condanne/1043389/">inchiesta Infinito</a>, <strong>il radicamento </strong>fu individuato dalla Procura di Milano<strong> in oltre dieci locali di &#8216;ndrangheta</strong>. Tanto che si arrivò a definire la <strong>Lombardia</strong> stessa il <strong>quarto mandamento</strong> della mafia calabrese.</p> <p>Insomma, la scelta del Csm appare del tutto discutibile. Tanto più che nella lista testi depositata dalla stessa Procura saranno sentiti diversi collaboratori di giustizia e non solo quelli emersi dal procedimento, come <strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/10/porsche-truffe-e-affari-vita-da-gioacchino-amico-il-pentito-di-hydra-con-la-politica-in-testa/8351052/">Gioacchino Amico</a> o <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/24/consozio-lombardo-mafie-hydra-pentito-affari-messina-denaro-verbali-news/8171339/">William Cerbo</a></strong>, ma anche altri esterni all&#8217;inchiesta. Molti che già decenni fa, come testimoniano gli atti del processo <strong>&#8216;Ndrangheta stragista</strong>, già collocavano a Milano e in Lombardia un consorzio o un&#8217;unione di mafie. All&#8217;epoca quel sodalizio era dedito al traffico di droga, oggi Hydra ne ha fotografato gli <strong>interessi</strong> <strong>economici</strong>. Del resto, quando il Csm fa riferimento al “condizionamento dell&#8217;economia” avrebbe prima potuto leggere la requisitoria dei pm nel processo in abbreviato (500 anni di condanne), quando Rosario Ferracane ha ben spiegato che questo nuovo sistema mafioso trova “nel profitto il suo collante” e agli arsenali di armi affianca “un arsenale economico-finanziario (…) connaturato all&#8217;esistenza stessa dell&#8217;associazione” che fa sponda con quegli “imprenditori lombardi i quali si rendono conto che c&#8217;è mafia ma continuano per la loro strada, perché guardano al profitto”.</p> <p>Non dunque una presenza banalizzata in infiltrazione, ma “una mafiosità immanente&#8221;, perché, spiegherà Alessandra Cerretti, inascoltata dal Csm, “Milano è un contesto mafioso, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/11/consorzio-mafioso-milano-calabria-ndrangheta-news/8192414/">né più né meno di come può esserlo la Calabria</a>. Fin quando non avremo consapevolezza di questo, <strong>non faremo passi avanti nell&#8217;attività di contrasto</strong>”. E ancora meglio, per chi, come il Csm si basa sulla semplice lettura <strong>della semestrale della Dia</strong>, ecco come conclude il pm: “Il nostro compito è interpretare la realtà. Quando noi affrontiamo un&#8217;associazione mafiosa, non si tratta di un&#8217;autopsia, cioè di un cadavere che noi abbiamo in una sala sterile, su cui operiamo. <strong>L&#8217;associazione mafiosa è un fatto vivo</strong> e come fatto vivo muta, quindi dobbiamo essere pronti anche a scardinare le nostre conoscenze e affrontare nuove realtà associative”.</p> <p>E se di omicidi si è parlato e di controllo economico pure, la questione politica oggi è emersa ancora più viva. Se la &#8220;densità mafiosa” si estrinseca in <strong>una realtà istituzionale</strong> se non favorevole quantomeno assente, di certo gli esempi dei comuni lombardi di<strong> Abbiategrasso </strong>e<strong> Busto Arsizio</strong> sono del tutto paragonabili ad esperienze meridionali. Entrambi i comuni faranno domanda di costituirsi <strong>parte</strong> <strong>civile</strong> solo il 19 marzo, e cioè alla prima udienza del processo. La costituzione è <strong>fuori</strong> <strong>tempo</strong> <strong>massimo</strong>. E questo nonostante a gennaio, in modo irrituale, la stessa Procura abbia avvisato con una lettera che potevano farlo. Non è stato fatto se non fuori tempo e oggi il Tribunale ha <strong>rigettato</strong> la loro richiesta perché arrivata tardi nonostante le notizie dell&#8217;inchiesta Hydra abbiano avuto una risonanza mediatica. Per chi non ricordasse: da anni Abbiategrasso è stato <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/22/in-carcere-continuava-a-comandare-il-boss-di-cosa-nostra-errante-parrino-finisce-al-41-bis/8204290/">il luogo di azione di <strong>Errante</strong> <strong>Parrino</strong></a>, referente lombardo di <strong>Messina</strong> <strong>Denaro</strong>. Mentre a Busto Arsizio hanno dominato i gelesi Nicastro. Entrambi, Parrino e i Nicastro, sono collocati nel cda della nuova Mafia spa. Perché a Milano e in Lombardia la mafia non è silente.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/processo-hydra-csm-mafia-lombardia-notizie/8423045/">Processo Hydra, il Csm nega la mafia in Lombardia. Il pm Cerreti in aula: &#8220;Qui la mafia non è silente, uccide e minaccia&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  10. Patrimoniale, la società che aiuta i milionari a migrare ora ammette: “Modesta la fuga all’estero per pagare meno tasse”

    Fri, 19 Jun 2026 05:54:00 -0000

    <p>Mentre in Italia il &#8220;campo progressista&#8221; annaspa intorno al tema della tassazione dei grandi patrimoni, a smontare il teorema per cui in caso di strette fiscali i milionari sono pronti a fuggire verso lidi più amichevoli ci pensa a sorpresa uno dei soggetti che dell&#8217;esodo dei ricchi hanno fatto un business. Cioè Henley &#38; Partners, [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patrimoniale-fuga-milionari-non-esiste-tasse-notizie/8422958/">Patrimoniale, la società che aiuta i milionari a migrare ora ammette: &#8220;Modesta la fuga all&#8217;estero per pagare meno tasse&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Mentre in Italia <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/06/patrimoniale-schlein-frena-programma-notizie/8410987/">il &#8220;campo progressista&#8221; annaspa</a> intorno al <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/patrimoniale-m5s-base-favorevole-notizie/8422796/">tema della <strong>tassazione dei grandi patrimoni</strong></a>, a smontare il teorema per cui in caso di <strong>strette fiscali</strong> i milionari sono pronti a <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/12/tassa-miliardari-california-new-york-fuga-notizie/8382566/">fuggire verso lidi più amichevoli</a> ci pensa a sorpresa uno dei soggetti che dell&#8217;esodo dei ricchi hanno fatto un business. Cioè <strong>Henley &amp; Partners</strong>, società basata a Londra che si autodefinisce &#8220;leader mondiale nella <strong>pianificazione della residenza</strong> e della cittadinanza&#8221;. In pratica assiste i facoltosi nell&#8217;ottenere i passaporti più convenienti dal punto di vista delle tasse e consiglia i <strong>governi</strong> interessati ad attirare investitori stranieri. Il suo report annuale dedicato alla &#8220;private wealth migration&#8221; in passato <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/10/nessuna-fuga-milionari-regno-unito-aumento-tasse-news/8021616/">diventava puntualmente spunto per decine di articoli sulla presunta fuga dei Paperoni: </a>lo scorso anno, per esempio, aveva stimato che ben <strong>142mila</strong> (e altri 165mila nel 2026) si sarebbero trasferiti oltreconfine nel &#8220;più grande trasferimento volontario di capitale privato della storia moderna&#8221;. Tra loro <strong>16.500</strong> <strong>inglesi</strong> evidentemente terrorizzati dall&#8217;<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/19/tasse-regno-unito-ricchi-stranieri-esodo-narrazione-smentita-news/8098480/">abolizione del favorevole status di “<strong>residente non-domiciliato</strong>”</a>. Ecco: un anno dopo, il nuovo rapporto contiene una marcia indietro clamorosa.</p> <p>A valle delle contestazioni di <strong>Tax Justice Network</strong>, <strong>Patriotic Millionaires UK</strong> e <strong>Tax Justice UK</strong>, il gruppo presieduto dall&#8217;avvocato svizzero <strong>Christian H. Kälin</strong> (stando alla sua biografia &#8220;uno dei massimi esperti mondiali in materia di migrazione per investimento&#8221;) e guidato da <strong>Juerg Steffen</strong>, che vanta lunga esperienza nella pianificazione patrimoniale e si divide tra Emirati Arabi Uniti e Malta, ammette innanzitutto che la migrazione dei più ricchi è &#8220;estremamente <strong>difficile da quantificare</strong>&#8221; visto che &#8220;determinare dove qualcuno vive è controverso&#8221; e la sola domanda di seconda cittadinanza o residenza all&#8217;estero dice poco, perché può essere solo un &#8220;<strong>piano d&#8217;emergenza</strong>&#8221; che poi il titolare non mette in atto. Poi, passando in rassegna diversi <strong>studi</strong> su Gran Bretagna e Stati Uniti, arriva alla conclusione più pesante: anche dopo importanti modifiche fiscali &#8220;i tassi di emigrazione tra i redditi più elevati sono stati <strong>modesti</strong> e concentrati in circostanze specifiche, ben al di sotto di quanto previsto dalle proiezioni&#8221;. Morale: meglio evitare di sparare cifre sul fenomeno, cosa che Henley &amp; Partners ha fatto per anni.</p> <p>&#8220;Anziché produrre un conteggio preciso dei movimenti che <strong>i dati non supportano</strong> ancora&#8221;, si legge nero su bianco nel capitolo metodologico &#8220;Why measuring millionaire migration is so difficult&#8221;, firmato dal docente dell&#8217;Università di Manchester <strong>Francesco Rampazzo</strong>, meglio concentrarsi su &#8220;ciò che può essere misurato rigorosamente: le condizioni strutturali che rendono un paese più o meno <strong>attrattivo</strong> per i capitali globalmente mobili&#8221;. Così la ratio del report &#8211; dar linfa agli affari di chi guadagna facendo consulenza sui regimi fiscali di favore offerti da molti Paesi ai più benestanti &#8211; resta in piedi, anche se i numeri che rafforzavano quella narrazione si sono sciolti come neve al sole. Dal rapporto, fa notare Tax Justice network, è stato anche silenziosamente eliminato il &#8220;database dei milionari&#8221; gestito da <strong>New World Wealth,</strong> la micro società di ricerca basata a Johannesburg che usando fonti discutibili come LinkedIn elaborava le stime sull&#8217;esodo. Al posto dei dati sui milionari in fuga compare ora un nuovo &#8220;<strong>Global Wealth Mobility Framework</strong>&#8221; che misura la <strong>competitività</strong> delle diverse giurisdizioni sulla base di criteri come tassazione, stabilità istituzionale, qualità della vita, mobilità dei capitali e programmi destinati agli investitori. L&#8217;obiettivo è quello di individuare i Paesi &#8220;paradiso&#8221; per i super ricchi stranieri.</p> <p>Istruttivo, mentre il centrosinistra si lambicca sul <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/patrimoniale-economisti-riforma-fiscale-notizie/8415001/">rischio di far scappare i capitali</a> nel caso si introduca <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/patrimoniale-economisti-riforma-fiscale-notizie/8415001/">un’<strong>imposta progressiva </strong>sul patrimonio di una piccola minoranza di milionari nostrani</a>, scoprire che al <strong>settimo posto nella classifica</strong> così costruita &#8211; dietro le Cayman, Cipro e i Paesi Bassi, tra gli altri &#8211; c&#8217;è proprio <strong>l&#8217;Italia</strong>, con un punteggio di 72,3 su 100. Con il grande merito, agli occhi dell&#8217;ad Steffen, di offrire a chi può contare su un patrimonio pingue di trasferirsi qui pagando <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/18/flat-tax-aumento-300mila-ricchi-stranieri-notizie/8165090/">l&#8217;apposita <strong>flat tax</strong> voluta dal governo Renzi, salita quest&#8217;anno a 300mila euro,</a> e mettendosi così a posto con l&#8217;erario qualunque sia l&#8217;ammontare dei redditi prodotti all&#8217;estero. Gentile concessione che si somma a quello che nella tabella del report, con un eufemismo, viene definito &#8220;<strong>quadro successorio favorevole</strong>&#8220;: si tratta del fatto che la Penisola, rispetto agli altri Paesi Ocse, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/10/27/italia-e-il-paradiso-delle-eredita-tassarle-e-giusto-e-anche-utile/8173902/">tassa poco o nulla i patrimoni ereditati</a>, con grave danno per l&#8217;equità visto che il risultato è <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/04/da-del-vecchio-junior-a-livia-voigt-tutti-i-miliardari-sotto-i-30-anni-hanno-ereditato-la-propria-ricchezza-la-classifica-forbes/7500970/">favorire i Paperoni e i loro discendenti</a> mentre stando alle analisi di <strong>Salvatore Morelli,</strong> associato di Economia pubblica all&#8217;università Roma Tre e direttore del GC Wealth Project allo Stone center sulla disuguaglianza socio-economica dell’università di New York, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/16/tasse-eredita-ingiustizia-disuguaglianza-ricchezza-studio-morelli-ultime-notizie/8026935/">circa il 70% dell’onere tributario ricade sui lasciti sotto 1 milione di euro.</a></p> <p>Non fa una piega, dalla prospettiva di Henley &amp; Partners e di gran parte dell&#8217;arco parlamentare italiano. Un Paese che si è posizionato tra le destinazioni più appetibili per i grandi patrimoni internazionali, offrendo ai neo-residenti facoltosi una tassazione di favore <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/09/02/flat-tax-la-competizi-one-fiscale-a-perdere/8111858/">senza nemmeno chiedere in cambio investimenti produttivi in grado di stimolare crescita e occupazione</a>, rifugge dall&#8217;idea di un’imposta progressiva da applicare alle fortune dello <strong>0,1% più ricco</strong> per finanziare welfare e servizi pubblici. Poco importa se stando ai sondaggi <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/08/tassa-ultraricchi-italiani-favorevoli-sondaggio-notizie/8189266/">la grande maggioranza degli elettori è apertamente a favore.</a></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patrimoniale-fuga-milionari-non-esiste-tasse-notizie/8422958/">Patrimoniale, la società che aiuta i milionari a migrare ora ammette: &#8220;Modesta la fuga all&#8217;estero per pagare meno tasse&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  11. La nuova prescrizione di Forza Italia, l’allarme del magistrato Frasca: “Cambia per la quinta volta in 20 anni, ma non si assicura così la ragionevole durata del processo”

