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  1. Anche nel 2025 sono morti più di tre lavoratori al giorno. Malattie professionali: +300% di denunce dal 2000. 9 incidenti mortali tra gli studenti

    Tue, 22 Sep 2026 12:28:52 -0000

    <p>Nel 2025 in Italia sono morte sul lavoro 1.189 persone, 37 in meno rispetto all&#8217;anno precedente, ma in ogni caso più di tre ogni giorno, compresi domeniche e festivi. I decessi avvenuti “in occasione di lavoro”, quindi durante lo svolgimento dell’attività, sono 890. Mentre 299 sono infortuni mortali “in itinere”, avvenuti nel tragitto tra casa [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morti-lavoro-2025-inail-dati-notizie/8514136/">Anche nel 2025 sono morti più di tre lavoratori al giorno. Malattie professionali: +300% di denunce dal 2000. 9 incidenti mortali tra gli studenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Nel 2025 in Italia sono<strong> morte sul lavoro 1.189 </strong>persone, 37 in meno rispetto all&#8217;anno precedente, ma in ogni caso più di <strong>tre ogni giorno,</strong> compresi domeniche e festivi. I decessi avvenuti “in occasione di lavoro”, quindi durante lo svolgimento dell’attività, sono 890. Mentre 299 sono infortuni mortali “<strong>in</strong> <strong>itinere</strong>”, avvenuti nel tragitto tra casa e lavoro o viceversa. I dati sono stati diffusi dalla relazione annuale redatta dall’<strong>Inail</strong>. Nel complesso, le<strong> denunce di infortunio</strong> sono state circa <strong>600mila</strong> (+1,2% rispetto al 2024), di cui 519mila (+0,8%) riferite ai lavoratori e circa 81mila (+3,4%) agli <strong>studenti</strong>, il 13,5% del totale. Nel corso dell&#8217;anno, i casi di incidenti mortali degli studenti sono stati <strong>nove.</strong></p> <p>Ed è proprio questo uno dei dati più difficile da leggere. Se nel 2025 l’Inail registra nove denunce di infortunio mortale, dalle informazioni pubbliche <strong>non è possibile ricostruire in quali circostanze</strong> siano avvenuti tutti i decessi. Nei dati provvisori, quando i casi censiti erano ancora otto, l’Istituto aveva precisato che <strong>due</strong> riguardavano studenti impegnati nei<strong> percorsi di formazione scuola-lavoro</strong>, ma si trattava di incidenti in itinere, cioè avvenuti durante il tragitto e non mentre i ragazzi svolgevano l’attività presso l’azienda. Il ministero dell’Istruzione aveva inoltre chiarito che nessuno degli otto decessi allora registrati era avvenuto durante lo svolgimento vero e proprio di quella che prima si chiamava alternanza scuola-lavoro. Con il consolidamento dei dati, il totale dei morti è salito a nove. Non è chiaro però se l’ulteriore caso sia avvenuto in itinere o durante un’attività scolastica, né se riguardi un percorso di formazione scuola-lavoro. Una distinzione rilevante, perché la categoria Inail degli infortuni degli studenti comprende sia gli incidenti avvenuti durante le normali <strong>attività scolastiche</strong> sia quelli collegati ai percorsi scuola-lavoro, compresi quelli in itinere.</p> <p>Per quanto riguarda i lavoratori, a fronte di un lieve aumento delle denunce di infortuni <strong>in occasione di lavoro</strong> (+0,5%, pari a 414.917 casi), quelle per <strong>incidenti in itinere</strong> sono state 104.417, in crescita del<strong> 2,4%</strong> rispetto all’anno precedente, superando anche il dato del 2019 (103.492). Per i casi mortali, la diminuzione dei 37 casi tra i lavoratori si traduce in un decremento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (-4,1%) e in una sostanziale <strong>stabilità</strong> di quelli in itinere (da 298 a 299), rimasti al di sotto del dato del 2019 (335). Rapportando le denunce di infortuni avvenuti nello svolgimento dell’attività lavorativa al numero degli occupati Istat, quest&#8217;anno ci sono stati<strong> 1.720,4 incidenti sul lavoro ogni 100mila occupati</strong> con un calo dello 0,3% sull&#8217;anno e del 13,4% rispetto al valore rilevato nel 2019 (1.986,7). In calo anche il valore dei casi mortali, che si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 (3,88) e del 5,4% sul 2019 (3,90).</p> <p>In forte aumento invece il dato sulle <strong>malattie professionali:</strong> le denunce nel 2025 sono state <strong>98.312</strong>, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (<strong>+11,3%</strong>). Si tratta del numero più alto degli ultimi 26 anni. Rispetto ai valori registrati nel 2000, la crescita è del <strong>300%</strong>. Questa crescita costante, favorita dall’azione dei patronati e dei medici certificatori, spiega l’Inail, &#8220;non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma<strong> evidenzia l’emersione del sommerso</strong>&#8220;. Le denunce si riferiscono alle patologie e non ai soggetti ammalati, che sono stati 63.136 (+8,8% sul 2024), con una media di 1,6 denunce per ciascun lavoratore, effetto delle cosiddette denunce &#8220;plurime&#8221;, tipiche in particolare delle <strong>patologie muscolo-scheletriche</strong>, che sono circa 70mila casi, largamente la componente più numerosa.</p> <p>L’89,7% delle denunce in occasione di lavoro registrate riguarda la gestione Industria e servizi, il 5,8% l&#8217;agricoltura e il 4,5% il conto Stato. Così come per i <strong>casi mortali</strong> avvenuti in occasione di lavoro: <strong>l&#8217;industria e servizi raccoglie l’85,2%</strong> delle denunce, seguita dall’agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%). Il settore con il maggior numero di decessi è ancora quello delle costruzioni, con 175 denunce, seguito dal comparto manifatturiero, con 129, e il trasporto e magazzinaggio, con 126 decessi. Analizzando i dati delle denunce emerge che i più colpiti sono i lavoratori tra i 50 e i 64 anni (35,5%), seguiti dagli under 35 (30,7%) e dalla fascia 35-49 anni (30,6%), mentre gli over 64 rappresentano il 3,2%, in crescita rispetto al 2,9% del 2024 e al 2,4% del 2021. Per quanto riguarda i casi mortali: due vittime su tre hanno<strong> più di 50 anni</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morti-lavoro-2025-inail-dati-notizie/8514136/">Anche nel 2025 sono morti più di tre lavoratori al giorno. Malattie professionali: +300% di denunce dal 2000. 9 incidenti mortali tra gli studenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  2. Ceer Exobot, la super elettrica che nasce nel deserto dell’Arabia Saudita

    Tue, 22 Sep 2026 12:10:07 -0000

    <p>In occasione della prima mondiale tenutasi presso il Ceer Manufacturing Complex, il principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, primo ministro saudita e Presidente del Consiglio di amministrazione del fondo di investimento pubblico (PIF), ha svelato ufficialmente la Ceer Exobot nelle sue due varianti di carrozzeria, berlina e Suv. Durante l&#8217;evento, Ceer ha illustrato [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ceer-exobot-la-super-elettrica-che-nasce-nel-deserto-dellarabia-saudita/8514289/">Ceer Exobot, la super elettrica che nasce nel deserto dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>In occasione della prima mondiale tenutasi presso il Ceer Manufacturing Complex, il principe <strong>Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud</strong>, primo ministro saudita e Presidente del Consiglio di amministrazione del fondo di investimento pubblico (PIF), ha svelato ufficialmente la <strong>Ceer Exobot</strong> nelle sue due varianti di carrozzeria, berlina e Suv.</p> <p>Durante l&#8217;evento, Ceer ha illustrato il design e le caratteristiche tecniche dei suoi nuovi veicoli di punta. L&#8217;esordio delle Exobot segna l&#8217;inizio di una <strong>strategia</strong> industriale che prevede l&#8217;introduzione di <strong>sette modelli</strong> entro il 2030, per coprire diversi segmenti di mercato con svariate opzioni di propulsione. I veicoli, realizzati su una <strong>piattaforma al 100% elettrica</strong>, saranno prodotti all&#8217;interno del polo industriale di King Abdullah Economic City (KAEC), che ha l&#8217;ambizione di consolidarsi come il più grande hub automobilistico del Medio Oriente.</p> <p>Le <strong>dimensioni</strong> dei due modelli sono imponenti: la <strong>berlina</strong> misura 5,26 metri di lunghezza, 2,10 metri di larghezza e 1,43 metri di altezza, mentre il <strong>Suv</strong> si attesta su 5,02 metri di lunghezza, 2,10 metri di larghezza e 1,69 metri di altezza. L&#8217;omaggio alla storia dell’<strong>Arabia Saudita</strong> si ritrova nelle 32 barre della firma luminosa posteriore, che celebrano l&#8217;anno di unificazione del Regno, avvenuta nel 1932, e nei cerchi in alluminio forgiato ultraleggero con motivi triangolari, ispirati alle aperture dell&#8217;architettura Al-Lahuj. L&#8217;accesso all&#8217;<strong>abitacolo</strong> è reso scenografico dalle imponenti<strong> portiere</strong> ad “ala di falco”, lunghe quasi tre metri e azionabili da remoto con un&#8217;apertura ad arco di 60 cm.</p> <p>Sotto il profilo meccanico, Exobot sfrutta uno schema<strong> tri-motore a trazione integrale</strong> con torque vectoring. Nella configurazione di punta, il sistema eroga <strong>1.111 CV</strong> e 1.500 Nm di coppia: la berlina accelera da 0 a 100 km/h in 2,1 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h, mentre il Suv copre lo scatto da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi toccando una velocità massima di 210 km/h.</p> <p>Per affrontare i climi più severi, fra cui quelli locali, l&#8217;avanzato sistema “<strong>Halo Cooling</strong>“ permette di abbattere la temperatura dell&#8217;abitacolo da 65 °C a 32 °C in 10 minuti, supportato da vetri con triplo rivestimento d&#8217;argento per minimizzare l&#8217;irraggiamento solare. Assente la colonna di sterzo tradizionali, sostituita dal sistema Steer-by-Wire, coadiuvato dall&#8217;asse posteriore sterzante che garantisce un raggio di curva ridotto nel traffico urbano e grande stabilità ad alte velocità.</p> <p>L&#8217;abitacolo è stato progettato come un&#8217;oasi ad <strong>alta tecnologia</strong>, con vetri delle portiere a trasparenza variabile e un diffusore in grado di gestire contemporaneamente tre fragranze differenti. La plancia integra un volante “yoke” minimalista e l&#8217;interfaccia digitale Ceer sfrutta uno <strong>schermo curvo</strong> da 48 pollici con risoluzione 8K, che si sviluppa da montante a montante ed è integrato da un display centrale da 10,4 pollici e da uno schermo posteriore da 8 pollici per gli occupanti.</p> <p>L&#8217;interazione uomo-macchina è arricchita da un <strong>assistente vocale</strong>, oltre che da un sistema acustico “immersivo”. La sicurezza passiva e attiva si avvale di una scocca space-frame in alluminio e di una dotazione di sette airbag dedicati. Completano il corredo sistemi di assistenza alla guida “hands-free” con cambio corsia automatizzato e aggiornamenti software Over-the-Air continui.</p> <p>Exobot beneficia di una <strong>filiera locale</strong> snella, con tempi di consegna previsti in poche settimane e l&#8217;obiettivo strategico di impiegare il 45% di materiali “autoctoni” entro il 2034. La gamma debutterà con la versione a tiratura limitata Exobot First Edition, a cui farà seguito il modello Exobot Plus. La First Edition, dotata di trazione integrale tri-motore da 850 CV e 1.000 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi in versione berlina e in 2,9 secondi in variante Suv. La batteria da 112 kWh assicura un&#8217;<strong>autonomia</strong> stimata fino a 670 km per la berlina e 560 km per lo sport utility, mentre l&#8217;architettura a 800V consente di ricaricare dal 10% all&#8217;80% in meno di 30 minuti.</p> <p>Questa serie celebrativa sarà caratterizzata dal Black Color Pack, con pinze freno rosse, sedili in pelle Nappa bicolore, livree Harrat Grey o White Musk e una targhetta numerata per ogni singolo esemplare.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ceer-exobot-la-super-elettrica-che-nasce-nel-deserto-dellarabia-saudita/8514289/">Ceer Exobot, la super elettrica che nasce nel deserto dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  3. Arrestato l’ex dirigente di Futuro nazionale Luca Carleo nell’inchiesta Ops: “Fondi statali usati per fini illeciti”

    Tue, 22 Sep 2026 12:06:50 -0000

    <p>A chi cercava di scoprire quale candidato avrebbe scelto Roberto Vannacci per la corsa a Palazzo Marino, la risposta era: &#8220;Chiedi a Carleo&#8221;. L&#8217;ex direttore generale del gruppo di telecomunicazioni Ops era il braccio destro del generale. Era. Lui il 28 di luglio lo aveva nominato coordinatore vicario della Lombardia con delega su Milano: il [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/carleo-arrestato-frode-ops-notizie/8514273/">Arrestato l&#8217;ex dirigente di Futuro nazionale Luca Carleo nell&#8217;inchiesta Ops: &#8220;Fondi statali usati per fini illeciti&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>A chi cercava di scoprire quale candidato avrebbe scelto <strong>Roberto Vannacci</strong> per la corsa a Palazzo Marino, la risposta era: <strong>&#8220;Chiedi a Carleo&#8221;</strong>. L&#8217;ex direttore generale del gruppo di <strong>telecomunicazioni Ops</strong> era il braccio destro del generale. Era. Lui il 28 di luglio lo aveva nominato coordinatore vicario della Lombardia con delega su Milano: il giorno dopo, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/29/vannacci-carleo-indagato-frode-notizie/8463359/" target="_blank" rel="noopener">la notizia del coinvolgimento in una<strong> frode da 30 milioni di euro</strong></a>, con tanto di perquisizioni e sequestri. Addio nomina, addio politica.</p> <p>Ora la novità, attesa. Carleo è stato <strong>arrestato</strong> con ordinanza di custodia cautelare in <strong>carcere</strong> insieme all&#8217;amministratore delegato della società, <strong>Ciro Di Meglio</strong>. L&#8217;indagine è stata portata avanti dal Nucleo speciale di polizia valutaria della <strong>Guardia di finanza</strong> e dal pubblico ministero <strong>Nicola Rossato</strong>. Gli arresti sono stati eseguiti dopo gli interrogatori preventivi e la decisione della giudice per le indagini preliminari, <strong>Giulia D’Anton</strong>i.</p> <p>In quell&#8217;occasione, l&#8217;11 di settembre, i due indagati hanno presentato <strong>memorie scritte</strong>, senza rispondere alle domande degli inquirenti. Oggi è scattato il carcere. <strong>Misure interdittive</strong> anche per altri<strong> otto indagati</strong>: per una commercialista l’interdittiva professionale e per altri sette indagati il divieto di esercitare incarichi in uffici direttivi di imprese. L’ordinanza ha accolto il quadro accusatorio dell’inchiesta del pm Rossato della Procura diretta da <strong>Marcello Viola</strong>. L’indagine, come detto, il 29 luglio aveva portato anche al sequestro di quote e azioni di società del gruppo Ops, oltre ad una serie di perquisizioni.</p> <p>Attraverso le società, secondo i pm e le indagini della Gdf, il &#8220;duo&#8221; composto dagli imprenditori Di Meglio, 49 anni, e Carleo, 45 anni, ha portato avanti <strong>&#8220;strategie delinquenziali&#8221;</strong> per <strong>&#8220;ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato&#8221;</strong>, approfittando &#8220;della situazione di crisi in cui si trovavano tali società&#8221;, sfruttandole, mentre l&#8217;intento &#8220;dichiarato&#8221; era quello di &#8220;risanarle&#8221;. I <strong>reati contestati</strong> nell’inchiesta sono manipolazioni del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale e malversazioni di erogazioni pubbliche.</p> <p>In una delle conversazioni intercettate Carleo &#8220;illustrava&#8221;, secondo i pm, nel dettaglio &#8220;con quali modalità era riuscito&#8221; ad aggirare &#8220;la prova dell’avvenuto pagamento&#8221; di una somma stabilita da una delibera del cda, ossia &#8220;<strong>simulando operazioni inesistenti</strong>, falsificando verbali e retrodatando l’accollo di debiti della società&#8221;. Carleo diceva: &#8220;<strong>Mi son fatto venire un colpo di genio</strong> che guarda (&#8230;) perché Consob ha mandato una roba da vaffanbagno, da str&#8230;. come al solito e quindi ho dovuto trovare la pezza per metterla in ordine&#8221;. Nell’indagine figurano<strong> 35 indagati</strong> (più tre società iscritte) ed era stato disposto il sequestro preventivo da oltre 100mila euro di azioni e quote &#8220;nella disponibilità&#8221; dei due e di un altro indagato, <strong>Angelo Di Lorenzo</strong>, delle società Ops Italia, Ops Ecom, Ops Retail e Orion Capital. Il 29 di luglio Carleo si è dimesso dall&#8217;incarico in Futuro nazionale.</p> <p>Nella nota diffusa di Viola si legge che Di Meglio e Carleo, in concorso con &#8220;<strong>33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti</strong>&#8220;, avrebbero sottoscritto &#8220;<strong>fittizi aumenti di capitale</strong>&#8220;, drenato &#8220;liquidità dalle società&#8221;, raccolto &#8220;fondi anche attraverso l&#8217;ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento&#8221; e <strong>frodato</strong> &#8220;il mercato finanziario attraverso l&#8217;utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (Poc) per oltre 30 milioni di euro&#8221;.</p> <p>Le società quotate, viene chiarito, &#8220;anche al fine di posticipare il <strong>gravissimo stato di dissesto in cui versavano</strong>, avevano stipulato dei contratti di finanziamento con una società inglese che, in cambio della liquidità fornita, avrebbe ottenuto un quantitativo di azioni corrispondenti all’importo del prestito erogato (nonché ingenti commissioni pari al 5% del prestito)&#8221;. È stato tuttavia &#8220;accertato &#8211; si legge &#8211; che, in realtà, il sottoscrittore era una società italiana le cui quote sono state oggetto di sequestro e che la liquidità cosi ottenuta proveniva da società riconducibili allo stesso amministratore nonché dalle medesime quotate&#8221;.<br /> Con questo &#8220;<strong>schema fraudolento</strong>, che, secondo l’impostazione accusatoria, integra il reato di manipolazione&#8221; di tipo &#8220;informativo ed operativo&#8221;, gli indagati avrebbero ottenuto &#8220;un vantaggio economico derivante dalla vendita delle nuove azioni emesse nell’ambito dei Poc e dall’incasso di ingenti commissioni, oltre ad aver ingannato e danneggiato il mercato diluendo il numero di azioni disponibili&#8221;, grazie alla conversione delle obbligazioni &#8220;con conseguente deprezzamento dei titoli&#8221;.</p> <p>&#8220;Prendiamo atto di un provvedimento che evidentemente non condividiamo e che faremo oggetto di <strong>immediato ricorso avanti al Tribunale del Riesame</strong>&#8221; ha detto l&#8217;avvocato Federico Cecconi, che difende Di Meglio e Carleo.</p> <p><strong><em>Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it</em></strong><br /> <strong><em><a href="https://www.instagram.com/albmarzo/?hl=en" target="_blank" rel="noopener">Instagram</a></em></strong></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/carleo-arrestato-frode-ops-notizie/8514273/">Arrestato l&#8217;ex dirigente di Futuro nazionale Luca Carleo nell&#8217;inchiesta Ops: &#8220;Fondi statali usati per fini illeciti&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  4. Usa, via libera a 2,68 miliardi di armi per l’Ucraina: così Washington aggira i limiti dei Patriot