    Fri, 19 Jun 2026 05:53:33 -0000

    <p>Tre anni fa, il 22 novembre 2023, lei Matteo Frasca, da presidente della Corte d’Appello di Palermo, con i colleghi delle altre 25 Corti italiane, firmò una lettera al Guardasigilli, mentre che già la Camera discuteva il ddl Pittalis sulla prescrizione, per chiedere una norma transitoria salva-processi. Ma è possibile che adesso, per la quinta [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/riforma-prescrizione-forza-italia-frasca-notizie/8423180/">La nuova prescrizione di Forza Italia, l’allarme del magistrato Frasca: &#8220;Cambia per la quinta volta in 20 anni, ma non si assicura così la ragionevole durata del processo”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p><strong>Tre anni fa, il 22 novembre 2023, lei Matteo Frasca, da presidente della Corte d’Appello di Palermo, con i colleghi delle altre 25 Corti italiane, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/12/02/corti-dappello-contro-nordio-manca-la-meta-del-personale/7371554/">firmò una lettera al Guardasigilli</a>, mentre che già la Camera discuteva il ddl Pittalis sulla prescrizione, per chiedere una norma transitoria salva-processi. Ma è possibile che <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/18/prescrizione-il-blitz-estivo-di-forza-italia-ok-alla-riforma-entro-agosto/8422274/">adesso, per la quinta volta, Forza Italia cambi le regole con una nuova legge</a>?<br /> </strong>Sì, lo è, perché compete al Parlamento emanare le leggi anche su questa materia. Ma sono state fatte quattro riforme in 20 anni, e questa sarebbe la quinta. Di cui tre nell’arco di soli 8 anni, ma tutte le norme, prescrizione compresa, necessitano della stabilità che contribuisce molto all’efficienza degli uffici.</p> <p><strong>Al Senato Giuseppe Ondei, presidente della Corte d’Appello di Milano, ha allarmato la commissione Giustizia sui calcoli necessari, processo per processo, reato per reato, per ricalcolare la nuova prescrizione. Ha chiesto una norma transitoria. Il governo ne ipotizza una per salvare quelli in primo grado. È una soluzione possibile?<br /> </strong>Davanti all’ennesima riforma sulla prescrizione, ci siamo limitati a chiedere, non certo per interferire sul suo contenuto, una norma transitoria per coordinare le diverse leggi per le possibili interferenze tra loro.</p> <p><strong>E questa soluzione risolverebbe i problemi?</strong><br /> In questo campo tali norme non sono certo una novità. Ne fu fatta una per la ex Cirielli, un’altra con la Orlando, e ancora con le leggi Bonafede e poi Cartabia. Cambiando la prescrizione era normale adottare via via norme transitorie per garantire la successione nel tempo. Per quest’ultima legge, finora non si era parlato di una norma del genere. Da qui il nostro allarme per evitare che gli uffici siano costretti a un dispendio inutile di risorse e di energie per complessi calcoli per ogni processo, sottraendo tempo e risorse preziosi.</p> <p><strong>La norma vi andrebbe bene?</strong><br /> Certo. Ben venga, anche se, per valutarne l&#8217;effettiva adeguatezza, è necessario conoscerne il contenuto.</p> <p><strong>Trapela che la norma sarebbe assai semplice, la nuova legge non si applica ai processi che hanno già superato il primo grado.</strong><br /> È impossibile pronunciarsi in anticipo su potenziali profili di illegittimità costituzionale, ma mi auguro che il legislatore li valuti prima di presentare il testo. Ricordo però che nel 2011 una sentenza della Consulta ha ritenuto costituzionalmente legittima la norma transitoria dell’ex Cirielli, che derogava, per i processi in Appello e in Cassazione, al principio della legge più favorevole in tema di successione delle norme sulla prescrizione.</p> <p><strong>Una norma così sarebbe legittima?</strong><br /> Sono solo ipotesi, ma una norma transitoria può ben esserlo.</p> <p><strong>Perché ogni governo, compreso quello attuale, vuole cambiare la prescrizione? </strong><br /> Non spetta a me dirlo. La prescrizione è un istituto di diritto sostanziale che opera per i reati di cui lo Stato viene a conoscenza a molta distanza dalla loro commissione, e per i quali, almeno per quelli non di particolare gravità, viene meno l&#8217;interesse sociale alla punizione. Invece, è stata usata, e continua a esserlo, come uno strumento per assicurare in forma surrettizia la ragionevole durata del processo.</p> <p><strong>Dunque è un abuso legislativo?</strong><br /> La durata non ragionevole del processo viola un diritto fondamentale dell&#8217;imputato, ma la patologia non può essere curata con la prescrizione. L’effettiva durata ragionevole va assicurata con norme sostanziali e processuali e con interventi sull’organizzazione degli uffici. Tra i due istituti non dovrebbe esserci alcun collegamento, anche perché la durata ragionevole del processo è un diritto di tutti gli imputati, compresi quelli giudicati per reati non soggetti a prescrizione, come la strage o l&#8217;omicidio.</p> <p><strong>La politica vuol “far morire” i processi? </strong><br /> Il processo serve per accertare l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato, mentre la prescrizione ne decreta la fine prematura senza questo accertamento. Ma per effetto di un inadeguato coordinamento delle norme si è creato un sistema disorganico anche sulla prescrizione.</p> <p><strong>In che modo?</strong><br /> Basti pensare che per alcuni reati, come i furti nei supermercati, divenuti perseguibili a querela nella stragrande maggioranza dei casi, sono previsti termini di prescrizione lunghissimi, 10 anni elevabili a 12 e mezzo, mentre per altri reati di gravità maggiore, come l&#8217;omicidio colposo non aggravato, il sequestro di persona non aggravato, la turbativa d&#8217;asta, il falso in bilancio, il termine di prescrizione è inferiore o al più eguale.</p> <p><strong>Governi d’ogni colore usano la prescrizione in modo populista per guadagnare voti? </strong><br /> Su questo non faccio commenti. Ribadisco solo che la prescrizione deve recuperare la sua funzione &#8220;naturale&#8221; anche con un riassetto organico della sua disciplina.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/riforma-prescrizione-forza-italia-frasca-notizie/8423180/">La nuova prescrizione di Forza Italia, l’allarme del magistrato Frasca: &#8220;Cambia per la quinta volta in 20 anni, ma non si assicura così la ragionevole durata del processo”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  12. Sconfitta monumentale per Trump a Versailles, ma i cortigiani non gli chiederanno conto della realtà

    Fri, 19 Jun 2026 05:50:29 -0000

    <p>di Serena Poli Donald Trump ha firmato una sconfitta monumentale, mentre Emmanuel Macron applaudiva e si congratulava &#8220;Bravo, good job!&#8221;. Con buona pace della retorica Epic Fury (così aveva battezzato la sua operazione militare), il bilancio per il tycoon è una disfatta su tutti i fronti, basta leggere il testo del Memorandum. Regime change, fallito. [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/accordo-usa-iran-trump-sconfitta-notizie/8423110/">Sconfitta monumentale per Trump a Versailles, ma i cortigiani non gli chiederanno conto della realtà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p><strong>di Serena Poli</strong></p> <p>Donald Trump <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/accordo-usa-iran-trump-hormuz-notizie/8422447/" target="_blank" rel="noopener">ha firmato una sconfitta monumentale</a>, mentre Emmanuel Macron applaudiva e si congratulava &#8220;Bravo, good job!&#8221;. Con buona pace della retorica <strong>Epic Fury</strong> (così aveva battezzato la sua operazione militare), il bilancio per il tycoon è una <strong>disfatta</strong> su tutti i fronti, basta leggere il testo del Memorandum. <em>Regime change</em>, fallito. Controllo dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, fallito (ha dovuto trattare per riaprirlo). Congelamento del <strong>nucleare</strong> e dei missili balistici, fallito.</p> <p>Come se non bastasse, per farsi firmare la carta, ha dovuto <strong>sbloccare</strong> di nuovo i miliardi di asset iraniani, senza contare il paragrafo 6 del Memorandum: “Gli Stati Uniti d’America si impegnano, insieme ai partner regionali, a sviluppare un piano definitivo e concordato reciprocamente, con almeno <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/17/nucleare-iran-piano-usa-300-miliardi-notizie/8420443/" target="_blank" rel="noopener">300 miliardi di dollari statunitensi</a>, per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran”.</p> <p>Peggio di lui, forse, solo la Germania nel 1919. Sempre a <strong>Versailles</strong> (i miei complimenti a Macron per la scelta, anche se credo che il comico simbolismo della location sia del tutto involontario). Direi che adesso, per la gioia di Giorgia Meloni, il buon vecchio Donald un Premio Nobel può dire di averlo vinto: non quello della Pace, ma quello del <strong>Contrappasso.</strong></p> <p>Viene in mente la spocchia di Guglielmo II nell&#8217;agosto del 1914, quando salutava le truppe tedesche in partenza per il fronte promettendo: &#8220;Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi&#8221;. Allo stesso modo, Trump aveva garantito la <strong>risoluzione</strong> di tutti i conflitti in 24 ore, con la sicumera di chi pensa che la complessità geopolitica si pieghi a colpi di slogan. Anche prima della Grande Guerra tutti i paesi e i blocchi di alleanze si erano armati fino ai denti perché, si sa, “si vis pacem, para bellum”: il motto dei <strong>non lungimiranti,</strong> evidentemente. Eppure, negli ultimi giorni della sua rovina, almeno Guglielmo II ebbe un sussulto di <strong>dignità</strong> confessando: “La guerra è finita, certo in modo completamente diverso da quanto avevamo pensato”. Trump nemmeno quello, anzi: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/17/i-am-the-boss-trump-arriva-alla-riunione-del-g7-di-evian-e-scherza-il-capo-sono-io/8421865/" target="_blank" rel="noopener">si è presentato al G7 dicendo “Hello. I&#8217;m the boss”</a>, tra le risatine <strong>ruffiane</strong> dei convenuti.</p> <p>Ma non si preoccupi, il vecchio Donald. Nessuno gli chiederà conto della realtà, perché i cortigiani sono sempre pronti a <strong>blandirlo</strong>. Il palcoscenico della sudditanza europea si è aperto con il regalo di Merz, una maglia della nazionale tedesca di calcio personalizzata con il numero 47, per il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. Chiunque conosca la Smorfia Napoletana si sarà fatto una risata: dal ‘morto che parla’ al ‘morto che firma’, verrebbe da dire: un capo di Stato politicamente defunto sigla <strong>un’epocale sconfitta</strong>, circondato da plaudenti lacchè.</p> <p>Per umana pietà (ma soprattutto per carenza di spazio) sorvolo su Giorgia Meloni: oggi tutti i di lei sostenitori <strong>esultano</strong> per il suo pugno duro con Donald, mentre io ho in mente il suo sguardo di adorazione mentre, sorridente, gli risponde “dai, Donald” quando lui le dice “sono stato abbandonato”.</p> <p>Ora, Trump ha fornito la prova definitiva di essere un <strong>colossale perdente</strong> e, se ci penso, è pure abbastanza rassicurante trovare facilmente l’aggettivo da attribuirgli; ciò che mi manca è la parola per definire gli altri presenti, perché ‘ruffiani’ non basta. Cerco sinonimi peggiorativi, mi arrovello, ma il nostro meraviglioso vocabolario non mi viene incontro. Non trovo una parola che incarni appieno la <strong>dabbenaggine</strong>, la sconsiderata e al contempo patetica <strong>sottomissione</strong> che legittimano pericolosamente un vecchio pazzo nel suo credersi Dio. Non ho la parola, insomma, ma mi viene in soccorso un’immagine: il famosissimo meme <strong>“<em>this is fine</em>”</strong>, un cane seduto al tavolo con una tazza di caffè, imperturbabile mentre la stanza intorno a lui è divorata dalle fiamme.</p> <p><em>Don’t worry, Donny</em>. Finché sarai al potere, non mancheranno le risatine a comando e le smancerie, perché ogni capo di Stato europeo continuerà, mentre tutto brucia, a dormire con le <strong>ginocchiere</strong> sul comodino.</p> <h5><em>Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilfattoquotidiano.it</a>, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/sostenitori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno</a>: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e <a href="https://shop.ilfattoquotidiano.it/login/?redirect_to=%2F%3Fsso%3Dbm9uY2U9NWU4ZWY0ZTRkMjQwYjk2ZmQwYjU3MWIwYTQxZGE3MzkmcmV0dXJuX3Nzb191cmw9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZmb3J1bS5pbGZhdHRvcXVvdGlkaWFuby5pdCUyRnNlc3Npb24lMkZzc29fbG9naW4%253D%26sig%3D17889f784478a1d9844df9f89adda560c7471b8f99d77346f0b1e16f721ad15b%26bm9uY2U9NWU4ZWY0ZTRkMjQwYjk2ZmQwYjU3MWIwYTQxZGE3MzkmcmV0dXJuX3Nzb191cmw9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZmb3J1bS5pbGZhdHRvcXVvdGlkaWFuby5pdCUyRnNlc3Npb24lMkZzc29fbG9naW4%3D%3D17889f784478a1d9844df9f89adda560c7471b8f99d77346f0b1e16f721ad15b" target="_blank" rel="noopener noreferrer">accedere al Forum</a> riservato dove discutere e interagire con la redazione.</em></h5> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/accordo-usa-iran-trump-sconfitta-notizie/8423110/">Sconfitta monumentale per Trump a Versailles, ma i cortigiani non gli chiederanno conto della realtà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  13. Ti ricordi… Emilio Butragueño, leggenda del Real che ai Mondiali devastò la Danimarca e nei giorni liberi lavorava nella profumeria di famiglia