    Tue, 22 Sep 2026 12:02:19 -0000

    <p>Il Dipartimento di Stato americano ha dato il via libera ad una vendita di armamenti all’Ucraina per potenziarne la difesa area: valore, 2,68 miliardi di dollari. Il dato più rilevante riguarda l’intenzione di superare la difficoltà di produzione e dei costi dei Patriot, richiesti più volte dal presidente ucraino Zelensky come barriera per proteggere il [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/armi-ucraina-usa-miliardi-difesa-aerea/8514277/">Usa, via libera a 2,68 miliardi di armi per l&#8217;Ucraina: così Washington aggira i limiti dei Patriot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Il <strong>Dipartimento di Stato americano</strong> ha dato il via libera ad una vendita di armamenti <strong>all’Ucraina</strong> per potenziarne la difesa area: valore, 2,68 miliardi di dollari. Il dato più rilevante riguarda l’intenzione di superare la difficoltà di produzione e dei costi dei <strong>Patriot</strong>, richiesti più volte dal presidente ucraino <strong>Zelensky</strong> come barriera per proteggere il proprio paese dagli attacchi aerei della Russia. Gli <strong>Stati Uniti,</strong> a causa della guerra contro l’<strong>Iran,</strong> sono passati da 2.330 missili a circa un terzo, e questo mette in discussione la possibilità di rifornire <strong>Kiev</strong>. Il pacchetto di cui parla il <strong>Dipartimento</strong> invece punta principalmente sui missili<strong> S 300 Clone</strong> e sui missili <strong>Gam-67</strong>.</p> <p>Il documento &#8211; datato 18 settembre &#8211; ha come titolo “Ucraina-Potenziamento e sviluppo della difesa aerea”, sottotitolo “Vendite militari all’estero: notifica al Congresso”; viene specificato che, se non vi saranno impedimenti, <strong>l’Ucraina</strong> finanzierebbe l’acquisto “utilizzando una combinazione di contributi europei e fondi statunitensi per il finanziamento militare estero (Foreign Military Financing, FMF) stanziati durante la precedente amministrazione. Tali <strong>fondi</strong> saranno contabilizzati come contributo di capitale statunitense al <strong>Fondo per gli investimenti nella ricostruzione dell&#8217;Ucraina</strong>, tramite un rimborso”.</p> <p>Passando alla <strong>parte tecnica</strong>, ecco la lista degli <strong>armamenti</strong>: &#8220;Missili clone S-300; missili GAM-67; sistemi missilistici a razzo a guida laser per la difesa aerea a raggio esteso; lanciatore-trasportatore improvvisato 1.5; kit di modifica per sistemi di lancio mobili; radar anti-droni RPS 202; rimorchi con albero eretto, modifiche principali e supporto di manutenzione; pezzi di ricambio, materiali di consumo e accessori, nonché supporto per la riparazione e la restituzione; software; pubblicazioni; supporto al trasporto; servizi di supporto tecnico, ingegneristico e logistico del governo statunitense e dei suoi appaltatori; e altri elementi correlati di supporto logistico e di programma”.</p> <p>Infine, il documento specifica: “L’appaltatore o gli appaltatori principali saranno selezionati tramite gare d&#8217;appalto competitive indette dal governo degli <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong> in conformità con il <strong>Federal Acquisition Regulation</strong>” e che “l&#8217;attuazione di questa proposta di vendita non richiederà l&#8217;invio in Ucraina di ulteriori rappresentanti del governo statunitense o di aziende appaltatrici”.</p> <p>Tornando alla questione degli <strong>S-300</strong>, una conferma è arrivata anche da <strong>Robert Hamilton,</strong> colonnello in pensione e attuale presidente della società di consulenza militare <strong>Delphi.</strong> Intervistato dalla <em>Cbs News</em>, l’ex ufficiale ha raccontato che <strong>l’Ucraina</strong> ha deciso di mettere mano ai vecchi missili S-300 di fabbricazione russa per ottenere il modello più aggiornato nella guida e nelle caratteristiche: “È in corso un progetto congiunto tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Ucraina</strong> per modernizzare o aggiornare i <strong>vecchi missili S-300</strong>, o una variante più recente dell&#8217;S-300, al fine di migliorarne le <strong>capacità</strong>. Questo sistema dovrebbe entrare in <strong>funzione</strong> verso la fine di quest&#8217;anno. Stiamo parlando di una produzione di 100 o un paio di centinaia di missili all’anno”. Anche il<strong> Gam 67</strong> ha un nome che evoca un progetto mai messo in atto dall’esercito americano. Risale agli anni ’50 e riguardava un sistema <strong>missilistico</strong>. Oggi il <strong>Gam 67</strong> rappresenta uno sviluppo di nuova fattura, la cui particolarità consiste nel suo utilizzo con sia con lanciatori di fabbricazione russa &#8211; che l’<strong>Ucraina</strong> ancora utilizza &#8211; che quelli di nuova realizzazione. La questione centrale dei rifornimenti di difesa aerea a <strong>Kiev</strong> resta quella legata alla tempistica di mesi, mentre il <strong>conflitto</strong>, iniziato nel febbraio 2022 con l’invasione russa, non accenna a rallentare.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/armi-ucraina-usa-miliardi-difesa-aerea/8514277/">Usa, via libera a 2,68 miliardi di armi per l&#8217;Ucraina: così Washington aggira i limiti dei Patriot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  5. Vannacci: “Le frasi di Tajani? Io una donna la preferisco senza gonna”. Lo direbbe anche alla moglie e alle figlie?