    Fri, 19 Jun 2026 05:29:41 -0000

    <p>Di errori, quando hai davanti uno così, non puoi permettertene: è fatale quello a fine primo tempo, con la Danimarca in vantaggio per uno a zero agli ottavi di finale contro la Spagna, ai Mondiali di quarant&#8217;anni fa. Non puoi sbagliare se hai un avvoltoio che ti volteggia in area, e infatti i 168 cm [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/butragueno-real-madrid-spagna-chi-e-attaccante-profumeria-famiglia/8423140/">Ti ricordi&#8230; Emilio Butragueño, leggenda del Real che ai Mondiali devastò la Danimarca e nei giorni liberi lavorava nella profumeria di famiglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Di errori, quando hai davanti uno così, non puoi <strong>permettertene</strong>: è <strong>fatale</strong> quello a fine primo tempo, con la <strong>Danimarca</strong> in vantaggio per uno a zero agli ottavi di finale contro la <strong>Spagna</strong>, ai Mondiali di quarant&#8217;anni fa. Non puoi sbagliare se hai un avvoltoio che ti volteggia in area, e infatti i <strong>168</strong> <strong>cm</strong> per <strong>68</strong> <strong>chili</strong> di rapacità di <strong>Emilio</strong> <strong>Butragueño</strong> <strong>Santos</strong>, in arte “El Buitre”, non perdonano i danesi e pareggia. Segnerà ancora. E ancora. E ancora. Prima sfruttando una sponda in area, poi ancora solo a centro area su assist di <strong>Olaya</strong> e infine su rigore conquistato da lui. In mezzo si era conquistato un altro rigore <strong>Butragueño</strong>, che però aveva concesso al suo compagno <strong>Goikoetxea</strong>. 5 a 1 finale per la Spagna, con “El Buitre” che praticamente da solo devasta la difesa danese.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/partite-oggi-mondiali-18-19-giugno/8422280/" target="_blank" rel="noopener">Mondiali 2026, le partite di oggi</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-nuova-classifica-gironi/8416831/">Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-classifica-marcatori-diretta/8416941/">Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta</a></span></p> <p>Un <strong>attaccante meraviglioso</strong> e implacabile lo spagnolo, nato a <strong>Madrid</strong>, e dove sennò, il 22 luglio del 1963: papà Emilio ha una profumeria in Calle de las tres Cruces, a due passi dalla Gran Via e oltre alle varie essenze il profumo vero che si sente lì dentro è quello “merengues”. Il padre è un fan sfegatato del Real ed è socio fin dal 1943 con la <strong>tessera 2048</strong>. Il 23 luglio del 1963 anche il piccolo Emilio, suo figlio, diventa socio <strong>blancos</strong>: il Real nel destino, no? Il destino è però pure un <strong>brillantissimo</strong> <strong>burlone</strong>: prima del calcio, per Emilio, c’era stato il <strong>basket</strong>.</p> <p>Al Colegio San Antón lo ricordavano tutti per come faceva girare la <strong>testa</strong> ai <strong>difensori</strong> sul <strong>parquet</strong>: non aveva i centimetri del pivot, ma possedeva già quella capacità quasi geometrica di vedere lo <strong>spazio</strong> dove gli altri <strong>vedevano</strong> solo un <strong>muro</strong> di <strong>maglie</strong> <strong>avversarie</strong>. La pausa, quel modo tutto suo di congelare il tempo che lo avrebbe reso unico sul <strong>rettangolo</strong> <strong>verde</strong>, è un&#8217;eredità che nasce lì, tra un palleggio e un canestro. Il pallone tra i piedi arriva quasi per <strong>inerzia</strong>, come una <strong>conseguenza</strong> <strong>naturale</strong> del suo talento puro. Ma il <strong>destino</strong>, si sa, ama <strong>giocare</strong> con i colori.</p> <p>A <strong>diciassette</strong> <strong>anni</strong> il ragazzo è già un <strong>gioiello</strong> che abbaglia. I primi a muoversi sono gli osservatori <strong>dell’Atlético</strong> <strong>Madrid</strong>. Emilio fa il provino, incanta, i dirigenti dei Colchoneros hanno già la penna in mano per fargli firmare il contratto. Sembra l&#8217;inizio di una storia biancorossa, ma c&#8217;è un ostacolo insormontabile. Indovinate quale? Ovviamente sì. Papà Emilio. Vedere il proprio figlio, l&#8217;erede della stirpe, con la <strong>maglia</strong> dei <strong>rivali</strong> <strong>cittadini</strong> è un&#8217;eresia inaccettabile. Muove mari e monti, pretende e ottiene un secondo provino con il <strong>Real</strong> <strong>Madrid</strong>, quello definitivo. E la storia, finalmente, imbocca il suo binario naturale.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-gironi-nuovo-regolamento-guida/8412530/">Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-calendario-dove-vedere-tv-streaming-in-chiaro-rai-dazn/8412653/">Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/mondiali-calcio-albo-d-oro-classifica/8413600/">L’albo d’oro dei Mondiali</a></span></p> <p>Da quel momento in poi, la crescita di <strong>Butragueño</strong> è una <strong>vertigine</strong>. Diventa il leader spirituale della <strong>Quinta</strong>, l&#8217;uomo capace di ridefinire l&#8217;estetica del calcio spagnolo, e inevitabilmente attira su di sé gli sguardi dei <strong>club</strong> <strong>più</strong> <strong>potenti</strong> del continente. Tra la fine degli anni Ottanta e l&#8217;inizio dei Novanta, l&#8217;Italia è il centro di gravità permanente del calcio mondiale e l&#8217;Avvocato Gianni Agnelli si innamora perdutamente di quell&#8217;aristocratico del gol. La <strong>Juventus</strong> fa ponti d&#8217;oro, bussa alla porta del Bernabéu con valigie piene di miliardi; lo stesso fanno <strong>l&#8217;Inter</strong>, il <strong>Milan</strong> e più tardi la <strong>Fiorentina</strong>. Mezza Europa lo brama, lo vuole come pezzo pregiato da esibire in vetrina. Ma Emilio è un uomo d&#8217;altri tempi. Ai soldi e alla gloria della Serie A risponde sempre con il sorriso timido di chi ha già tutto ciò che desidera: la sua <strong>città</strong>, la sua <strong>gente</strong>, la sua <strong>profumeria</strong> di famiglia dove continua ad andare ad aiutare i genitori nei giorni di riposo, e quella camiseta blanca che sente come una seconda pelle.</p> <p>Arriva al <strong>Mondiale</strong> messicano dopo il suo primo <strong>campionato</strong> <strong>vinto</strong> col <strong>Real</strong> ed essersi accaparrato anche <strong>due trionfi</strong> <strong>internazionali</strong>: la <strong>Coppa</strong> <strong>Uefa</strong> per due volte consecutive. Ma quella Spagna, con <strong>Salinas</strong>, <strong>Michel</strong> e <strong>Zubizarreta</strong> non è quella di oggi e dopo gli ottavi la formazione di <strong>Miguel Munoz</strong> si ferma contro il Belgio ai rigori. Emilio segna il suo, Eloy no e i belgi li segnano tutti. Ma se la nazionale si ferma a un passo dalla gloria, il palcoscenico del <strong>Santiago</strong> <strong>Bernabéu</strong> è pronto a trasformarsi nel teatro stabile della sua definitiva consacrazione. Tornato dal <strong>Messico</strong> con i gradi di stella mondiale, Emilio riprende le redini di quel <strong>Real</strong> <strong>Madrid</strong> che ha deciso di cannibalizzare il calcio spagnolo. Non è più solo il ragazzino prodigio che aspetta il pallone in area; è il fulcro, l&#8217;ispiratore, il direttore d&#8217;orchestra di una squadra che gioca a memoria. La Quinta del Buitre – completata dalla classe di <strong>Míchel</strong>, dalla solidità di Sanchís, dalle geometrie di Martín Vázquez e dall&#8217;estro di Pardeza – trova in lui il proprio <strong>punto</strong> di <strong>riferimento</strong> <strong>etico</strong> ed <strong>estetico</strong>. Cinque campionati consecutivi, vinti dal <strong>1986 al 1990</strong>, polverizzando record e avversari.</p> <p>Eppure, in quel lustro d&#8217;oro, c&#8217;è <strong>un&#8217;ossessione</strong> che tormenta le <strong>notti</strong> <strong>bianche</strong> di <strong>Madrid</strong>: la Coppa dei Campioni. Quel Real spettacolare sembra avere tutto per salire sul tetto d&#8217;Europa, ma sbatte sistematicamente contro i muri più alti del continente. C&#8217;è il <strong>Bayern</strong> <strong>Monaco</strong>, e soprattutto c&#8217;è il <strong>Milan</strong> degli immortali di Arrigo Sacchi. Le sfide contro i rossoneri diventano battaglie epiche, scontri generazionali tra due modi diversi di intendere la modernità calcistica. Emilio illumina la scena anche a San Siro, subisce i tackle duri di <strong>Baresi</strong> e <strong>Costacurta</strong> senza mai protestare, rialzandosi sempre con i <strong>calzettoni arrotolati</strong> sulle <strong>caviglie</strong> e la solita compostezza regale. Ma l&#8217;Europa dei grandi club gli rimarrà sempre sfuggente, quasi a voler dimostrare che anche le storie più belle devono conservare una sfumatura di <strong>malinconica</strong> <strong>incompiutezza</strong>.</p> <p>Con la <strong>maglia</strong> delle <strong>Furie</strong> <strong>Rosse</strong> il copione si ripete simile, sospeso tra <strong>sprazzi</strong> di <strong>onnipotenza</strong> e <strong>sfortune</strong> <strong>collettive</strong>. Partecipa al Mondiale d&#8217;Italia &#8217;90, un <strong>torneo</strong> <strong>opaco</strong> per la <strong>Spagna</strong>, dove la sua stella brilla meno rispetto a quattro anni prima. Lascerà la <strong>nazionale</strong> nel <strong>1992</strong>. Il tempo, però, passa anche al <strong>Bernabéu</strong>. Nei primi anni Novanta l&#8217;era della Quinta volge al termine e a Madrid soffia il <strong>vento</strong> del <strong>cambiamento</strong>. Nel 1994, sulla panchina dei Blancos siede <strong>Jorge</strong> <strong>Valdano</strong>, proprio colui che un tempo descriveva Emilio come un prestigiatore capace di nascondere il pallone. Il calcio è diventato più fisico, più frenetico, e un ragazzino di diciassette anni di nome <strong>Raúl González</strong> <strong>Blanco</strong> inizia a chiedere spazio, mostrando lo stesso istinto predatore che Emilio aveva esibito dieci anni prima a Cadice. L&#8217;Avvoltoio capisce che il suo ciclo è finito. Non c&#8217;è spazio per il rancore nel cuore di un gentiluomo: accetta la panchina con dignità, fa da chioccia al suo erede e, nel 1995, decide che è il momento di salutare.</p> <p>Niente passerelle in <strong>Europa</strong>, niente maglie di club rivali, nonostante le ricche offerte che continuano a piovere dall&#8217;Italia. Per non tradire il suo popolo sceglie l&#8217;esilio romantico in <strong>Messico</strong>, nell&#8217;Atlético Celaya, dove ritrova i vecchi amici <strong>Míchel</strong> e <strong>Martín</strong> <strong>Vázquez</strong> per gli ultimi balli di una carriera irripetibile. Oggi, a distanza di quarant&#8217;anni da quel pomeriggio a Querétaro, Emilio Butragueño è ancora lì, al <strong>Real</strong> <strong>Madrid</strong>, come direttore delle <strong>relazioni</strong> <strong>istituzionali</strong>. Elegante in giacca e cravatta, specchio perfetto di un club che ha fatto dello stile il proprio marchio di fabbrica.Un predatore silenzioso e aristocratico, capace di conquistare il mondo intero rimanendo fedele, fino all&#8217;ultimo secondo, al profumo di quella bottega di Madrid.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/butragueno-real-madrid-spagna-chi-e-attaccante-profumeria-famiglia/8423140/">Ti ricordi&#8230; Emilio Butragueño, leggenda del Real che ai Mondiali devastò la Danimarca e nei giorni liberi lavorava nella profumeria di famiglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  14. Perché il patto tra Cgil, Cisl e Uil peggiorerà le condizioni di lavoratrici e lavoratori