    Tue, 22 Sep 2026 11:55:05 -0000

    <p>Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sommerso dalle critiche, è stato costretto a fare un mezzo passo indietro, chi rilancia e va oltre nelle offese sessiste è il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. Interpellato da SkyTg24 sull&#8217;uscita dell&#8217;esponente di Forza Italia, il generale non ha esitato a rimarcare l&#8217;offesa: &#8220;Tra una donna con [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/vannacci-dichiarazioni-donne-sessismo-notizie/8514199/">Vannacci: &#8220;Le frasi di Tajani? Io una donna la preferisco senza gonna&#8221;. Lo direbbe anche alla moglie e alle figlie?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Mentre il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong>, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/21/tajani-frasi-sessiste-donne-gonna-notizie/8513275/">sommerso dalle critiche</a>, è stato costretto a fare un mezzo passo indietro, chi rilancia e va oltre nelle offese sessiste è il leader di Futuro Nazionale <strong>Roberto Vannacci</strong>. Interpellato da <strong>SkyTg24</strong> sull&#8217;uscita dell&#8217;esponente di <strong>Forza Italia</strong>, il generale non ha esitato a rimarcare l&#8217;offesa: &#8220;Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, <strong>io una donna la preferisco sempre senza gonna</strong>&#8220;. Un&#8217;uscita che offende e denigra l&#8217;intero genere femminile, riducendolo a oggetto sessuale, tanto da chiedersi se direbbe lo stesso alle donne della sua famiglia o alle colleghe di partito.</p> <div id="jwp-OelFOs1j" class="jwp-player-container" data-required-user-level="Vannacci: &#8220;Le frasi di Tajani? Io una donna la preferisco senza gonna&#8221;. Lo direbbe anche alla moglie e alle figlie?"> <div class="jwp-placeholder"> <img decoding="async" src="https://cdn.jwplayer.com/v2/media/OelFOs1j/poster.jpg?width=720" fetchpriority="high" alt="Video thumbnail" class="jwp-thumbnail-img"> <div class="jwp-play-button"></div> </div> </div> <script> document.addEventListener("DOMContentLoaded", () => { let videoconfig = { containerId: "jwp-OelFOs1j", playerId: "4EqqebcF", videoId: "OelFOs1j", thumbnailUrl: "https://cdn.jwplayer.com/v2/media/OelFOs1j/poster.jpg?width=720", playlist: [{"title":"Donne senza gonne? Vannacci: \u201cHo risposto con leggerezza a domanda leggera\u201d","mediaid":"OelFOs1j","link":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/previews\/OelFOs1j","image":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=720","images":[{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=320","width":320,"type":"image\/jpeg"},{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=480","width":480,"type":"image\/jpeg"},{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=640","width":640,"type":"image\/jpeg"},{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=720","width":720,"type":"image\/jpeg"},{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=1280","width":1280,"type":"image\/jpeg"},{"src":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/v2\/media\/OelFOs1j\/poster.jpg?width=1920","width":1920,"type":"image\/jpeg"}],"siteid":"w8MlseQ6","duration":84,"content_source_type":"file","pubdate":1790078311,"updated":1790078442,"description":"di Manolo Lanaro ","tags":"camera dei deputati,donne,tajani,gonne,roberto vannacci,futuro nazionale","sources":[{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/manifests\/OelFOs1j.m3u8","type":"application\/vnd.apple.mpegurl"},{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/OelFOs1j-2kLOQlpN.mp4","type":"video\/mp4","height":180,"width":320,"label":"180p","bitrate":226329,"filesize":2376459,"framerate":25},{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/OelFOs1j-mgX5kRUd.mp4","type":"video\/mp4","height":270,"width":480,"label":"270p","bitrate":307673,"filesize":3230575,"framerate":25},{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/OelFOs1j-DGOVPaTh.mp4","type":"video\/mp4","height":406,"width":720,"label":"406p","bitrate":457651,"filesize":4805339,"framerate":25},{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/OelFOs1j-00rmffRE.mp4","type":"video\/mp4","height":720,"width":1280,"label":"720p","bitrate":933628,"filesize":9803096,"framerate":25},{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/OelFOs1j-jz9FGUIN.m4a","type":"audio\/mp4","label":"AAC Audio","bitrate":114172,"filesize":1198815}],"tracks":[{"file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/strips\/OelFOs1j-120.vtt","kind":"thumbnails"}],"variations":[]}], noAdv: false, category: "", category_video: "politica-palazzo", pageTitle: "Vannacci: &#8220;Le frasi di Tajani? Io una donna la preferisco senza gonna&#8221;. Lo direbbe anche alla moglie e alle figlie?", publicationDate: "2026-09-22", author: "Redazione Politica", autoplay: false } if(window._cmp && window._cmp.consentExpressed) { new JWPlayerLazyLoader(videoconfig); } else { document.addEventListener("consentExpressed", function(evt) { new JWPlayerLazyLoader(videoconfig); }); } }); </script> <p>Poco dopo, interpellato durante la conferenza stampa sul nuovo acquisto di Fn, ha cercato di rimangiarsi quanto dichiarato: &#8220;Era una domanda fatta con leggerezza, alla quale io ho risposto con altrettanta leggerezza&#8221;, ha detto. &#8220;Una donna senza gonna potrebbe avere i pantaloni&#8230; .<strong>Non sono un bacchettone, quindi non mi vergogno di quello che dico</strong>. Non è tramite un capo di abbigliamento che si classificano le donne&#8221;. E ancora: &#8220;Le donne sono esseri fantastici e meravigliosi che io adoro, in quanto un dono dell’universo, l’unico essere che può dare la vita. Io mi inchino di fronte a loro e rifiuto ogni procedura di omologazione o di omogeneizzazione con l’uomo&#8221;.</p> <p>Tante le critiche alle parole di Vannacci, anche dal fronte del centrodestra. Per l&#8217;esponente della <strong>Lega</strong> Simona Loizzo &#8220;da chi ha responsabilità pubbliche sarebbe lecito aspettarsi un linguaggio completamente diverso, soprattutto in un Paese che purtroppo continua a fare i conti con la violenza contro le donne e con episodi di femminicidio. Come si permette Vannacci? Non siamo un corpo da commentare, né l’oggetto di una battuta da bar&#8221;. Per Raffaella Paita di <strong>Italia viva</strong> &#8220;al peggio, purtroppo, non c&#8217;è mai fine quando entra in gioco il generale Vannacci. Le sue ultime affermazioni rappresentano l’ennesima dimostrazione di una totale mancanza di rispetto istituzionale e culturale nei confronti del genere femminile&#8221;. Infine <strong>Elisabetta Piccolotti</strong> di <strong>Avs</strong> ha affermato che &#8220;l&#8217;imminente sconfitta elettorale sta mandando fuori di testa gli uomini del centrodestra. Ogni giorno regrediscono un poco: Tajani è tornato negli anni &#8217;50, Valditara &#8211; con i suoi divieti di educazione sessuale &#8211; al Medioevo e ora abbiamo anche Vannacci che sta regredendo fino allo stato animale&#8221;.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/vannacci-dichiarazioni-donne-sessismo-notizie/8514199/">Vannacci: &#8220;Le frasi di Tajani? Io una donna la preferisco senza gonna&#8221;. Lo direbbe anche alla moglie e alle figlie?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  6. “Non sono leggende metropolitane. Ho detto no al Genoa e al Como, avevo 48 anni ma il piede non invecchia. Gilardino mi scriveva su WhatsApp”: parla Francesco Totti

    Tue, 22 Sep 2026 11:51:17 -0000

    <p>&#8220;Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca&#8221;, assicura Francesco Totti. &#8220;Sono pronto per tornare&#8220;, aveva detto in un&#8217;intervista per scherzare con i giornalisti, ma a un ritorno nella massima serie ci aveva pensato davvero: &#8220;Ho detto no alla Serie A. Ho detto no al Genoa. Ho detto no al Como. [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/non-sono-leggende-metropolitane-ho-detto-no-al-genoa-e-al-como-avevo-48-anni-ma-il-piede-non-invecchia-gilardino-mi-scriveva-su-whatsapp-parla-francesco-totti/8514264/">&#8220;Non sono leggende metropolitane. Ho detto no al Genoa e al Como, avevo 48 anni ma il piede non invecchia. Gilardino mi scriveva su WhatsApp&#8221;: parla Francesco Totti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>&#8220;Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca&#8221;, assicura <strong>Francesco Totti</strong>. &#8220;Sono pronto per <strong>tornare</strong>&#8220;, aveva detto in un&#8217;intervista per scherzare con i giornalisti, ma a un ritorno nella massima serie <strong>ci aveva pensato davvero</strong>: &#8220;Ho detto no alla Serie A. Ho detto no al <strong>Genoa</strong>. Ho detto no al <strong>Como</strong>. Avevo <strong>48</strong> <strong>anni</strong>. Allenatore del Genoa era <strong>Alberto Gilardino</strong>, Campione del Mondo come me con l’Italia del 2006, mentre sulla panchina del Como c’era già <strong>Cesc</strong> <strong>Fabregas</strong>, uno dei grandi della storia del calcio. Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente <strong>6 e 11 anni in più</strong> di chi era pagato per<strong> dirmi cosa fare</strong>&#8220;, racconta l&#8217;ex capitano giallorosso in <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/il-primo-bacio-con-noemi-vicino-a-piazza-del-popolo-in-auto-ho-iniziato-a-essere-assalito-dai-dubbi-delladolescente-la-lingua-ci-va-oppure-no-e-se-qualcuno-ci-vede-francesco-totti-raccon/8513980/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;<strong>Oltre</strong>&#8220;, il libro edito da <strong>Cairo Editore</strong> da oggi in edicola</a>.</p> <p>La sua ultima partita allo <strong>stadio Olimpico</strong> l&#8217;aveva giocata il <strong>28 maggio 2017</strong>, poi per tenersi in forma ha iniziato a giocate tutti i lunedì sera a <strong>calciotto</strong>. Ma quella battuta, l&#8217;apertura a un suo clamoroso ritorno in campo, l&#8217;avevano ascoltata tutti: &#8220;E qualcuno si è fatto venire una <strong>pazza</strong> <strong>idea</strong>. &#8216;Francesco, se sei pronto, allora <strong>torna</strong> <strong>per davvero</strong>&#8216;. I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del <strong>Genoa</strong>, con cui ho parlato direttamente. Mi hanno posto una semplice domanda: &#8216;Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?&#8217;. <strong>Facevano sul serio</strong>. Ho preso del tempo per decidere e, prima di dare una risposta, ho cominciato a <strong>lavorare</strong> <strong>duramente</strong>. Proprio tanto. Ho continuato col calciotto del lunedì, ho aggiunto<strong> tre sedute a settimane in palestra</strong> e due col fisioterapista, controllando l’alimentazione. <strong>Via il pane, via i dolci, via tutto</strong>. Togliere i dolci è stata durissima&#8221;, spiega nel libro scritto con il giornalista <strong>Alessandro</strong> <strong>Alciato</strong>.</p> <p>&#8220;Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all’inglese, con gente di <strong>passione</strong>, che segue le partite attaccata al campo. Senti il fiato sul collo. E poi proprio contro il <strong>Genoa</strong> avevo giocato la mia ultima partita con la <strong>maglia della Roma</strong>, vedi il destino. <strong>Gilardino</strong> qualche WhatsApp me lo mandava: &#8216;<strong>Allora</strong>?&#8217;. È un biellese, quindi non è che parlasse tanto, neanche via messaggio. Mi allenavo e non facevo troppa fatica, il fisico rispondeva bene, al di là degli <strong>acciacchi normali</strong> per un quasi cinquantenne. La schiena un po’ <strong>incriccata</strong>, ma niente di grave. Con certi esercizi, a sette anni dal mio ritiro, ho dovuto ricominciare da zero, però pensavo peggio, tenevo botta. Spingevo <strong>come un professionista</strong>&#8220;, continua il suo racconto il Capitano, come lo chiamano ancora oggi i tifosi della Roma</p> <p>&#8220;Frà, ma che stai a fà? Certi giorni me lo chiedevo, altri ero più <strong>ottimista</strong>, non sapevo bene cosa mi avrebbe riservato il <strong>futuro</strong>, o forse sì, ma facevo finta di niente, mi godevo il momento. La testa diceva che avrei potuto accettare, <strong>il cuore no</strong>, poi si ribaltavano i ruoli, i pensieri frenavano e il battito accelerava, fatto sta che alla fine la <strong>conclusione</strong> era sempre la stessa, una domanda che mi ponevo da solo: <strong>ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma?</strong> Dentro di me rimbombava forte la risposta esatta, provavo a non sentirla, ecco. Avevo 48 anni, okay, ma l’età in qualche modo si supera, si diventa più lenti però <strong>il piede non invecchia</strong>, tutti concordi: quello non ha bisogno del <strong>botox</strong>. La <strong>Roma</strong> era il punto. Non il problema, non lo sarà mai. Un <strong>tradimento</strong> <strong>sportivo</strong> non ha età, che siano 18 o 48 anni&#8221;, le sue parole rilanciate oggi dal <em>Corriere della Sera</em>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/non-sono-leggende-metropolitane-ho-detto-no-al-genoa-e-al-como-avevo-48-anni-ma-il-piede-non-invecchia-gilardino-mi-scriveva-su-whatsapp-parla-francesco-totti/8514264/">&#8220;Non sono leggende metropolitane. Ho detto no al Genoa e al Como, avevo 48 anni ma il piede non invecchia. Gilardino mi scriveva su WhatsApp&#8221;: parla Francesco Totti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  7. “Diesel a 2,60 euro? Colpa della Sardone”. Salvini scherza sul caro carburanti ma non risponde e se ne va