    Fri, 19 Jun 2026 04:59:12 -0000

    <p>Il 17 giugno Cgil-Cisl-Uil hanno sottoscritto tra di loro un patto che peggiorerà ancora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e che rappresenta un chiaro sostegno al governo Meloni e alla sua politica del lavoro. Il documento delle segreterie confederali ha lo scopo di aprire un negoziato per giungere a un “accordo quadro” con [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patto-cgil-cisl-uil-accordo-salari-notizie/8423132/">Perché il patto tra Cgil, Cisl e Uil peggiorerà le condizioni di lavoratrici e lavoratori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/06/17/cgil-cisl-uil-siglata-la-piattaforma-su-rappresentanza-e-contratti_5ad57fb3-8c8b-4384-b580-0bd848a7e163.html">Il 17 giugno Cgil-Cisl-Uil hanno sottoscritto tra di loro un patto</a> che peggiorerà ancora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e che rappresenta un chiaro sostegno al governo Meloni e alla sua politica del lavoro.</p> <p>Il documento delle segreterie confederali ha lo scopo di aprire<strong> un negoziato</strong> per giungere a un <strong>“accordo quadro”</strong> con tutte le principali controparti imprenditoriali, dalla Confindustria, alla Confcommercio, alla Confedilizia, eccetera. Lo scopo è quello di sottoscrivere un accordo sugli accordi, che disciplini tutta la contrattazione dall’alto, in modo, questo è ciò che enunciano le confederazioni, di evitare i cosiddetti<strong> contratti pirata. </strong>Sostanzialmente Cgil-Cisl-Uil propongono di estendere a tutti i settori lavorativi il<strong> “Patto della Fabbrica”</strong>, sottoscritto con la Confindustria nel 2018. A sua volta quell’accordo riassumeva (e peggiorava) trent’anni di patti di concertazione, a partire da quelli del 92/93 che abolirono la scala mobile, ridussero il contratto nazionale al recupero, in ritardo e parziale, del potere d’acquisto e la contrattazione d’aziendale alle elargizioni dell’impresa.</p> <p>Come sappiamo i lavoratori italiani sono gli unici, tra quelli dei paesi dell’Ocse, ad aver perso potere d’acquisto negli ultimi decenni ed è evidente a tutti, tranne che ai gruppi dirigenti confederali, che i tanti accordi di concertazione centralizzata tra le “parti sociali” siano corresponsabili di questo disastro. Dalla sigla del Patto della Fabbrica nel 2018 ad oggi, secondo l’Istat <strong>i salari dei lavoratori hanno perso dall’8,5 all’11% rispetto all’inflazione,</strong> una mensilità in meno. Ebbene, invece che trarre un bilancio dal fallimentare accordo sottoscritto, le confederazioni si propongono di <strong>estenderlo</strong> a tutti i settori.</p> <p>Nella proposta sindacale è ribadita la distinzione tra TEM, trattamento economico minimo, la<strong> paga base</strong> dei contratti nazionali, e TEC, trattamento economico complessivo, tutto il resto, compresa l’eventuale riduzione d’orario, i benefit, la sanità privata e quant’altro.<br /> È bene sottolineare che questo concetto pseudo sindacale del trattamento economico complessivo è alla base del <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/02/decreto-salario-giusto-lavoratori-notizie/8372570/">decreto del Governo Meloni sul “salario giusto”,</a> che ha escluso il salario minimo di legge.</p> <p>Se un contratto nazionale ha una paga contrattuale di <strong>6 euro all’ora</strong>, ma poi però si distribuisce nella paga oraria tutto ciò che il lavoratore percepisce, o ciò di cui usufruisce, in un anno, si arriva magari a 11 e più euro. Che in realtà sono fittizi. Il TEC è <strong>un trucco contabile</strong> che serve a far sembrare i salari più alti di quello che siano davvero. Lo hanno inventato Cgil-Cisl-Uil e Confindustria e ora lo adotta di buon grado il governo.</p> <p>Il sistema riproposto da Cgil-Cisl-Uil prevede che gli aumenti dei contratti nazionali siano <strong>determinati</strong> dal famigerato IPCA-NEI, un <strong>indice dell‘inflazione sempre in ritardo</strong> e che esclude i “beni energetici importati”. Si proprio così, i lavoratori pagano l’aumento del gasolio, ma non possono recuperarlo nei contratti. Tutto il resto va giustificato con l’aumento della produttività. Insomma è vietato chiedere<strong> un aumento delle paghe</strong> dei lavoratori solo perché esse sono troppo basse. È il rifiuto del conflitto sociale e di classe che diviene sistema contrattuale, se nel 1969 ci fossero state le regole contrattuali di oggi, i lavoratori non avrebbero conquistato nulla.</p> <p>L’accordo quadro e la centralizzazione della contrattazione non servono ai lavoratori, ma agli <strong>apparati</strong> di Cgil-Cisl-Uil e anche a quelli delle loro controparti. Sindacati e imprese costruiscono un proprio sistema, che si autolegittima e che respinge interventi esterni, siano essi della politica che degli stessi lavoratori. È <strong>un patto corporativo</strong> di contenimento dei salari, è il trionfo del modello CISL, che va benissimo a Giorgia Meloni, che ha pure assunto al governo l’ex segretario di quel sindacato.</p> <p>Quanto alla Cgil, la sua è una resa, almeno rispetto a quanto essa proclamava. La Cgil <strong>abbandona il salario minimo di legge</strong>, il rifiuto del decreto 62/2026 del governo Meloni, la radicalità conflittuale propagandata in questi mesi, che resterà pure in qualche comizio, ma non dove si fanno le scelte vere.</p> <p>Il patto di Cgil-Cisl-Uil conferma che per cambiare le condizioni del mondo del lavoro bisogna<strong> rompere il monopolio sindacale confederale</strong>, che da decenni scambia il peggioramento di salari e diritti con il riconoscimento del proprio ruolo, in un sistema sempre più corporativo e autoritario. Sostenere il sindacalismo <strong>conflittuale</strong> oggi non serve solo ai lavoratori, ma alla democrazia.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/patto-cgil-cisl-uil-accordo-salari-notizie/8423132/">Perché il patto tra Cgil, Cisl e Uil peggiorerà le condizioni di lavoratrici e lavoratori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  15. Nikki Giovanni e Daad Sharfi: un dialogo poetico (Traduzione di Giulia Salamone e Aurora Amadio, a cura di Stella Sacchini)

    Fri, 19 Jun 2026 04:41:19 -0000

    <p>Le poesie che seguono tracciano un dialogo immaginario tra due poetesse, entrambe afroamericane, una di origini congolesi, l’altra sudanesi. La prima è Yolande Cornelia Giovanni, detta Nikki Giovanni, icona del Black Arts Movement, scrittrice e attivista vicina al Black Rights Movement e a personaggi del calibro di James Baldwin e Thelonious Monk. Scrive Ego Tripping [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/nikki-giovanni-daad-sharfi-dialogo-poetico-notizie/8422536/">Nikki Giovanni e Daad Sharfi: un dialogo poetico (Traduzione di Giulia Salamone e Aurora Amadio, a cura di Stella Sacchini)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Le poesie che seguono tracciano <strong>un dialogo immaginario tra due poetesse</strong>, entrambe afroamericane, una di origini congolesi, l’altra sudanesi. La prima è<strong> Yolande Cornelia Giovanni</strong>, detta <strong>Nikki Giovanni</strong>, icona del Black Arts Movement, scrittrice e attivista vicina al Black Rights Movement e a personaggi del calibro di James Baldwin e Thelonious Monk. Scrive <em>Ego Tripping (there may be a reason why)</em> dopo il suo primo viaggio in Africa. La poesia, pubblicata nel 1972, è una celebrazione radicale dell’identità, dell’orgoglio femminile e della storia afroamericana: un’autocelebrazione che ha il sapore fondativo del mito ed è metafora che sottolinea come la civiltà umana poggi sulle fondamenta e sul contributo del popolo africano e della donna nera. Il titolo allude al concetto di <em>ego trip</em> (espressione nata negli anni 60 per indicare <strong>un’esaltazione narcisistica di sé</strong>), di cui Giovanni si appropria per rovesciare e riscrivere il destino di chi, storicamente emarginato, rivendica il proprio diritto a celebrare attraverso il canto poetico la propria esistenza.</p> <p>A questi versi risponde, cinquant’anni dopo, <strong>Daad Sharfi</strong>, poetessa di Chicago, che concepisce la sua <em>The Story of My Sound (after Nikki Giovanni)</em> come una <strong>“biomitografia”</strong> della propria voce. Come scrive la stessa autrice: &#8220;Ho letto la poesia di Nikki durante un workshop tenuto da Marwa Helal, in cui ci siamo confrontati con la poetica dell’assenza e con le nostre esperienze relative ai paesaggi fisici e onirici. È stato sempre in quel workshop che ho iniziato a conoscere le biomitografie, una forma di scrittura sviluppata da Audre Lorde che fonde storia, biografia e creazione di miti in modo da sfumare i confini tra realtà e mito&#8221;.</p> <p><em>[Le poesie che seguono sono state tradotte da Giorgia Salamone e Aurora Amadio dell’IC Pagani di Pedaso durante “Il traduttore in classe”, progetto che porta la traduzione tra i banchi di scuola, curato e diretto da Stella Sacchini].</em></p> <p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p> <p><strong>Autocelebrazione (potrebbe esserci un perché)</strong><br /> <strong>(Nikki Giovanni)</strong></p> <p>Sono nata in congo<br /> Ho camminato fino alla mezzaluna fertile e costruito</p> <p style="padding-left: 40px;">la sfinge</p> <p>Ho disegnato una piramide così resistente che una stella</p> <p style="padding-left: 40px;">che brilla solo ogni cento anni cade<br /> nel centro diffondendo luce divina perfetta</p> <p>Sono malvagia<br /> Mi sono seduta sul trono</p> <p style="padding-left: 40px;">bevendo nettare con allah</p> <p>Ho avuto caldo e ho mandato in europa un’era glaciale</p> <p style="padding-left: 40px;">per placare la mia sete</p> <p>La mia primogenita è nefertiti</p> <p style="padding-left: 40px;">le lacrime del mio parto<br /> hanno dato vita al nilo</p> <p>Sono una donna di bellezza rara<br /> Ho scrutato la foresta e bruciato</p> <p style="padding-left: 40px;">il deserto del sahara<br /> con un involto di carne di capra<br /> e un cambio di vestiti</p> <p>L’ho attraversato in due ore<br /> Sono una gazzella così veloce</p> <p style="padding-left: 40px;">così veloce che non puoi catturarmi<br /> Per la sua festa dei tre anni</p> <p>ho regalato a mio figlio annibale un elefante</p> <p style="padding-left: 40px;">e lui mi ha regalato roma per la festa della mamma</p> <p>La mia forza scorre in eterno<br /> Mio figlio noè ha costruito una nuova arca e<br /> io me ne stavo fiera al timone</p> <p style="padding-left: 40px;">mentre solcavamo l’oceano in una dolce giornata estiva</p> <p>Mi sono trasformata in me stessa e sono stata</p> <p style="padding-left: 40px;">gesù<br /> gli uomini cantano il mio nome con devozione<br /> Tutte le lodi Tutte le lodi</p> <p>Io sono la salvatrice<br /> ho seminato diamanti nel mio giardino<br /> Le mie viscere generano uranio</p> <p style="padding-left: 40px;">i frammenti delle mie unghie sono<br /> gioielli semi-preziosi<br /> durante un viaggio verso nord</p> <p>mi sono presa un raffreddore e soffiandomi<br /> il naso ho rifornito di petrolio il mondo arabo<br /> Sono così alla moda che anche i miei errori sono giusti<br /> Ho navigato verso ovest per raggiungere l’est e ho dovuto arrotondare</p> <p style="padding-left: 40px;">la terra durante il viaggio<br /> i capelli in testa si diradavano e l’oro veniva versato<br /> su tre continenti</p> <p>Sono così perfetta così divina così eterea così surreale<br /> che non posso essere compresa</p> <p style="padding-left: 40px;">se non con il mio permesso</p> <p>Voglio dire… io… posso volare</p> <p style="padding-left: 40px;">come un uccello nel cielo…</p> <p><strong>La storia del mio suono</strong><br /> <strong>dopo Nikki Giovanni</strong><br /> <strong>(Daad Sharfi)</strong></p> <p>per dissolversi sulla mia lingua<br /> un idioma deve propagarsi,<br /> silenziosamente deve assemblarsi<br /> una danza verso la confluenza dei due Nili:<br /> il bianco &amp; l’azzurro &amp; entrambi<br /> tendenti al grigio<br /> mi sento un leone nel punto di convergenza<br /> mentre esco da una porta girevole<br /> per ritrovarmi sotto cieli lividi<br /> un leone che non finisce più di vantarsi<br /> di quanto altro dolore può sopportare<br /> sono più rumorosa quando mi lasciano sola<br /> so come abbracciare l’inerzia<br /> proprio come il nome che mi è stato dato<br /> io separo &amp; costruisco una strada<br /> larga abbastanza per contenere tutte<br /> le ventisette sfumature della mia ira<br /> ricordo ogni cosa, guarda:<br /> tra i miei primi ricordi c’è<br /> la rottura tra me &amp; la mia origine c’è<br /> il sangue che si rompe alla nascita c’è<br /> la nascita di un silenzio c’è<br /> la resa silente all’oceano<br /> creato dalla mia stessa madre</p> <p>Un tempo, prima di essere&#8230;<br /> un cordone sanguinante si attorciglia<br /> attorno al mio collo<br /> come a dire</p> <p>silenzio</p> <p>trangugio questa parola<br /> &amp; questa torre per proteggere il mio silenzio<br /> gettando la mia intera ombra pesante<br /> sopra ogni corpuscolo di polvere<br /> come a dire<br /> NON PRENDERMI PER IL CULO</p> <p>(ti prego)</p> <p>Adesso, immagina una corrente così audace nel suo silenzio<br /> da mettere in dubbio sé stessa<br /> Immagina me che arrivo<br /> prima di te, una tempesta puntuale.</p> <p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p> <p><strong>Nikki Giovanni</strong> è stata una poetessa e scrittrice statunitense, icona del Black Arts Movement. Ha studiato poesia alla Columbia University School of the Arts, avvicinandosi negli anni 60 al Black Rights Movement. Nel 1968 ha pubblicato le sue prime raccolte poetiche (<em>Black Feeling, Black Talk e Black Judgement</em>), dando inizio a una carriera lunga e prolifica. Negli Stati Uniti ha ottenuto <strong>tredici lauree </strong>di Doctor Honoris Causae e insegnato letteratura inglese alla Virginia Tech di Blacksburg dal 1987 al 2022.</p> <p><strong>Daad Sharfi </strong>è una poetessa e attivista per i diritti degli immigrati originaria di Chicago, proveniente dal Sudan. Ha conseguito una laurea in Economia e un’altra in Etnicità, razza e migrazione presso l’Università di Yale. Ha partecipato ai workshop Winter Tangerine e Cave Canem e nel 2020 ha vinto una borsa di studio del Rad(ical) Poetry Consortium. Le sue opere sono state pubblicate su <em>20.35 Africa: An Anthology of Contemporary Poetry, WHEN WE EXHALE: An Anthology of Black Women Rooted</em> in <em>Ancestral Medicine</em> e in diverse riviste.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/nikki-giovanni-daad-sharfi-dialogo-poetico-notizie/8422536/">Nikki Giovanni e Daad Sharfi: un dialogo poetico (Traduzione di Giulia Salamone e Aurora Amadio, a cura di Stella Sacchini)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  16. Mondiali 2026, le partite di oggi: per Ancelotti e Montella è già decisiva, gli Usa contro l’Australia | Orari e dove vederle in tv

    Fri, 19 Jun 2026 04:38:49 -0000

    <p>La notte tra il 19 e il 20 giugno sarà già decisiva per due allenatori italiani: Carlo Ancelotti e Vincenzo Montella. Entrambi non hanno vinto all&#8217;esordio &#8211; il Brasile ha pareggiato, la Turchia ha addirittura perso &#8211; e in questa seconda giornata non possono permettersi passi falsi. Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata Mondiali [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/partite-oggi-mondiali-19-20-giugno/8423047/">Mondiali 2026, le partite di oggi: per Ancelotti e Montella è già decisiva, gli Usa contro l&#8217;Australia | Orari e dove vederle in tv</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>La notte tra il <strong>19</strong> e il <strong>20</strong> <strong>giugno</strong> sarà già decisiva per due allenatori italiani: <strong>Carlo Ancelotti</strong> e <strong>Vincenzo</strong> <strong>Montella</strong>. Entrambi non hanno vinto all&#8217;esordio &#8211; il <strong>Brasile</strong> ha pareggiato, la <strong>Turchia</strong> ha addirittura perso &#8211; e in questa seconda giornata non possono permettersi passi falsi.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-nuova-classifica-gironi/8416831/"><span style="font-weight: 400;">Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata</span></a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/12/mondiali-2026-classifica-marcatori-diretta/8416941/"><span style="font-weight: 400;">Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta</span></a></span></p> <p>Partendo dal Brasile, la sfida è tutt&#8217;altro che proibitiva: di fronte c&#8217;è <strong>Haiti</strong>, che alla prima giornata ha dimostrato di non essere <strong>Curaçao</strong> &#8211; per fare un paragone &#8211; perdendo di misura contro la <strong>Scozia</strong>, ma i valori in campo sono ovviamente completamente diversi. La squadra di Ancelotti invece è reduce dal pareggio con il <strong>Marocco</strong>, dove la formazione africana avrebbe meritato senz&#8217;altro qualcosa in più nell&#8217;arco dei 90 minuti. Il <strong>Brasile</strong> è <strong>obbligato</strong> a <strong>vincere</strong> e poi, a prescindere dal risultato dell&#8217;altra sfida del girone tra <strong>Scozia</strong> e <strong>Marocco</strong>, giocarsi la testa della classifica all&#8217;ultima. Intanto Neymar è ancora non disponibile: non è stato convocato.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-gironi-nuovo-regolamento-guida/8412530/"><span style="font-weight: 400;">Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento</span></a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-calendario-dove-vedere-tv-streaming-in-chiaro-rai-dazn/8412653/"><span style="font-weight: 400;">Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv</span></a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/mondiali-calcio-albo-d-oro-classifica/8413600/"><span style="font-weight: 400;">L’albo d’oro dei Mondiali</span></a></span></p> <p>Alle 5 del mattino sarà invece il momento della <strong>Turchia</strong> di <strong>Vincenzo</strong> <strong>Montella</strong>, che più del Brasile ha bisogno dei tre punti. La sconfitta all&#8217;esordio per 2-0 contro l&#8217;Australia è tra i risultati più sorprendenti della prima giornata. La <strong>Turchia</strong> non è la Francia per valori in campo, ma è una nazionale di <strong>grande</strong> <strong>qualità</strong>, che prima dell&#8217;esordio era considerata la favorita per il primo posto. Affronta il <strong>Paraguay</strong>: chi perde è praticamente eliminato. Per Montella una buona notizia: Kenan Yildiz è recuperato e partirà dal 1&#8242;. Nell&#8217;altro match del girone &#8211; che è anche il primo in programma oggi &#8211; gli Stati Uniti padroni di casa sfidano <strong>l&#8217;Australia</strong>: chi vince si qualifica e ipoteca il primo posto.</p> <h2><strong>Mondiali 2026, le partite di oggi: 19 e 20 giugno</strong></h2> <p><strong>Usa-Australia </strong>(girone D)<br /> Orario: 21:00<br /> Seattle: <span class="wcl-bold_NZXv6 wcl-scores-simple-text-01_-OvnR wcl-scores_Na715" data-testid="wcl-scores-simple-text-01">Lumen Field</span><br /> Dove vedere in tv e streaming: DAZN, <strong>Rai 1 </strong>e<strong> RaiPlay</strong></p> <p><strong>Scozia-Marocco </strong>(girone C)<br /> Orario: 00:00 (mezzanotte tra il 16 e il 17 giugno)<br /> Boston: Gillette Stadium, Foxborough<br /> Dove vedere in tv e streaming: DAZN</p> <p><strong>Brasile-Haiti </strong>(girone C)<br /> Orario: 02:30<br /> Philadelphia: <span class="wcl-bold_NZXv6 wcl-scores-simple-text-01_-OvnR wcl-scores_Na715" data-testid="wcl-scores-simple-text-01">Lincoln Financial Field</span><br /> Dove vedere in tv e streaming: DAZN</p> <p><strong>Turchia-Paraguay </strong>(girone D)<br /> Orario: 05:00<br /> Santa Clara: Levi&#8217;s Stadium<br /> Dove vedere in tv e streaming: DAZN</p> <h2><strong>Dove vedere i Mondiali: Dazn e Rai</strong></h2> <p>Tutte le partite del <strong>Mondiale di calcio 2026</strong> sono trasmesse in Italia in <strong>diretta streaming</strong> su <strong>DAZN</strong>, con l’abbonamento. Ma 35 partite vengono trasmesse anche in chiaro: sono disponibili in diretta televisiva sui canali <strong>Rai</strong> e in streaming sulla piattaforma <strong>RaiPlay</strong>.</p> <p>Per quanto riguarda le partite del 19 e 20 giugno, la sfida tra <strong>Usa </strong>e<strong> Australia </strong>di venerdì sera si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai1 e in streaming su RaiPlay. I match <strong>Scozia-Marocco</strong>, <strong>Brasile-Haiti</strong> e <strong>Turchia-Paraguay</strong> invece sono visibili in esclusiva sulla piattaforma streaming.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/partite-oggi-mondiali-19-20-giugno/8423047/">Mondiali 2026, le partite di oggi: per Ancelotti e Montella è già decisiva, gli Usa contro l&#8217;Australia | Orari e dove vederle in tv</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  17. Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!

    Fri, 19 Jun 2026 04:21:55 -0000

    <p>Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari! Uno che da comandante si è distinto nelle guerre ordinate dagli Usa per arraffare il petrolio accampando scuse: bombardando l’Afghanistan per dare la caccia a Bin Laden che però era saudita e stava in Pakistan; precipitandosi in Iraq a rimediare ai danni che aveva fatto l’Occidente [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/vannacci-flat-tax-immigrazione-politiche-notizie/8423160/">Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Vannacci? Ci mancava solo <strong>un altro difensore dei miliardari!</strong> Uno che da comandante si è distinto nelle guerre ordinate dagli Usa per arraffare il petrolio accampando scuse: bombardando l’Afghanistan per dare la caccia a Bin Laden che però era saudita e stava in Pakistan; precipitandosi in <strong>Iraq</strong> a rimediare ai danni che aveva fatto l’Occidente quando prometteva di distruggere le armi chimiche di <strong>Saddam</strong> e esportare la democrazia (le armi chimiche non c’erano e il paese era finito in mano all’Isis. Ops!)</p> <p>Rientrato da queste Crociate redditizie per le compagnie petrolifere americane e che in Italia si erano tradotte in caro-carburante, il Generale è sceso in politica come numero due del partito che meglio si è battuto per <strong>impoverire</strong> gli italiani. Non la Lega che aveva votato il Reddito di cittadinanza alleviando la povertà di 2 milioni di persone e nemmeno quella che prometteva di cancellare la Fornero, ma la Lega che <strong>ha abolito il Rdc</strong> ricacciando i 2 milioni in povertà e che ha lasciato aumentare l’età pensionabile.</p> <p>Nella Lega reduce dai successi del Governo Draghi, dall’invio di armi ai paesi in guerra, dall’aumento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e altre amenità classiste, Vannacci se ne andava comiziando garrulo in difesa della <strong>Flat Tax</strong>: il sogno dei miliardari! Il Generale la propone per gli autonomi fino a 100mila euro. Quanti arrivano a quella cifra? Un contribuente su 100, ma Vannacci pensa all’unico ricco, mica ai 99 che faticano a pagare il dentista.</p> <p>La Lega ha portato a 3 le aliquote fiscali che 40 anni fa erano 32 e ne sogna una sola. Il risultato di questo progressivo appiattimento? La quota di ricchezza dell’1% più ricco<strong> è cresciuta del 45%</strong>, lasciando gli italiani annaspare nel solo paese Ocse dove gli stipendi, invece che aumentare, sono <strong>diminuiti.</strong> Sono stati tagliati i servizi pubblici ma aumentate le spese militari per combattere le guerre che assicuravano agli Usa il petrolio e a Vannacci lo stipendio e la pensione a 60 anni (hanno evitato la Fornero solo ai militari).</p> <p>Da politico, Vannacci si è schierato<strong> contro ogni provvedimento</strong> <strong>che aiutasse i lavoratori</strong> ad arrivare a fine mese e conservare il posto, dai referendum contro il licenziamento al salario minimo. Il risultato è che un lavoratore su 4 è a rischio <strong>povertà</strong> e il Generale, invece che dare la colpa a se stesso, se la prende con gli stranieri. Propone la <strong>remigrazione</strong> perché sostiene che ci sia un’invasione. Invece c’è un’evasione. Ogni anno sono più gli italiani che se ne vanno degli stranieri che arrivano. <strong>Restano solo i vecchi</strong>: l&#8217;Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo, ha un’età media di 50 anni e un anziano ogni 4 persone. I giovani se ne vanno, tanto gli italiani quanto gli stranieri transitati in Italia, perché all’estero guadagnano il doppio e hanno servizi migliori.</p> <p>A causa delle politiche che la destra di Vannacci ha sempre sostenuto (anche quando le attuava la “sinistra” che faceva i governi con la destra) un giovane in italia guadagna <strong>quasi un terzo</strong> di un coetaneo tedesco. In Italia<strong> non c’è un salario minimo orario</strong>, in Germania è di quasi 13 euro l’ora e viene corrisposto anche ai carcerati che lavorano. È boom di italiani che vanno a farsi arrestare in Germania (facile: basta sventolare una bandiera palestinese).</p> <p>Per nascondere le proprie responsabilità, il Generale accusa i “clandestini”, parola che produce una <strong>percezione distorta</strong> del fenomeno, trasformando una condizione amministrativa in una condotta minacciosa. Ma <strong>i migranti non sono pericolosi</strong>, la propensione a delinquere degli stranieri è la stessa degli italiani (Istat), la maggior parte dei reati ascritti riguarda infatti violazioni delle norme sull&#8217;immigrazione e al netto è identica. Nel caso di reati puniti con il carcere, poi, il tasso di recidiva degli stranieri è <strong>del 25% inferiore</strong> rispetto agli italiani.</p> <p>Vannacci si definisce “vera destra”, sfoggia i simboli della X Mas, dice che <strong>l’antifascismo</strong> “non ha senso” e definisce Mussolini “uno statista” perché il Duce fece esattamente quello che fa lui: lavorare per i miliardari. A partire dal 1921, le Camicie Nere di Mussolini, finanziate dai grandi industriali, assaltarono le camere del lavoro da Bari a Torino e<strong> uccisero i sindacalisti</strong> per impedire loro di reclamare stipendi e turni decenti per i lavoratori.</p> <p>Caro Generale, non sono gli stranieri che hanno rubato il lavoro agli italiani:<strong> siete stati voi!</strong> E sa come li hanno ottenuti, i lavoratori, i diritti che voi “vera destra” gli avete negato? Prima grazie ai <strong>partigiani</strong> che hanno sconfitto i fascisti e poi grazie agli <strong>immigrati.</strong> Gli immigrati dal Meridione che sfidavano il regime delle gabbie salariali per andare clandestinamente a lavorare nelle industrie del Nord. Lì hanno lottato, scioperato, bloccato campi e fabbriche e ottenuto così il diritto alle cure gratuite con l’istituzione del <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>, quello all’istruzione fino alla terza media, lo Statuto dei Lavoratori.</p> <p>E ora, generale, mi racconti di quando in un night club si è invaghito di Valentina e poi ha scoperto che <strong>era un uomo</strong>. Magari si spiega tutto così, sa? Alle volte, i traumi. Dico per risparmiarle altre figure di “M”, come direbbe Scurati, tipo quella di dire che gli immigrati sono violenti e poi imbarcare Pozzolo la cui pistola ha ferito un uomo sparando da sola. O che gli immigrati portano il crimine e imbarcare il leghista Furgiuele per il quale la Direzione Distrettuale antimafia<strong> ha chiesto il rinvio a giudizio</strong>. O pretendere che gli immigrati dimostrino di conoscere la cultura italiana e imbarcare l’ex sottosegretario all’Istruzione Sasso che aveva scambiato un citazione di Topolino per una di Dante. &#8220;Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto!&#8221;. La tipica rima baciata del Sommo Poeta.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/vannacci-flat-tax-immigrazione-politiche-notizie/8423160/">Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  18. Abbiamo sbagliato: escludere il fascismo dagli spazi pubblici non è censura ma autodifesa