    Tue, 22 Sep 2026 11:33:17 -0000

    <p>Militari nelle strade, tetto agli stranieri nelle scuole, divieto di indossare il burqa anche in strada e riforma delle pensioni. Sono queste le priorità che Matteo Salvini porterà nei prossimi giorni sul tavolo del governo. “Da troppo tempo chiediamo diecimila militari nelle strade, cosa che il governo se vuole può fare anche domani” spiega il [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/caro-carburanti-salvini-diesel-notizie/8514081/">“Diesel a 2,60 euro? Colpa della Sardone”. Salvini scherza sul caro carburanti ma non risponde e se ne va</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Militari nelle strade, tetto agli stranieri nelle scuole, divieto di indossare il burqa anche in strada e riforma delle pensioni. Sono queste le priorità che <strong>Matteo Salvini</strong> porterà nei prossimi giorni sul tavolo del governo. “Da troppo tempo chiediamo diecimila militari nelle strade, cosa che il governo se vuole può fare anche domani” spiega il segretario della <strong>Lega</strong> che confida nel fatto che già questa settimana arriverà in <strong>Consiglio dei Ministri</strong> “il tetto del 30 per cento agli alunni stranieri e il divieto di indossare il burqa anche nelle strade”. Sul fronte economico invece, Salvini rilancia il “superamento della<strong> legge Fornero</strong>” non rinunciando a lanciare qualche frecciatina “a qualche alleato che prende tempo e solleva dubbi”. Ma quando gli si chiede del caro carburanti con il diesel che ha toccato quota 2,60 euro il ministro e vice premier ci scherza su “È colpa della <strong>Sardone</strong>” e poi non risponde e se ne va via.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/caro-carburanti-salvini-diesel-notizie/8514081/">“Diesel a 2,60 euro? Colpa della Sardone”. Salvini scherza sul caro carburanti ma non risponde e se ne va</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  8. “Tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell’oblio. Nessuno si ricorderà di nulla, perché sprechiamo tempo ad occuparcene?”: parla Patrick Schwarzenegger

    Tue, 22 Sep 2026 11:31:56 -0000

    <p>“Tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell’oblio. Nessuno si ricorderà di ciò che abbiamo comprato o di ciò che possedevamo”. Ne è convinto Patrick Schwarzenegger, il figlio 33enne dell’iconico papà Arnold e di mamma Maria Shriver. Intervistato su Vanity Fair il giovane attore co-protagonista del film Bunker, dove interpreta un tenebroso scrittore [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/tra-cento-anni-probabilmente-saremo-tutti-morti-e-caduti-nelloblio-nessuno-si-ricordera-di-nulla-perche-sprechiamo-tempo-ad-occuparcene-parla-patrick-schwarzenegger/8514135/">“Tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell’oblio. Nessuno si ricorderà di nulla, perché sprechiamo tempo ad occuparcene?&#8221;: parla Patrick Schwarzenegger</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>“Tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell’oblio. Nessuno si ricorderà di ciò che abbiamo comprato o di ciò che possedevamo”. Ne è convinto <strong>Patrick Schwarzenegger</strong>, il figlio 33enne dell’iconico papà Arnold e di mamma Maria Shriver. Intervistato su <em>Vanity Fair</em> il giovane attore co-protagonista del film <em>Bunker</em>, dove interpreta un tenebroso scrittore statunitense che attira sguardi e voglie di una sensuale <strong>Penelope Cruz,</strong> ha spiegato l’origine e il significato di un monologo che recita a poco più di metà del film dove si parla di mortalità, tempo che passa e dell&#8217;importanza di affrancarsi dallo sguardo degli altri.</p> <p>“Ciò che mi ha colpito è che il film trasmette un messaggio al tempo stesso molto bello, molto profondo e in fin dei conti molto semplice: <strong>tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell&#8217;oblio.</strong> Nessuno si ricorderà di ciò che abbiamo comprato o di ciò che possedevamo. Le nostre paure saranno scomparse, così come le nostre preoccupazioni legate allo sguardo degli altri. Allora <strong>perché dedichiamo così tanto tempo, energia e risorse a preoccuparcene mentre siamo in vita, invece di concentrarci su ciò che abbiamo davvero voglia di fare?”.</strong> Un ragionamento che non fa una piega.</p> <p>Al figlio di Schwarzy è stato appunto poi chiesto cosa c’è nel suo futuro prossimo. “Cerco di preparare al meglio i prossimi passi della mia carriera, ma allo stesso tempo <strong>voglio godermi il presente.</strong> Rifletto sui progetti che mi piacerebbe affrontare in futuro e su come possano distinguersi da quello che ho già fatto. Ho voglia di esplorare qualcosa di nuovo, di insolito. Questo significa inevitabilmente pensare al futuro. Ma cerco anche di restare pienamente nel presente, come godermi questo viaggio a Deauville (l’omonimo festival in cui Bunker è stato presentato dopo l&#8217;anteprima mondiale a Venezia ndr)”.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/tra-cento-anni-probabilmente-saremo-tutti-morti-e-caduti-nelloblio-nessuno-si-ricordera-di-nulla-perche-sprechiamo-tempo-ad-occuparcene-parla-patrick-schwarzenegger/8514135/">“Tra cento anni probabilmente saremo tutti morti e caduti nell’oblio. Nessuno si ricorderà di nulla, perché sprechiamo tempo ad occuparcene?&#8221;: parla Patrick Schwarzenegger</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  9. “Merita rispetto” la prof aggredita a marzo, scambiata sui social con la collega favorevole alla remigrazione

    Tue, 22 Sep 2026 11:29:34 -0000

    <p>Le storie di Chiara Mocchi, accoltellata da uno studente 13enne lo scorso 25 marzo in provincia di Bergamo, e di Isabella Marsilio, aggredita venerdì scorso a Roma, hanno molti punti in comune, tanto da essere confuse sui social. Entrambe insegnavano in una scuola media, entrambe sono state aggredite da un alunno tredicenne ed entrambe sono [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/professoressa-aggredita-scambiata-social-marsilio-notizie/8514153/">&#8220;Merita rispetto&#8221; la prof aggredita a marzo, scambiata sui social con la collega favorevole alla remigrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Le storie di <strong>Chiara Mocchi</strong>,<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/26/prof-accoltellata-trescore-balneario-testimonianza-notizie/8337944/" target="_blank" rel="noopener"> accoltellata da uno studente 13enne lo scorso 25 marzo in provincia di Bergamo</a>, e di <strong>Isabella Marsilio, </strong>aggredita venerdì scorso a <strong>Roma</strong>, hanno molti punti in comune, tanto da essere confuse sui social. Entrambe insegnavano in una scuola media, entrambe sono state aggredite da un alunno tredicenne ed entrambe sono state salvate dall&#8217;intervento di un altro studente. A difendere l&#8217;insegnante di lettere aggredita a Roma, è stato uno studente originario del <strong>Congo</strong>. Marsilio, sui suoi profili social, si è più volte <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/18/professoressa-accoltellata-roma-marsilio-notizie/8511150/" target="_blank" rel="noopener">dichiarata favorevole alla remigrazione</a> e non ha cambiato idea neanche dopo il salvataggio da parte dell&#8217;alunno, pur riconoscendone il valore. La polemica si è trasformata presto in gogna mediatica e sui social gli utenti hanno erroneamente accostato il volto di Chiara Mocchi, estranea alla vicenda della collega, alle dichiarazioni di Isabella Marsilio.</p> <p>Il legale della docente di Trescore, <b>Angelo Lino Murtas</b>, ha comunicato di aver <b>diffidato </b>i proprietari dei profili che hanno pubblicato e ricondiviso i post che ritraggono Chiara Mocchi, accostata alla vicenda per via di un equivoco. &#8220;La professoressa Mocchi è una docente che ha rischiato la vita mentre svolgeva il proprio lavoro &#8211; dichiara l&#8217;avvocato &#8211; e sta ancora affrontando la dolorosa riabilitazione per le conseguenze invalidanti di quella drammatica aggressione. Merita il massimo <strong>rispetto</strong>&#8220;. Secondo il legale, infatti, la questione &#8220;non riguarda la libertà di satira, di critica o la legittimità delle opinioni espresse, bensì la tutela dell’immagine, dell’identità personale e della reputazione di una persona del tutto estranea ai fatti rappresentati&#8221;.</p> <p>Il desiderio che accomuna entrambe le professoresse, vittime di aggressione, è la voglia di tornare in <strong>classe</strong> a insegnare. La speranza, soprattutto per ragazzi così giovani, è che ci sia un reale pentimento e una presa di consapevolezza, come ha dichiarato l&#8217;operatore educativo della scuola media Verga di Centocelle, <strong>Corrado Ruffini</strong>. Il giorno dell&#8217;aggressione, Ruffini è entrato in classe e ha visto lo sguardo vitreo del tredicenne: &#8220;Ha fatto palesemente l&#8217;unica cosa che purtroppo voleva fare, per il resto non avrebbe fatto altro perché è stato collaborativo, mi ha detto tutto quello che aveva addosso e chiedeva &#8216;<strong>scusa</strong>, scusa, scusa&#8217; ogni volta che si provava a parlare&#8221;.</p> <p>Ruffini ha parlato anche del ragazzo &#8220;con un gran cuore&#8221; che si è gettato per difendere l&#8217;insegnate del Verga: &#8220;È stato grandioso, riceverà un encomio, perché ha avuto questo coraggio incredibile di affrontarlo&#8221;. Anche Marsilio, nonostante abbia ribadito di non aver cambiato idea sulla remigrazione, è favorevole al riconoscimento del valore del tredicenne: &#8220;Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una <strong>medaglia</strong>&#8220;.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/professoressa-aggredita-scambiata-social-marsilio-notizie/8514153/">&#8220;Merita rispetto&#8221; la prof aggredita a marzo, scambiata sui social con la collega favorevole alla remigrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  10. Caccia, corteo contro il ddl sparatutto a Milano. Costa: “Il governo Meloni vuole i voti dei bracconieri”