    Fri, 19 Jun 2026 04:00:15 -0000

    <p>Chi non fa, non falla, dice il proverbio. Anche nei giornali sono frequenti gli errori, ma basta correggersi e amici come prima. CORREZIONE. Da circa una settimana stiamo pubblicando articoli sulla libertà di espressione che purtroppo sono viziati da un errore ricorrente: definiamo censura ogni esclusione di artisti e intellettuali dalle manifestazioni pubbliche, argomentando con [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/liberta-espressione-fascismo-democrazia-correzione-notizie/8423099/">Abbiamo sbagliato: escludere il fascismo dagli spazi pubblici non è censura ma autodifesa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p><em>Chi non fa, non falla, dice il proverbio. Anche nei giornali sono frequenti gli errori, ma basta correggersi e amici come prima.</em></p> <p>CORREZIONE. Da circa una settimana stiamo pubblicando articoli sulla<strong> libertà di espressione</strong> che purtroppo sono viziati da un errore ricorrente: definiamo censura ogni esclusione di artisti e intellettuali dalle manifestazioni pubbliche, argomentando con semplificazioni che fanno torto all’intelligenza del lettore. Abbiamo scritto, per esempio, che &#8220;per la libertà di applauso è più pratico il fascismo&#8221;. La frase è suggestiva, ma <strong>sbagliata:</strong> stabilire criteri di partecipazione non è un passo verso il fascismo. Abbiamo usato di nuovo una falsa alternativa (o la libertà vale per tutti, anche per i fascisti, oppure si torna al fascismo della &#8220;libertà di applauso&#8221;).</p> <p>Ma questa contrapposizione trascura <strong>una terza possibilità</strong>: una democrazia che garantisce ampie libertà civili e allo stesso tempo si difende da movimenti che mirano a eliminarla. Una società democratica non si definisce soltanto perché tutti possono parlare ovunque. Si definisce anche perché esistono spazi diversi, con regole diverse, in cui associazioni, giornali, università e cittadini possono decidere in modo autonomo le proprie finalità. <strong>Paradossalmente,</strong> obbligare ogni spazio culturale a ospitare qualsiasi posizione limiterebbe la stessa libertà associativa!</p> <p>Qui si nasconde un altro errore dei nostri articoli: l&#8217;idea che il fascismo sia una posizione politica fra le altre, da tollerare in nome del <strong>pluralismo.</strong> Ma la democrazia è costruita sul principio del pluralismo tra idee che accettano il pluralismo. Il fascismo è già stato <strong>giudicato dalla Storia</strong>: conquistato il potere soppresse i partiti di opposizione, distrusse la libertà di stampa, eliminò le libertà sindacali e perseguitò gli oppositori. Trattando il fascismo come un&#8217;opinione qualsiasi, abbiamo dimenticato che la sua finalità storica fu la distruzione dello spazio in cui le opinioni possono confrontarsi.</p> <p>E’ il paradosso della tolleranza spiegato da <strong>Karl Popper</strong>: la tolleranza assoluta può distruggere la tolleranza. Una comunità democratica ha il diritto di difendersi da un&#8217;ideologia che ne nega il principio di esistenza? La risposta democratica è sì. Abbiamo dunque <strong>sbagliato</strong> a usare la Costituzione come argomento per sostenere che tutti devono poter parlare. La Costituzione italiana nasce dalla sconfitta del fascismo e dalla scelta di costruire una Repubblica fondata su principi incompatibili col fascismo. L&#8217;antifascismo è il presupposto storico e ideale della Repubblica nata dalla Resistenza. Per questo esistono limiti alla ricostituzione del partito fascista e alla propaganda che mira a ricostituirne l’organizzazione.</p> <p>Un&#8217;associazione ambientalista può escludere i negazionisti della crisi climatica; un&#8217;associazione per i diritti umani può rifiutare chi sostiene la discriminazione razziale o i crimini israeliani.</p> <p>Allo stesso modo, un&#8217;istituzione nata all&#8217;interno di un ordinamento democratico può ritenere <strong>incompatibile</strong> il fascismo con la propria attività. Avremmo dovuto precisare che la libertà di parola non implica il diritto alla legittimazione pubblica. Dire che un fascista <strong>non deve essere arrestato</strong> per una semplice opinione personale non significa che ogni spazio culturale debba offrirgli prestigio, visibilità e riconoscimento. La domanda quindi è: &#8220;Un’istituzione democratica ha il dovere di conferire una piattaforma simbolica ai fascisti e ai propagandisti di Stati che commettono crimini di guerra?&#8221;. La risposta democratica è <strong>no.</strong> L&#8217;antifascismo non è il contrario della democrazia: è uno dei suoi strumenti di autodifesa.</p> <p>A ben vedere, il nostro è stato un errore di simmetria: abbiamo messo sullo stesso piano la democrazia che limita il fascismo per proteggere il pluralismo e il fascismo che elimina il pluralismo per imporre la dittatura. <strong>Le due azioni possono apparire simili</strong> (&#8220;escludere qualcuno dal dibattito&#8221;), <strong>ma sono opposte</strong> per finalità storica e politica: una cerca di conservare lo spazio del dissenso, l&#8217;altra di distruggerlo. Scrivendo che &#8220;per la libertà di applauso è più pratico il fascismo&#8221; abbiamo trasformato la tesi nobile (&#8220;la democrazia deve difendersi dai suoi nemici&#8221;) nella sua caricatura (&#8220;deve parlare solo chi è d&#8217;accordo con noi&#8221;): questa è una fallacia classica, detta &#8220;uomo di paglia&#8221;. Abbiamo insomma confuso il pluralismo con l’indifferenza verso chi vuole abolire il pluralismo.</p> <p>Ci scusiamo per ogni confusione causata dai nostri imperdonabili errori.<strong> (2. Fine)</strong></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/liberta-espressione-fascismo-democrazia-correzione-notizie/8423099/">Abbiamo sbagliato: escludere il fascismo dagli spazi pubblici non è censura ma autodifesa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  19. Olly commosso a Genova: “Il successo a 25 anni? Ho vacillato moltissime volte nella vita e nel lavoro, ma sono maturato tanto. Dopo il tour andrò in Sardegna coi miei amici e possibilmente vorrei innamorarmi”

    Thu, 18 Jun 2026 22:00:12 -0000

    <p>Finalmente &#8220;Tutti a casa&#8221; con Olly &#8211; visibilmente commosso già dalle prime note del concerto &#8211; e tutti i suoi amici per &#8220;Il Gran Finale&#8221;. &#8220;Ciao Genova! Non so come spiegare quello che sto provando in questo momento, ok? &#8211; sono state le prime parole sul palco- Permetterete certi errori che già ne ho fatti, [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/olly-si-commuove-a-genova-il-successo-a-25-anni-ho-vacillato-tantissime-volte-nella-vita-e-nel-lavoro-ma-sono-maturato-tanto-dopo-il-tour-andro-in-sardegna-coi-miei-amici/8423076/">Olly commosso a Genova: &#8220;Il successo a 25 anni? Ho vacillato moltissime volte nella vita e nel lavoro, ma sono maturato tanto. Dopo il tour andrò in Sardegna coi miei amici e possibilmente vorrei innamorarmi&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Finalmente &#8220;<strong>Tutti a casa&#8221;</strong> con <strong>Olly</strong> &#8211; visibilmente commosso già dalle prime note del concerto &#8211; e tutti i suoi amici per &#8220;Il Gran Finale&#8221;. &#8220;Ciao Genova! Non so come spiegare quello che sto provando in questo momento, ok? &#8211; sono state le prime parole sul palco- Permetterete certi errori che già ne ho fatti, <strong>ma l&#8217;emozione è tantissima, mi sta scoppiando il cuore nel petto</strong>. Spero siate felici almeno un decimo di noi, di quanto lo siamo noi, di essere qua. Per me è un&#8217;allucinazione collettiva e non a caso mi dedico ‘Il brivido della vita’.</p> <p>Il cantautore ha messo a segno tre concerti nella sua<strong> Genova,</strong> e precisamente allo <strong>stadio Luigi Ferraris</strong>, riaperto ai live a 22 anni dall’ultimo appuntamento con Vasco Rossi (20 giugno 2004). Si è consumata così con l&#8217;abbraccio di 30mila concittadini, e non solo, il 19 giugno, la prima delle tre date sold out. Si replica oggi 20 e poi il 21 giugno. Al termine dello show, che ha mantenuto intatto nella sostanza l&#8217;impianto di quanto visto all&#8217;Ippodromo di Milano e nei tour nei palazzetti, sulle note di &#8220;<strong>Così Così</strong>&#8220;, l&#8217;annuncio atteso:<strong> il tour negli stadi, al via dall&#8217;11 giugno 2027</strong>. Tra le &#8220;chicche&#8221; disseminate in scaletta c&#8217;è &#8220;<strong>Cantilene</strong>&#8220;, l&#8217;inedito contenuto nel disco &#8220;Solito cinema&#8221; del suo socio e produttore <strong>Juli.</strong> I due amici e artisti ove si ritrovano seduti in terra quasi isolati dal resto del mondo, per un’intro intima. E poi in versione acustica <strong>&#8220;Mi sono innamorato di te&#8221; di Luigi Tenco</strong>. “La mia volontà è sempre quella di cercare di sorprendere chi non c&#8217;è mai stato e di sorprendere ancora di più chi è già venuto, perché c&#8217;è tanta gente che sta tornando a rivedermi e questa è la cosa che ci fa più felici”, ci ha raccontato l&#8217;artista nel backstage.</p> <p>Olly dimostra ancora una volta di essere &#8216;cresciuto&#8217; dai tempi del Fabrique di Milano. Una escalation lenta, graduale, senza soste, ma sempre decisa. Sicuro sul palco, divertente, spensierato, l&#8217;artista ha trascinato il suo &#8220;popolo&#8221;.</p> <p><strong>In questo percorso artistico e vista l&#8217;onda lunga del successo, hai mai vacillato tra il “divento dio” o “rimango io, me stesso”?<br /> </strong>Sì, sono un essere umano e ho vacillato tantissime volte sia nelle scelte di lavoro che ho fatto sia nelle scelte di vita. Da sempre da quando sono piccino, da quando sono partito da Genova per andare a Milano, da quando ho deciso di rimanere a Milano, da quando ho fatto Sanremo&#8230; Quindi con orgoglio dico che sì, non sono mai state scelte prese a cuor leggero, ma fortunatamente ci metto sempre la faccia, l&#8217;energia che posso, grazie anche al fatto che sono circondato da persone di cui mi fido ciecamente, che mi aiutano a capire quando le cose si possono fare, quando le cose non si possono fare, quando le cose è giusto farle in un determinato modo o meno. Insomma è un lavoro di tante persone che poi sono sotto il mio nome, ma ci sono le teste di tantissime persone, quindi io mi sento tranquillo, devo essere onesto.</p> <p><strong>Come ti sei preparato per questo tour?<br /> </strong>Il corpo per me è una parte molto importante di questo spettacolo, quindi ho cercato di prepararmi al meglio. Ho capito tante cose che erano necessarie affinché io potessi vivermi questa esperienza bene, farla con tranquillità e trasmettere positività.</p> <p><strong>Quali sono queste cose che hai capito?<br /> </strong>Il mio stare attento all&#8217;alimentazione, alla disciplina, alle mie abitudini. Ho cercato di essere un atleta, anche in quello che faccio, perché è necessario per come voglio proporre io lo spettacolo. Voglio arrivare a dei livelli in cui posso permettermi di reggere un concerto così impegnativo, perché è lungo e poi ho questa necessità nel mio cervello di organizzare gli spazi per muovermi. Mentre sono sul palco pensavo &#8216;ora mi metto avanti, corro di lato, sto un passo indietro&#8217;. Tutto questo per cercare di arrivare a tutti, nonostante ci siano grandi schermi da tutte le parti.</p> <p><strong>Il 30 giugno sarai al Rock in Roma e il 3 luglio alla Reggia di Caserta. Pensi già al dopo?<br /> </strong>Sarà la prima volta, dopo tanto tempo, in cui per un anno non avrò concerti. Così posso dedicarmi di nuovo alla scrittura per il nuovo album e rientrare in quel mondo catartico di decadentismo mio che mi permetterà di scrivere, spero, bella musica.</p> <p><strong>Parteciperai a 
Sanremo 2027?<br /> </strong>Non ne ho più pallida idea, non è nei miei piani al momento, &#8216;mai non si dice mai&#8217;. Ma sicuramente è nei miei piani spaccare a questi concerti estivi, poi andare in Sardegna con i miei amici a fine luglio. Staccare un pochino possibilmente innamorarmi&#8230; Insomma vorrei vivere un pochino quelle cose che nell&#8217;ultimo anno non sono riuscito a vivere.</p> <p><strong>Cosa ne pensi di De Gregori che ha dichiarato di provare “imbarazzo” quando “gli artisti si schierano in maniera netta su questioni internazionali”?<br /> </strong>Non non voglio entrare troppo nel merito di cosa perché ho ancora così tanta esperienza da fare che non posso né voglio decidere io cosa sia giusto o sbagliato. Penso che ognuno debba dire un po&#8217; quello che vuole. Quando si parla di artista, musicante e cantautore il mezzo principale di espressione penso debba essere la musica, ma è una mia idea.</p> <p><strong>Basta quella?</strong><br /> Penso che il disagio che possono aver provocato quelle parole deve probabilmente far pensare perché si è provato disagio e ragionare su questa cosa, cercando di non essere troppo pesanti su un argomento che insomma, non è neanche così importante, secondo me. Insomma ognuno deve fare un pochino quello che vuole nei limiti del non ledere troppo la sensibilità altrui e cercare anche, ogni tanto, con la propria sensibilità in un mondo, come quello di oggi, di aprirsi per comprendere l&#8217;altro. Da fan e ascoltatore delle canzoni di De Gregori mi sembra chiaro quale sia il suo pensiero dalle canzoni. Tutto quello che c&#8217;è stato in queste settimane mi sembra l&#8217;ennesima voglia di creare casi dove, secondo me, non c&#8217;era bisogno.</p> <p><strong>Cosa ti porterai nel cuore di questi tre stadi a Genova?<br /> </strong>È stato stranissimo vedere nei ragazzi che montano e smontano il palco transenne e così via, gente che ho conosciuto nella mia vita. Ho visto tantissimi steward che vedevo alle serate, ho visto ragazzi che ho conosciuto a scuola o alle feste. Quindi ho davvero vissuto la gioia e la necessità di farli sentire veramente parte di un qualcosa di nostro.</p> <div class="snap-gallery-container" data-gallery-id="snap-gallery-6a34ee9c4ec52" style="height:400px"><div class="snap-gallery-wrapper"><div class="snap-gallery-slide"> <div class="snap-gallery-image-container"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Comunicarlo_Olly-630x374.jpeg" alt="" loading="lazy"> <button class="snap-gallery-nav prev" aria-label="Previous slide"><span>‹</span></button> <button class="snap-gallery-nav next" aria-label="Next slide"><span>›</span></button> </div> <div class="snap-gallery-info"> <div class="snap-gallery-counter">1 / 5</div> <h3 class="snap-gallery-title">Olly allo Stadio Ferraris di Genova (ph. Comunicarlo)</h3> <p class="snap-gallery-photocredits"></p> <p class="snap-gallery-caption"></p> </div> </div><div class="snap-gallery-slide"> <div class="snap-gallery-image-container"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly_Panoramica-630x354.jpg" alt="" loading="lazy"> <button class="snap-gallery-nav prev" aria-label="Previous slide"><span>‹</span></button> <button class="snap-gallery-nav next" aria-label="Next slide"><span>›</span></button> </div> <div class="snap-gallery-info"> <div class="snap-gallery-counter">2 / 5</div> <h3 class="snap-gallery-title">Olly allo Stadio Ferraris di Genova (ph. Prandoni)</h3> <p class="snap-gallery-photocredits"></p> <p class="snap-gallery-caption"> </p> </div> </div><div class="snap-gallery-slide"> <div class="snap-gallery-image-container"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly-Prandoni-2-630x419.jpeg" alt="" loading="lazy"> <button class="snap-gallery-nav prev" aria-label="Previous slide"><span>‹</span></button> <button class="snap-gallery-nav next" aria-label="Next slide"><span>›</span></button> </div> <div class="snap-gallery-info"> <div class="snap-gallery-counter">3 / 5</div> <h3 class="snap-gallery-title">Olly allo Stadio Ferraris di Genova (ph. Prandoni)</h3> <p class="snap-gallery-photocredits"></p> <p class="snap-gallery-caption"></p> </div> </div><div class="snap-gallery-slide"> <div class="snap-gallery-image-container"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly-Prandoni-3-630x420.jpeg" alt="" loading="lazy"> <button class="snap-gallery-nav prev" aria-label="Previous slide"><span>‹</span></button> <button class="snap-gallery-nav next" aria-label="Next slide"><span>›</span></button> </div> <div class="snap-gallery-info"> <div class="snap-gallery-counter">4 / 5</div> <h3 class="snap-gallery-title">Olly allo Stadio Ferraris di Genova (ph. Prandoni)</h3> <p class="snap-gallery-photocredits"></p> <p class="snap-gallery-caption"></p> </div> </div><div class="snap-gallery-slide"> <div class="snap-gallery-image-container"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly_PRandoni-630x408.jpeg" alt="" loading="lazy"> <button class="snap-gallery-nav prev" aria-label="Previous slide"><span>‹</span></button> <button class="snap-gallery-nav next" aria-label="Next slide"><span>›</span></button> </div> <div class="snap-gallery-info"> <div class="snap-gallery-counter">5 / 5</div> <h3 class="snap-gallery-title">Olly allo Stadio Ferraris di Genova (ph. Prandoni)</h3> <p class="snap-gallery-photocredits"></p> <p class="snap-gallery-caption"></p> </div> </div></div><div class="snap-gallery-thumbnails"><div class="snap-gallery-thumb" data-index="0"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Comunicarlo_Olly-200x200.jpeg" alt="" loading="lazy"> </div><div class="snap-gallery-thumb" data-index="1"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly_Panoramica-200x200.jpg" alt="" loading="lazy"> </div><div class="snap-gallery-thumb" data-index="2"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly-Prandoni-2-200x200.jpeg" alt="" loading="lazy"> </div><div class="snap-gallery-thumb" data-index="3"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly-Prandoni-3-200x200.jpeg" alt="" loading="lazy"> </div><div class="snap-gallery-thumb" data-index="4"> <img decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2026/06/18/Olly_PRandoni-200x200.jpeg" alt="" loading="lazy"> </div></div></div> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/19/olly-si-commuove-a-genova-il-successo-a-25-anni-ho-vacillato-tantissime-volte-nella-vita-e-nel-lavoro-ma-sono-maturato-tanto-dopo-il-tour-andro-in-sardegna-coi-miei-amici/8423076/">Olly commosso a Genova: &#8220;Il successo a 25 anni? Ho vacillato moltissime volte nella vita e nel lavoro, ma sono maturato tanto. Dopo il tour andrò in Sardegna coi miei amici e possibilmente vorrei innamorarmi&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  20. Multiproprietà, altro che stop dal 2028: club interessati e Figc lavorano per eliminare il divieto o affievolirlo

    Thu, 18 Jun 2026 19:48:22 -0000

    <p>Di Claudio Lotito tutto si può dire, tranne che sia uno sprovveduto: lui non si muove mai per caso. E ci dev’essere un motivo se ha deciso di comprarsi la Reggina, nonostante il divieto tassativo di multiproprietà nel calcio professionistico. La risposta a questa domanda che assilla i tifosi calabresi e non solo, è piuttosto [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/multiproprieta-calcio-figc-divieto-notizie/8423234/">Multiproprietà, altro che stop dal 2028: club interessati e Figc lavorano per eliminare il divieto o affievolirlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Di <strong>Claudio Lotito</strong> tutto si può dire, tranne che sia uno sprovveduto: lui non si muove mai per caso. E ci dev’essere un motivo se ha deciso di comprarsi la <strong>Reggina</strong>, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/30/multiproprieta-vietate-lintenzione-della-figc-ora-e-legge-de-laurentiis-e-setti-dovranno-vendere-bari-e-mantova-o-napoli-e-verona-entro-il-2024/6338626/" target="_blank" rel="noopener">nonostante il divieto tassativo di <strong>multiproprietà</strong> nel calcio professionistico</a>. La risposta a questa domanda che assilla i <strong>tifosi calabresi</strong> e non solo, è piuttosto semplice: Lotito vuole la Reggina perché ha la <strong>legittima aspettativa</strong> che quella norma possa presto cambiare. Il club calabrese è precipitato in <strong>Serie D</strong> nel 2023 a seguito di una <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/07/07/ora-e-ufficiale-il-lecco-e-salvo-la-reggina-esclusa-dalla-serie-b-in-c-saltano-siena-e-pordenone-e-partono-i-ricorsi/7221519/" target="_blank" rel="noopener">complessa vicenda di <strong>inadempienze</strong> <strong>finanziarie</strong></a>, senza riuscire per il momento a risalire (negli ultimi due anni è arrivato per due volte secondo). Adesso l’attuale proprietario <strong>Nino Ballarino</strong> ha deciso di vendere, preferendo l’offerta di Lotito (si parla di circa 2 milioni di euro) rispetto all’imprenditore italo-americano <strong>Matt</strong> <strong>Rizzetta</strong>. Non è la prima volta che Lotito viene accostato a club di categorie inferiori (<strong>Campobasso</strong>, Catania, <strong>Barletta</strong> solo per citarne alcuni negli ultimi anni) ma stavolta non si tratta di indiscrezioni, e nemmeno di un <strong>coinvolgimento</strong> <strong>indiretto</strong>: Lotito comprerebbe in prima persona, col figlio <strong>Enrico</strong> addirittura in organigramma.</p> <p>La Reggina in questo momento è un affare: per <strong>due</strong> <strong>spicci</strong>, Lotito si assicura una <strong>piazza importante</strong> (simile per certi versi alla <strong>Salernitana</strong>,<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/10/la-salernitana-torna-in-serie-a-e-si-apre-il-caso-della-multiproprieta-adesso-claudio-lotito-e-il-cognato-mezzaroma-devono-vendere-la-societa/6193205/" target="_blank" rel="noopener"> che gli sfuggì di mano dopo l’inaspettata promozione in <strong>Serie A del 2021</strong> </a>e la nota querelle con la <strong>Figc</strong>, che poi ha portato appunto all’introduzione del divieto). Ma cosa ne fa, se non può riportarla come minimo nel professionismo, così da rendere profittevole <strong>l’investimento</strong>? Ha già la <strong>Lazio</strong>, e nonostante la rottura ormai definitiva con l’ambiente ha sempre smentito di volersene liberare. Ecco dunque la <strong>vera</strong> <strong>notizia</strong>, dietro la notizia che arriva in questi giorni dalla <strong>Calabria</strong>: il divieto potrebbe cadere, o quantomeno <strong>essere</strong> <strong>affievolito</strong>. Non sono soltanto rumors: a quanto ricostruito dal <em><strong>Fatto</strong></em>, se n’è parlato di recente in maniera specifica in <strong>Serie A</strong>, in particolare a margine di un’assemblea di <strong>marzo</strong>, fuori sacco rispetto all’ordine del giorno, nell’ambito di una serie di istanza da sottoporre alla <strong>Federazione</strong>. Il ritorno di fiamma sulla <strong>multiproprietà</strong> nasce da una riflessione sulle <strong>Under 23</strong>, modello sposato dal calcio italiano negli ultimi anni, che però non piace a diversi presidenti: fin qui ha portato risultati modesti (si veda il disastro del <strong>Milan</strong> <strong>Futuro</strong>), e grandi costi (l’iscrizione è molto onerosa, vicina al <strong>milione di euro</strong>, e le spese di gestione alte se si vuole allestire una rosa competitiva), mentre è difficile generare valore, sia sul piano dei <strong>giocatori</strong> (non si possono fare plusvalenze con la prima squadra), sia della società, che ovviamente non si può rivendere. In parallelo c’è poi un altro tema: la crisi del <strong>calcio di provincia</strong>, molto sentita in Serie C e D, dove ogni anno annaspano o proprio scompaiono piazze importanti. Riducendo il numero delle <strong>squadre professionistiche</strong> e aumentando progressivamente le Under 23 ci sarà sempre meno spazio per il calcio dei <strong>campanili</strong>. Quindi perché non prendere due piccioni con una fava: autorizzare la partecipazione da parte di società di<strong> Serie A</strong> (o le rispettive proprietà) in club di categorie inferiori.</p> <p>In prima fila a sostenere l’idea ci sarebbe il <strong>solito Lotito</strong> (che evidentemente aveva già in mente qualcosa), ma anche <strong>Claudio</strong> <strong>Fenucci</strong>, influente ad del <strong>Bologna</strong>, altro club che pure starebbe valutando l’acquisizione di una squadra in Serie D. Ma c’è di più: il presidente della Lega <strong>Simonelli</strong> avrebbe riferito che la <strong>FederCalcio</strong> si sarebbe già detta disponibile a rivedere la norma, allineandola a quella <strong>Uefa</strong>. Attualmente, infatti, in <strong>Europa</strong> la multiproprietà è vietata nella stessa competizione (ragione per cui il <strong>Crystal Palace</strong> l’anno scorso è stato retrocesso in <strong>Conference</strong> dall’<strong>Europa League</strong>, dove c’era già l’<strong>Olympique Marsiglia</strong> per lo stesso gruppo: poi ha pure vinto il trofeo), ma non bandita in assoluto, purché non ci sia un’<strong>influenza dominante</strong>. La Uefa non fissa percentuali, ma negli ultimi anni su alcuni casi importanti (ad esempio la partecipazione di <strong>Tony</strong> <strong>Bloom</strong> nel Brighton/Union Saint-Gilloise, Heart of Midlothian) ci si è attestati intorno al 30%: con questo <strong>accorgimento</strong> in realtà in alcuni casi è stata consentita addirittura la <strong>partecipazione</strong> alla stessa competizione europea, cosa che però difficilmente potrebbe avvenire con i <strong>campionati</strong> <strong>nazionali</strong>. Un modello simile si vorrebbe reintrodurre anche in <strong>Italia</strong>: oggi la multiproprietà è già permessa fuori dal <strong>professionismo</strong>, con la modifica, ad esempio, la <strong>Reggina</strong> di Lotito potrebbe salire in Serie C e probabilmente (sono dettagli ancora da stabilire) anche in B, ma non in Serie A (non sono pensabili deroghe: ve le immaginate le polemiche?). Tutto ciò avveniva quando in<strong> FederCalcio</strong> c’era ancora <strong>Gabriele</strong> <strong>Gravina</strong>, ma la proposta è ancora valida, visto che <strong>Malagò</strong> verrà eletto in continuità col suo <strong>predecessore</strong>. Anzi, potrebbe subire anche un’accelerazione, dal momento che con lui si aprirà una<strong> stagione di riforme</strong> in cui qualche concessione sarà fatta anche all’opposizione.</p> <p>La <strong>multiproprietà</strong> offre alcuni vantaggi per gli imprenditori e forse anche per il <strong>territorio</strong>, però presenta un’<strong>ineludibile incognita</strong>: come la mettiamo con la legittima aspirazione di ogni squadra al massimo risultato sportivo? Ne sanno qualcosa a <strong>Bari</strong>, dove la multiproprietà della famiglia <strong>De Laurentiis</strong> è arrivata al punto di non ritorno con la recente<strong> retrocessione in Serie C</strong>, frutto di troppi campionati giocati a “non vincere”. C’è un’intera <strong>città</strong> che vorrebbe cacciare gli ex benefattori, persino il <strong>sindaco</strong> ha minacciato di non concedere l’uso dello <strong>stadio San Nicola</strong>, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/27/bari-calcio-retrocessione-leccese-de-laurentiis-lettera-non-e-un-asset-attendo-un-piano-a-stretto-giro/8401104/">salvo poi dover ripiegare a più miti consigli, accontentandosi di fumose promesse sul futuro della società.</a> Le stesse promesse che, alla luce della ricostruzione del <strong><em>Fatto</em></strong>, perdono credibilità, visto che anche i De Laurentiis sono evidentemente al corrente delle discussioni in corso su una possibile <strong>modifica della normativa</strong>, che gli consentirebbe di mantenere una <strong>quota di minoranza nel Bari</strong> anche oltre il 2028, salvaguardando così il loro investimento che altrimenti rischierebbe di andare in fumo con l’obbligo di cessione totale. Resterà però quel problemino della promozione in Serie A, per il Bari o qualsiasi altra piazza che coltiva il <strong>suo sogno</strong>. Si vedrà se e come cambierà davvero la norma. Intanto Lotito si accoda a <strong>De Laurentiis</strong> e si prende la Reggina.</p> <p><em><strong><a href="https://x.com/lVendemiale">X: @lVendemiale</a></strong></em></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/multiproprieta-calcio-figc-divieto-notizie/8423234/">Multiproprietà, altro che stop dal 2028: club interessati e Figc lavorano per eliminare il divieto o affievolirlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  21. La destra oltre la destra. Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro l’alleanza | Il commento