    Tue, 22 Sep 2026 11:26:27 -0000

    <p>In piazza contro il disegno di legge sparatutto. Erano più di 3mila le persone che sabato scorso a Milano hanno protestato contro il ddl caccia selvaggia, il provvedimento voluto dal governo Meloni che trasformerà in maniera drastica la legislazione nazionale sulla tutela della fauna selvatica e dell’ecosistema italiano. Nel corteo, che ha iniziato il suo [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ddl-caccia-corteo-milano-notizie/8514227/">Caccia, corteo contro il ddl sparatutto a Milano. Costa: &#8220;Il governo Meloni vuole i voti dei bracconieri&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>In piazza contro il disegno di legge <strong>sparatutto</strong>. Erano più di <strong>3mila</strong> le persone che sabato scorso a <strong>Milano</strong> hanno protestato contro il ddl caccia selvaggia, il provvedimento voluto dal governo Meloni che trasformerà in maniera drastica la legislazione nazionale sulla <strong>tutela della fauna selvatica</strong> e dell’ecosistema italiano. Nel corteo, che ha iniziato il suo percorso ai Bastioni di Porta Venezia e che dopo un paio d’ore è giunto in piazza della Scala, erano presenti i rappresentanti di decine di associazioni indipendenti, tra cui: LEAL, Fronte Animalista, Oipa, AVI, LAC, GAIA. Il corteo si è fermato per ascoltare i discorsi di diversi presidenti di associazioni e di alcuni politici presenti in piazza. Tra questi l’ex ministro dell’Ambiente, <strong>Sergio Costa</strong>, i deputati pentastellati <strong>Alessandro Caramiello</strong> e <strong>Carmen Di Lauro</strong>, e <strong>Davide Celli</strong>, il consigliere comunale di Bologna dei Verdi dimissionario e in rotta da tempo con la Giunta taglialberi del sindaco piddino Lepore.</p> <p>“La voglia pazzesca che questa maggioranza ha nel distruggere la fauna selvatica è clamorosa. Hanno iniziato quattro anni fa inserendo nella legge di Bilancio la richiesta di utilizzare armi nei parchi urbani, quindi <strong>uccidere per divertimento</strong>”, ha spiegato Costa, l’unico ministro dell’Ambiente a schierarsi dalla parte degli animali nella storia della Repubblica, come quando si mise <strong>dalla parte degli orsi in Trentino</strong>. “Loro vogliono portare <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/12/riforma-caccia-aula-novembre-notizie/8502352/" target="_blank" rel="noopener">la modifica della legge della caccia a novembre in Aula per neutralizzare la tagliola nelle prossime settimane</a>, dove li attende un <strong>milione di emendamenti</strong>, tutti tecnici, che abbiamo presentato noi, ed è la prima volta nella storia che accade”. Costa ha ricordato che l’intento del ministro Lollobrigida è quello di “prendere voti degli attuali <strong>bracconieri</strong>”, che grazie a loro “diventeranno cacciatori”. “Legittimano il bracconaggio con armi silenziate, di notte con i visori notturni, fuori dai periodi ordinari e con richiami vivi in numero spropositato. Si tratta della distruzione della biodiversità quando invece fummo noi, nella scorsa legislatura, ad aver inserito la tutela della biodiversità in Costituzione nell’articolo 9”.</p> <p>Costa ha concluso sostenendo che l’opposizione pentastellata è disposta a bloccare l’Aula e chiede di mostrare la forza di chi si oppone al disegno di legge “intasando le caselle postali di tutti i membri del governo e di tutti i presidenti di commissioni e in particolare Lollobrigida, Pichetto Frattin e la Meloni”. Anche Celli, figlio del <strong>celebre etologo Giorgio</strong>, ha ricordato alle persone presenti come si stia demonizzando e rendendo pericolosa la finta presenza di animali selvatici, in modo da giustificare l’avvento di bracconieri sparatutto privi di limiti, come nel caso delle centinaia di gatti scomparsi in quelli che il consigliere animalista chiama “gli hot spot” in questo momenti attivi con decine di strane scomparse di felini a Belluno e in Valsamoggia, in provincia di Bologna. La manifestazione milanese si è svolta 24 ore prima dell’inizio ufficiale della stagione di caccia e una settimana prima di un altro <strong>corteo animalista</strong> che si terrà sempre a Milano, sabato 26 settembre, durante la celebre <strong>Fashion Week</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ddl-caccia-corteo-milano-notizie/8514227/">Caccia, corteo contro il ddl sparatutto a Milano. Costa: &#8220;Il governo Meloni vuole i voti dei bracconieri&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  11. Onu, a New York l’81esima Assemblea delle Nazioni Unite: segui la diretta

    Tue, 22 Sep 2026 11:24:39 -0000

    <p>Al via a New York l&#8217;81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Atteso in questa prima giornata di dibattito generale con i capi di Stato e di governo l&#8217;intervento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Interverranno inoltre il segretario generale dell&#8217;Onu Antonio Guterres, il presidente dell&#8217;Assemblea generale Khalilur Rahman, quello brasiliano Luiz Inacio Lula da [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/assemblea-generale-onu-trump-leader-notizie/8514210/">Onu, a New York l&#8217;81esima Assemblea delle Nazioni Unite: segui la diretta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Al via a New York l&#8217;81esima Assemblea generale delle <strong>Nazioni Unite</strong>. Atteso in questa prima giornata di dibattito generale con i capi di Stato e di governo l&#8217;intervento del presidente degli Stati Uniti,<strong> Donald Trump</strong>. Interverranno inoltre il segretario generale dell&#8217;Onu <strong>Antonio Guterres</strong>, il presidente dell&#8217;Assemblea generale <strong>Khalilur Rahman</strong>, quello brasiliano <strong>Luiz Inacio Lula da Silva</strong>, il re di Giordania <strong>Abdullah II</strong>, il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan,</strong> il presidente del Kirghizistan<strong> Sadyr Japarov,</strong> l&#8217;emiro del Qatar <strong>Tamim bin Hamad Al Thani,</strong> il presidente lituano <strong>Gitanas Nauseda</strong></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/assemblea-generale-onu-trump-leader-notizie/8514210/">Onu, a New York l&#8217;81esima Assemblea delle Nazioni Unite: segui la diretta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  12. Esenzione annuale dal bollo auto: tolti toni e opportunità politiche, c’è ben altro da considerare

    Tue, 22 Sep 2026 11:22:42 -0000

    <p>di Andrea Boraschi* Quella che è stata annunciata con enfasi epocale come “abolizione del bollo” &#8211; una delle imposte più odiate dagli italiani, secondo la premier Meloni &#8211; è al momento una misura temporanea, congiunturale, della durata di un anno. Nulla viene “abolito”, si parla semmai di esenzione per alcuni veicoli &#8211; non pochi: oltre [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/bollo-auto-esenzione-2027-mobilita-notizie/8513566/">Esenzione annuale dal bollo auto: tolti toni e opportunità politiche, c’è ben altro da considerare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p><strong>di Andrea Boraschi*</strong></p> <p>Quella che è stata annunciata con enfasi epocale come <strong>“abolizione del bollo”</strong> &#8211; una delle imposte più odiate dagli italiani, secondo la premier Meloni &#8211; è al momento una misura <strong>temporanea</strong>, congiunturale, della durata di un anno. Nulla viene “abolito”, si parla semmai di esenzione per alcuni veicoli &#8211; non pochi: oltre 14 milioni è la stima &#8211; intestati a persone fisiche (dunque la misura non riguarda le imprese).</p> <p>Si tratta, secondo la maggioranza, di un modo per contrastare il costo crescente della mobilità su strada, che &#8211; esposti come siamo alle fluttuazioni del prezzo del petrolio &#8211; certamente grava sull’economia degli italiani.</p> <p>A molti quella del governo pare una misura <strong>elettorale.</strong> Ancor più elettorale, mi sembra, è il modo a dir poco <strong>impreciso</strong> con cui molta informazione ha presentato la misura. Appunto: nessuna “abolizione”, non scherziamo. Ma tolti toni e opportunità politiche, c’è ben altro da considerare.</p> <p>Per prima cosa, la misura approvata dal Consiglio dei Ministri <strong>non ha alcun ancoraggio</strong> alla capacità contributiva degli italiani. Che si abbia un reddito da diecimila euro l’anno, o di centomila, gli effetti sono gli stessi. Non un grande esempio di fiscalità equa.</p> <p>Il secondo aspetto riguarda invece gli effetti del provvedimento e il modo in cui si gestiscono i soldi pubblici. Seguitemi.</p> <p>Immaginate di avere una perdita nell’impianto idrico di casa vostra. Chiamate un idraulico e quello che fa? Ripara la perdita, sostituisce un tubo o un giunto? Macché. Quello porta dei <strong>secchi</strong>, tanti secchi per raccogliere l’acqua che fuoriesce, non altro. E, chiaramente, alla fine vi chiede il conto. Per lasciare il problema <strong>irrisolto. </strong>La situazione dei costi della mobilità in Italia, e il senso della manovra del governo, sono inscritti in questo esempio. Per l’ennesima volta non si risolvono i problemi, non ci si prova neppure, neppure si avvia soluzione. Solo <strong>misure tampone</strong>, costose (il governo parla di 2,9 miliardi, ma saranno prevedibilmente di più) e inefficienti. Solo secchi.</p> <p>In Italia, secondo le stime di Legambiente, dal 2009 al 2023, in termini reali, i fondi pubblici disponibili per il trasporto pubblico locale e il servizio ferroviario sono <strong>diminuiti del 36%</strong>. Secondo Clean Cities Campaign, l’ammanco di risorse negli ultimi cinque anni, considerando l’inflazione, è pari a 4 miliardi di euro. Insomma: sul trasporto pubblico, sulle alternative all’auto, nel Paese col più alto tasso di motorizzazione in Europa, investiamo sempre meno.</p> <p>Sul fronte della mobilità privata, l’Italia, tra i grandi mercati europei, è quello con<strong> la più bassa penetrazione di auto</strong> <strong>elettriche.</strong> Le auto elettriche, per inciso, hanno consumi energetici che sono un terzo di quelli delle auto endotermiche. Molti italiani (tra cui molti italiani in condizioni di vulnerabilità economica) non sono automobilisti per vocazione, molto spesso <strong>dipendono</strong> dal mezzo privato per mancanza di alternative di mobilità. Rispondere ai bisogni di queste persone significa mettere in campo politiche che li sottraggano ai continui rialzi del Brent, agli umori bellici di Trump o di Putin.</p> <p>Impegnare 3 miliardi di soldi pubblici (di mancato gettito) per uno sconto generalizzato di 150 euro in un anno (nel 2027), per lasciare infine quei cittadini nella stessa identica condizione <strong>è un pannicello caldo</strong>. Con circa 500 milioni di fondi Pnrr, che rischiavamo di restituire all’Europa perché non si riusciva a spenderli, negli scorsi mesi è stato fatto un piano spot di incentivi per le auto elettriche, tarato sull’Isee, che ha quasi <strong>raddoppiato</strong> le vendite sul mercato nazionale.</p> <p>Giudicate voi: 500 milioni hanno avuto, come effetto, quello di dotare oltre 55mila famiglie a basso reddito di un’auto elettrica e di risparmiare, in un anno, circa 60 milioni di litri di carburante (e relative emissioni di CO2 e inquinanti locali); 3 miliardi (come minimo) varranno invece uno sconto una tantum di 150 euro, che lascerà i cittadini esposti alle montagne russe dei mercati petroliferi.<br /> <strong>Ne vale la pena?</strong></p> <p><em>*Transport &amp; Environment Italia, direttore</em></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/bollo-auto-esenzione-2027-mobilita-notizie/8513566/">Esenzione annuale dal bollo auto: tolti toni e opportunità politiche, c’è ben altro da considerare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  13. Si immerge con un fucile subacqueo, incontra una tartaruga rara, le spara, poi la cucina, la mangia e pubblica il video sui social: orrore nell’area protetta di Raja Ampat

    Tue, 22 Sep 2026 11:09:57 -0000

    <p>Si immerge nelle acque di Raja Ampat, uno dei luoghi con la maggiore biodiversità marina al mondo, portando con sé un fucile subacqueo. Durante l’immersione incontra una tartaruga embricata, specie protetta e classificata a rischio critico di estinzione. Le si avvicina e le spara, colpendola al collo. Poi l’animale viene portato nella struttura dove alloggia [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/si-immerge-con-un-fucile-subacqueo-incontra-una-tartaruga-rara-le-spara-poi-la-cucina-la-mangia-e-pubblica-il-video-sui-social-orrore-nellarea-protetta-di-raja-ampat/8514180/">Si immerge con un fucile subacqueo, incontra una tartaruga rara, le spara, poi la cucina, la mangia e pubblica il video sui social: orrore nell’area protetta di Raja Ampat</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Si immerge nelle acque di <strong>Raja Ampat</strong>, uno dei luoghi con la maggiore biodiversità marina al mondo, portando con sé <strong>un fucile subacqueo</strong>. Durante l’immersione <strong>incontra una tartaruga embricat</strong>a, specie protetta e classificata a rischio critico di estinzione. Le si avvicina e<strong> le spara</strong>, colpendola al collo. Poi l’animale viene portato nella struttura dove alloggia con il suo gruppo, cucinato e mangiato.</p> <p>E non finisce lì. A rendere il caso ancora più clamoroso <strong>è infatti la condivisione sui social delle immagini dell’accaduto</strong>. Oltre al video dell’immersione, nel quale si vede l’uomo avvicinarsi alla tartaruga con il fucile subacqueo, sono state pubblicate anche fotografie dell’animale trasformato in pietanza e <strong>del pasto consumato insieme ad altre persone</strong>.</p> <p>Al centro dell’indagine della polizia indonesiana è finito un cittadino cinese identificato dalle autorità come W.S.,<strong> istruttore subacqueo</strong> sospettato di aver ucciso la tartaruga. I fatti risalgono al periodo compreso tra l’8 e l’11 settembre e sono avvenuti nell’area delle isole Fam, nell’arcipelago indonesiano di Raja Ampat.</p> <p>Secondo quanto ricostruito dalla polizia della Papua sudoccidentale, l’uomo ha effettuato l’immersione insieme ad altre due persone. Foto, video e altri documenti elettronici acquisiti dagli investigatori mostrano<strong> il momento in cui il fucile viene puntato verso il collo dell’animale</strong> fino a provocarne la morte.</p> <p>Il materiale raccolto documenta anche quello che è successo dopo: <strong>la tartaruga è stata trasportata nell’alloggio del gruppo, quindi cucinata e consumata</strong>. Le autorità precisano tuttavia che le immagini sono ancora oggetto di verifica e che le circostanze dell’accaduto devono essere definitivamente accertate. “La documentazione che gli investigatori stanno ancora esaminando sembrerebbe mostrare il fucile subacqueo puntato verso il collo della tartaruga, provocandone la morte”, ha spiegato <strong>Jenny S.A. Hengkelare</strong>, della polizia regionale della Papua sudoccidentale.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/si-immerge-con-un-fucile-subacqueo-incontra-una-tartaruga-rara-le-spara-poi-la-cucina-la-mangia-e-pubblica-il-video-sui-social-orrore-nellarea-protetta-di-raja-ampat/8514180/">Si immerge con un fucile subacqueo, incontra una tartaruga rara, le spara, poi la cucina, la mangia e pubblica il video sui social: orrore nell’area protetta di Raja Ampat</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  14. Morto Grigory Ponomarev: l’addio improvviso a 31 anni di “Grizzly”, ex lottatore MMA. L’ipotesi di un legame con l’infortunio del 2023