    Thu, 18 Jun 2026 18:59:24 -0000

    <p>La destra oltre la destra non è solo il principio nel quale ha preso forma il movimento di Roberto Vannacci il cui vocabolario raccoglie in purezza le parole degli italiani che vivono il modello primitivo e brutale della parola ingiuriosa, o razzista o semplicemente cattiva. Nessun riguardo al bon ton. Vannacci usa le parole che [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/vannacci-destra-meloni-alleanza-notizie/8423268/">La destra oltre la destra. Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro l&#8217;alleanza | Il commento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>La<strong> destra oltre la destra</strong> non è solo il principio nel quale ha preso forma il movimento di <strong>Roberto Vannacci</strong> il cui vocabolario raccoglie in <strong>purezza</strong> le parole degli italiani che vivono il modello primitivo e brutale della parola ingiuriosa, o razzista o semplicemente cattiva. Nessun riguardo al bon ton.</p> <p>Vannacci usa le parole che una parte degli italiani <strong>usano al bar</strong>, e raccoglie, nel sentimento che lo tiene connesso a questo popolo, quel senso che la <strong>destra storica</strong> stava riaggiornando sotto le formalità di rito di un partito ormai ministeriale.</p> <p>Sebbene Vannacci remi all&#8217;opposto, quanto più brutale, divisivo e razzista tanto meglio, chi lo vota, e sembrerebbe &#8211; a leggere i sondaggi &#8211; <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/futuro-nazionale-sorpasso-lega-sondaggi-oggi/8423048/" target="_blank" rel="noopener">già un nutrito numero di elettori</a>, ritiene quel voto<strong> un&#8217;opportunità</strong> per il centrodestra. Non è dunque un voto contro, non è gente che tifa perché Vannacci tiri dritto per la sua strada. E&#8217; gente, riferisce un&#8217;analisi piuttosto ragionata dell&#8217;Istituto Piepoli, che vota Vannacci <strong>col proposito di condizionare Meloni</strong>, di portare la destra ancora più a destra, di sostituire la presenza leghista e <strong>alleggerire il peso centrista di Forza Italia</strong>.</p> <p>Sono in tanti a ritenere che la forza di Vannacci, l&#8217;ultimo uomo nuovo, il militare che vuole farla pagare a coloro che una parte degli italiani vede come nemici, cioè gli <strong>immigrati</strong>, sia accompagnata da buoni auspici. <strong>Correre da solo</strong>, annota chi immagina una fuga solitaria, tira di più, spacca di più, raccoglie di più.</p> <p>Finora però la destra non ha <strong>mai mancato l&#8217;appuntamento dell&#8217;unità</strong>, qualunque fosse la distanza politica di una forza dall&#8217;altra. E Giorgia Meloni ha bollato così un giornalista che riteneva definitivamente troncata ogni possibilità di contatto con Vannacci: &#8220;E&#8217; una risposta che ha dato lei, non io&#8221;.</p> <p>Vannacci è fuori la porta che aspetta, e sebbene viva questo tempo in cui la sua fortuna politica è considerata un evento ormai indiscutibile, deve pensare a cosa fare e a cosa dire ai suoi elettori. Il generale <strong>non pesca nell&#8217;astensionismo</strong>, non bruca nel prato del centrosinistra. Trascina a sé chi ha votato Lega e chi aveva Fratelli d&#8217;Italia nel cuore.</p> <p>Il centrodestra rimescola le sue carte e Vannacci &#8211; a prima vista &#8211; sembra il <strong>sostituto funzionale</strong> di Matteo Salvini. Fatto fuori uno, dentro l&#8217;altro. La novità è appunto che esiste una destra oltre la destra e tutto fa immaginare che Giorgia Meloni ne terrà conto.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/vannacci-destra-meloni-alleanza-notizie/8423268/">La destra oltre la destra. Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro l&#8217;alleanza | Il commento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  22. Eni-Nigeria, la Cassazione assolve i pm De Pasquale e Spadaro. Annullata la condanna a 8 mesi: “Il fatto non sussiste”

    Thu, 18 Jun 2026 17:37:20 -0000

    <p>Con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha assolto i magistrati Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, annullando senza rinvio la sentenza che li vedeva condannati per rifiuto d&#8217;atti d&#8217;ufficio nel processo legato alla vicenda Eni-Nigeria. La decisione dei supremi giudici romani ribalta gli esiti dei [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/eni-nigeria-la-cassazione-assolve-i-pm-de-pasquale-e-spadaro-annullata-la-condanna-a-8-mesi-il-fatto-non-sussiste/8423211/">Eni-Nigeria, la Cassazione assolve i pm De Pasquale e Spadaro. Annullata la condanna a 8 mesi: &#8220;Il fatto non sussiste&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p class="isSelectedEnd">Con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;, la sesta sezione penale della <strong>Corte di Cassazione</strong> ha assolto i magistrati <strong>Fabio De Pasquale</strong> e <strong>Sergio Spadaro</strong>, annullando senza rinvio la sentenza che li vedeva condannati per rifiuto d&#8217;atti d&#8217;ufficio nel processo legato alla vicenda <strong>Eni-Nigeria</strong>. La decisione dei supremi giudici romani ribalta gli esiti dei precedenti gradi di giudizio svolti a <strong>Brescia</strong>, dove sia in primo grado che in appello lo scorso ottobre i due magistrati milanesi erano stati condannati <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/08/processo-eni-nigeria-condannati-a-8-mesi-i-magistrati-de-pasquale-e-spadaro-per-rifiuto-di-atti-dufficio/7722792/">a otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione della pena</a>. “L&#8217;avvocato Fabio Federico ed io siamo veramente felici: è una sentenza che fa giustizia di tanti anni di sofferenze. Vorremmo rimarcare che le conclusioni del pg della Cassazione sono state totali: ha chiesto infatti l’insussistenza sia del fatto materiale che, in subordine, dell’elemento soggettivo. Più di così non poteva dire”, ha detto il difensore <strong>Massimo Dinoia</strong> dopo il verdetto.</p> <p class="isSelectedEnd">Il procedimento traeva origine dalle battute finali del processo <strong>Eni-Nigeria</strong>, caso di corruzione internazionale legato all&#8217;acquisizione del giacimento Opl 245 nel paese africano, risalente al 2011. L&#8217;accusa ipotizzava il pagamento di una enorme tangente destinata a politici nigeriani e manager, ma l&#8217;intero impianto accusatorio era caduto con l&#8217;assoluzione di tutti gli imputati. Parallelamente a quel processo, il caso che ha portato alle accuse per i due pubblici ministeri: la mancata consegna alle difese di alcuni documenti provenienti da un&#8217;altra indagine condotta dal collega <strong>Paolo Storari</strong> sul cosiddetto &#8220;falso complotto Eni&#8221;. Atti che, secondo l&#8217;accusa formulata a Brescia, avrebbero dovuto essere messi a disposizione delle difese nel dibattimento principale.</p> <p class="isSelectedEnd">La requisitoria del sostituto procuratore generale <strong>Cristina Marzagalli</strong> in Cassazione ha fornito una lettura diametralmente opposta a quella dei giudici bresciani. Marzagalli ha sostenuto che &#8220;i ricorsi degli imputati sono fondati&#8221; e che, a ben vedere, non sussiste alcun comportamento penalmente rilevante nei loro confronti. Secondo la ricostruzione della <strong>Procura generale</strong>, nel comportamento dei magistrati milanesi &#8220;non c&#8217;è stato alcun rifiuto e sono state effettuate scelte processuali fondate&#8221;. La gestione del fascicolo sarebbe stata dettata da valutazioni strategiche legittime, e quindi &#8220;la condotta dei due magistrati è stata tutt&#8217;altro che inerte e omissiva ma proattiva&#8221;.</p> <p class="isSelectedEnd">Alla base della richiesta di assoluzione, il procuratore generale ha messo anche motivazioni tecniche: &#8220;L’oggetto materiale del rifiuto non esisteva agli atti e non c&#8217;è una norma che imponga il deposito in quella fase&#8221;. Ancora: &#8220;Manca l’elemento materiale e quello soggettivo&#8221; del reato ipotizzato. La decisione della Cassazione esclude dunque la rilevanza penale della condotta contestata ai due magistrati. Per chiarire nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno portato a ribaltare i precedenti giudizi si attende ora il deposito delle <strong>motivazioni</strong> della Suprema Corte. Intanto, l&#8217;annullamento senza rinvio appena disposto chiude definitivamente il procedimento penale a carico di De Pasquale e Spadaro, escludendo definitivamente che si potesse configurare il reato per il quale erano stati condannati.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/eni-nigeria-la-cassazione-assolve-i-pm-de-pasquale-e-spadaro-annullata-la-condanna-a-8-mesi-il-fatto-non-sussiste/8423211/">Eni-Nigeria, la Cassazione assolve i pm De Pasquale e Spadaro. Annullata la condanna a 8 mesi: &#8220;Il fatto non sussiste&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  23. Mondiali, la Corea del Sud denuncia un drone durante l’allenamento. Necessario l’intervento dell’esercito messicano

    Thu, 18 Jun 2026 17:07:41 -0000

    <p>La nazionale della Corea del Sud ha denunciato la presenza di un drone sconosciuto sopra il proprio allenamento a porte chiuse a Guadalajara, in Messico, durante la preparazione della sfida contro i padroni di casa del Messico alle 3 di venerdì in Italia. Secondo la federazione sudcoreana, il drone è stato individuato dal personale di [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/mondiali-drone-corea-sud-guadalajara-notizie/8423190/">Mondiali, la Corea del Sud denuncia un drone durante l&#8217;allenamento. Necessario l&#8217;intervento dell&#8217;esercito messicano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>La <strong>nazionale</strong> della <strong>Corea</strong> <strong>del</strong> <strong>Sud</strong> ha denunciato la <strong>presenza</strong> di un <strong>drone</strong> <strong>sconosciuto</strong> sopra il proprio allenamento a porte chiuse a Guadalajara, in Messico, durante la preparazione della sfida contro i padroni di casa del Messico alle 3 di venerdì in Italia. Secondo la <strong>federazione</strong> <strong>sudcoreana</strong>, il drone è stato individuato dal personale di sicurezza della squadra nei primi minuti della seduta, facendo scattare i <strong>protocolli</strong> di <strong>emergenza</strong>.</p> <p><span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-gironi-nuovo-regolamento-guida/8412530/">Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/mondiali-2026-calendario-dove-vedere-tv-streaming-in-chiaro-rai-dazn/8412653/">Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv</a></span><br /> <span style="color: #8c0404;"><a style="color: #8c0404;" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/mondiali-calcio-albo-d-oro-classifica/8413600/">L’albo d’oro dei Mondiali</a></span></p> <p>Su <strong>richiesta</strong> della <strong>delegazione</strong> <strong>asiatica</strong>, sono intervenuti specialisti <strong>dell&#8217;esercito</strong> <strong>messicano</strong>, che avrebbero utilizzato <strong>sistemi</strong> di <strong>interferenza</strong> <strong>elettronica</strong> per costringere il velivolo ad atterrare fuori dall&#8217;area di allenamento. Tuttavia, quando le <strong>forze</strong> di <strong>sicurezza</strong> hanno raggiunto il <strong>punto</strong> di <strong>caduta</strong>, il dispositivo era già stato recuperato da due <strong>persone</strong> <strong>riprese</strong> dalle telecamere del centro sportivo. L&#8217;episodio è stato segnalato alla <strong>Fifa</strong>, che ha avviato accertamenti insieme alle <strong>autorità</strong> <strong>locali</strong>. La federazione sudcoreana ha chiesto maggiori garanzie per la tutela delle informazioni tattiche della squadra. Le indagini sono in corso per identificare i <strong>responsabili</strong> e chiarire le finalità <strong>dell&#8217;operazione</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/mondiali-drone-corea-sud-guadalajara-notizie/8423190/">Mondiali, la Corea del Sud denuncia un drone durante l&#8217;allenamento. Necessario l&#8217;intervento dell&#8217;esercito messicano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  24. Maturità 2026, la prima prova monopolizzata da Calabresi e Husmann: il 42% degli studenti ha scelto loro. Malissimo Pavese

    Thu, 18 Jun 2026 17:00:49 -0000

    <p>Vincono le tracce sull’attualità alla Maturità 2026. Il tema più scelto dagli studenti nella prima prova scritta è quello relativa al brano tratto dal libro di Mario Calabresi Alzarsi all’alba seguito da quello sulla meraviglia ripreso da un articolo della giornalista Wenke Husmann sul settimanale Internazionale: le due proposte arrivano a conquistare il 42% degli [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/maturita-2026-prima-prova-calabresi-husmann-notizie/8423197/">Maturità 2026, la prima prova monopolizzata da Calabresi e Husmann: il 42% degli studenti ha scelto loro. Malissimo Pavese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Vincono le tracce sull’attualità alla <strong>Maturità 2026</strong>. Il tema più scelto dagli studenti nella prima prova scritta è quello relativa al brano tratto dal libro di <strong>Mario Calabresi</strong> <em>Alzarsi all’alba</em> seguito da quello sulla meraviglia ripreso da un articolo della giornalista <strong>Wenke Husmann</strong> sul settimanale <em>Internazionale</em>: le due proposte arrivano a conquistare il 42% degli studenti. Bocciato, invece, <strong>Cesare Pavese</strong> con la poesia <em>Passerò per Piazza di Spagna</em> che ammalia solo il 5,3% dei giovani. Lo scrittore di Santo Stefano Belbo non è riuscito ad accalappiare l’attenzione nemmeno dei <strong>liceali</strong> (solo il 7,9% ha opzionato Pavese) che hanno preferito la seconda proposta della “Tipologia A &#8211; Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano”, relativa all’opera <em>I piaceri</em> di <strong>Vitaliano</strong> <strong>Brancati</strong>, autore poco conosciuto.</p> <p>Nella classifica generale la seconda traccia più gettonata è stata il brano tratto dal saggio di <strong>Frank</strong> <strong>Furedi</strong> <em>I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere</em>, scelta dal 20,7%. Il 19% si è orientato verso <strong>Husmann</strong> mentre Brancati e il discorso di insediamento del presidente <strong>Giuseppe Saragat</strong> all’Assemblea Costituente sono arrivati alla pari con il 12,7% dei maturandi che li hanno scelti. Il libro di <strong>Piero</strong> <strong>Bianucci</strong> <em>Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire</em> si è limitato a un 6,5% sfiorando Pavese. Entrando nel merito degli indirizzi, ai professionali Calabresi ha spiazzato tutti con 37,6% di studenti che hanno riflettuto sul suo testo, seguito dall’ intellettuale vicino a <strong>Orban</strong> (26,4%) e dalla <strong>giornalista</strong> <strong>tedesca</strong>. Il resto delle tracce viaggia attorno al 5% ma Pavese è stato scelto solo dall’1,5% dei maturandi.</p> <p>Più o meno la stessa musica nei <strong>tecnici</strong> ai quali è piaciuta molto più che ai professionali la traccia che ha onorato <strong>Saragat</strong>. Pochi anche tra loro (2%) che hanno accettato la sfida della <strong>poesia</strong>. Diversa la fotografia ai licei: qui a prendere la maglia rosa non è il giornalista ex direttore de <em><strong>La Stampa</strong></em> (15,3%) ma <strong>Husmann</strong> (20,1%) seguita – a sorpresa &#8211; dallo scrittore, sceneggiatore, drammaturgo siciliano (17,8%) quasi a parimerito con <strong>Frank</strong> <strong>Furedi</strong> (17,5%). Anche il discorso dell’ex capo di Stato si è ben piazzato con il 15,1%. A raccogliere pochi consensi, invece, ancora una volta <strong>Pavese</strong> e <strong>Bianucci</strong>. Una fotografia che dimostra come gli studenti abbiano privilegiato ciò che <strong>conoscono</strong>, ciò che è più a loro portata di mano e come, invece, uno scrittore così attuale come Pavese, forse sia poco studiato alla secondaria di <strong>secondo</strong> <strong>grado</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/18/maturita-2026-prima-prova-calabresi-husmann-notizie/8423197/">Maturità 2026, la prima prova monopolizzata da Calabresi e Husmann: il 42% degli studenti ha scelto loro. Malissimo Pavese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>