    Tue, 22 Sep 2026 11:08:22 -0000

    <p>A 31 anni, senza sintomi premonitori e lontano dall’ottagono da tre anni. La morte improvvisa di Grigory Ponomarev, “Grizzly”, ex campione dei pesi massimi di AMC Fight Nights, riapre anche il tema dei rischi per la salute negli sport da combattimento e in particolare nelle arti marziali miste. Ma nel suo caso, almeno secondo le [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ponomarev-morte-campione-mma-motivi-ipotesi-legame-infortunio/8514190/">Morto Grigory Ponomarev: l&#8217;addio improvviso a 31 anni di &#8220;Grizzly&#8221;, ex lottatore MMA. L&#8217;ipotesi di un legame con l&#8217;infortunio del 2023</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>A <strong>31 anni</strong>, senza sintomi premonitori e lontano dall’<strong>ottagono</strong> da tre anni. La morte improvvisa di <strong>Grigory</strong> <strong>Ponomarev</strong>, “<strong>Grizzly</strong>”, ex campione dei pesi massimi di <strong>AMC Fight Nights</strong>, riapre anche il tema dei <strong>rischi</strong> per la salute negli sport da combattimento e in particolare nelle <strong>arti marziali miste</strong>. Ma nel suo caso, almeno secondo le ricostruzioni diffuse dai media russi, la causa non sarebbe un colpo ricevuto in gara: Ponomarev è stato vittima di <strong>un’embolia</strong> provocata dal distacco di un <strong>trombo</strong>, che avrebbe bloccato la circolazione fino all’<strong>arresto cardiaco</strong>.</p> <p>Il punto ancora da chiarire però è perché quel <strong>coagulo</strong> si sia formato. L’ipotesi riportata nelle ore successive alla morte porta indietro all’<strong>11 agosto 2023</strong>, quando il <strong>ginocchio sinistro</strong> del russo cedette dopo appena <strong>35 secondi</strong> del match contro <strong>Mukhomad</strong> <strong>Vachaev</strong>. Ponomarev riportò la<strong> rottura del crociato</strong> e di altri legamenti, oltre alla <strong>compressione</strong> di <strong>un’arteria</strong>, e fu sottoposto a <strong>due interventi</strong>. Da allora <strong>non era più tornato a combattere</strong>. Secondo una delle ricostruzioni circolate in Russia, l’immobilità della gamba e le <strong>infiammazioni</strong>, insieme a una recente tonsillite, potrebbero aver favorito <strong>alterazioni</strong> della coagulazione. Resta però un’ipotesi, almeno per ora.</p> <p>La morte di Ponomarev si inserisce inevitabilmente nel dibattito sulla sicurezza delle MMA. Ponomarev, quasi due metri per oltre 120 chili, era diventato campione <strong>Fight Nights</strong> nel 2022 battendo <strong>Yusup</strong> <strong>Shuaev</strong>, poi sconfitto ancora nella difesa del titolo del 2023. Dopo l’infortunio si era reinventato <strong>cosmetologo</strong> a <strong>Mosca</strong> e si era avvicinato al <strong>braccio di ferro</strong>. Lascia un <strong>figlio</strong> <strong>piccolo</strong>. Proprio Shuaev, da grande rivale diventato amico, lo ha salutato così: &#8220;Se ne è andato il <strong>mio avversario più forte</strong>, che alla fine era diventato un buon amico. Condoglianze alla famiglia e ai cari. Riposa in pace&#8221;.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/ponomarev-morte-campione-mma-motivi-ipotesi-legame-infortunio/8514190/">Morto Grigory Ponomarev: l&#8217;addio improvviso a 31 anni di &#8220;Grizzly&#8221;, ex lottatore MMA. L&#8217;ipotesi di un legame con l&#8217;infortunio del 2023</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  15. Tetto agli stranieri, Valditara ridimensiona Meloni: “Solo per chi non sa l’italiano”. E spostamenti solo se c’è posto

    Tue, 22 Sep 2026 11:07:29 -0000

    <p>La montagna del &#8220;tetto agli stranieri&#8221; annunciato da Giorgia Meloni rischia di partorire un topolino. A ridimensionare la portata della misura è lo stesso ministro dell&#8217;Istruzione Giuseppe Valditara, che al Corriere della Sera chiarisce come il limite non riguarderà affatto tutti gli studenti senza cittadinanza italiana. &#8220;Elemento centrale&#8221; sarà la conoscenza dell&#8217;italiano: esclusi dal computo [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/tetto-agli-stranieri-valditara-ridimensiona-meloni-solo-per-chi-non-sa-litaliano-e-spostamenti-solo-se-ce-posto/8514133/">Tetto agli stranieri, Valditara ridimensiona Meloni: &#8220;Solo per chi non sa l&#8217;italiano&#8221;. E spostamenti solo se c&#8217;è posto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="627" data-end="1338">La montagna del &#8220;tetto agli stranieri&#8221; annunciato da <strong data-start="680" data-end="698">Giorgia Meloni</strong> rischia di partorire un topolino. A ridimensionare la portata della misura è lo stesso ministro dell&#8217;Istruzione <strong data-start="811" data-end="833">Giuseppe Valditara</strong>, che al <em>Corriere della Sera</em> chiarisce come il limite non riguarderà affatto tutti gli studenti senza cittadinanza italiana. &#8220;Elemento centrale&#8221; sarà la conoscenza dell&#8217;italiano: esclusi dal computo quanti hanno frequentato la scuola dell&#8217;infanzia o positivamente alcuni anni di scuola. E i numeri cambiano parecchio. Le classi con almeno il 30% di alunni stranieri sono 34mila, quelle con più del 20% di neoarrivati che non conoscono l&#8217;italiano &#8220;poco meno di mille&#8221;.</p> <p dir="auto" data-start="1340" data-end="2007">Non solo: anche per queste ultime il tetto non sarà invalicabile. Gli uffici scolastici territoriali potranno spostare gli studenti &#8220;in eccesso&#8221; in un&#8217;altra scuola <strong>di prossimità</strong>, ma se quelle vicine saranno già piene scatterà una <strong>deroga</strong>. In quel caso gli alunni resteranno dove sono e saranno stanziati fondi per potenziare l&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano. Una necessità pratica già contemplata, del resto, dalla circolare Gelmini del 2010, che fissava &#8220;di norma&#8221; al 30% la presenza di studenti <em>senza cittadinanza italiana</em> <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/21/troppi-stranieri-in-classe-e-anche-per-effetto-del-white-flight-la-fuga-delle-famiglie-italiane-dalle-scuole-di-quartiere/8513514/">e prevedeva deroghe anche per &#8220;assenza di soluzioni alternative&#8221;</a>. Il tetto che Meloni aveva presentato come risposta al rischio che i bambini italiani finissero &#8220;in un angolo&#8221; perché diventati minoranza si rivela dunque, almeno dalle anticipazioni di Valditara, uno strumento molto più circoscritto: riguarda essenzialmente il problema linguistico e dovrà fare i conti proprio con quelle concentrazioni territoriali che già oggi rendono impossibile applicare rigidamente la percentuale introdotta nel 2010.</p> <p dir="auto" data-start="2439" data-end="2889">Rimane sullo sfondo il tema cruciale, quello dell&#8217;integrazione, che passa anche dalla conoscenza della lingua, ma non solo. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/21/mattarella-scuola-integrazione-amatrice-notizie/8513623/">Nelle parole usate ieri ad Amatrice dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</a>: &#8220;La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità&#8221;. Perché, ha aggiunto il Capo dello Stato, &#8220;la scuola prepara tutti – &#8216;E’ aperta a tutti&#8217;: così dispone l’art. 34 della Costituzione&#8221;, ed è &#8220;la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati&#8221;.</p> <p dir="auto" data-start="2439" data-end="2889"></p> <p dir="auto" data-start="2439" data-end="2889">Che il tema rimanga sullo sfondo lo suggerisce un altro passaggio dell&#8217;intervista. Valditara ammette di essere &#8220;molto&#8221; preoccupato dal &#8220;<em data-start="489" data-end="503">white flight</em>&#8220;, la <strong>fuga delle famiglie italiane</strong> dalle scuole del proprio bacino. La soluzione? Ridurre la presenza degli studenti stranieri che non parlano italiano, così &#8220;gli altri studenti potrebbero tornare&#8221;. Ma il fenomeno è più complesso e la presenza di stranieri è solo una delle cause di scelte individuali che si combinano in un effetto sistemico, generando <strong>segregazione scolastica</strong> più di quanto non faccia la concentrazione residenziale delle famiglie non italiane. &#8220;La mobilità degli studenti italiani è il principale fattore&#8221;, ha spiegato al <em>Fatto</em> <strong data-start="1128" data-end="1146">Costanzo Ranci</strong> (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/21/troppi-stranieri-in-classe-e-anche-per-effetto-del-white-flight-la-fuga-delle-famiglie-italiane-dalle-scuole-di-quartiere/8513514/">leggi l&#8217;articolo</a>), ordinario di Sociologia economica e coordinatore del <strong data-start="1201" data-end="1263">Laboratorio di Politiche Sociali del Politecnico di Milano</strong>.</p> <p dir="auto" data-start="2439" data-end="2889">Ma è difficile allora pensare di incidere significativamente sulla &#8220;fuga degli italiani&#8221; intervenendo solo su meno di mille classi &#8211; circa lo <strong data-start="1616" data-end="1636">0,33% del totale</strong> -, quelle dove oltre il 20% degli studenti è costituito da neoarrivati che non conoscono l&#8217;italiano. Tanto più che, ha chiarito il ministro, gli spostamenti si faranno solo se le scuole vicine avranno posto. Una deroga che già esclude i bacini a maggiore concentrazione, come l&#8217;inapplicabilità della circolare Gelmini sta a dimostrare. Affrontare il fenomeno significa invece interrogarsi anche sul <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/21/troppi-stranieri-in-classe-e-anche-per-effetto-del-white-flight-la-fuga-delle-famiglie-italiane-dalle-scuole-di-quartiere/8513514/">perché gli italiani se ne siano andati</a> e su come rendere nuovamente attrattive le scuole che hanno lasciato. È questo pezzo del problema che, ancora una volta, resta fuori fuoco.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/tetto-agli-stranieri-valditara-ridimensiona-meloni-solo-per-chi-non-sa-litaliano-e-spostamenti-solo-se-ce-posto/8514133/">Tetto agli stranieri, Valditara ridimensiona Meloni: &#8220;Solo per chi non sa l&#8217;italiano&#8221;. E spostamenti solo se c&#8217;è posto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  16. Consulente di banca entra nell’account di una cliente e fa prelievi per oltre 180mila euro in 3 anni: rinviata a giudizio

    Tue, 22 Sep 2026 10:57:52 -0000

    <p>Una ex consulente bancaria di 70 anni è stata rinviata a giudizio con l&#8217;accusa di avere utilizzato abusivamente l&#8217;identità digitale di una cliente per ottenere a suo nome due carte bancomat e una carta di credito, attraverso le quali sarebbero stati effettuati prelievi e acquisti per oltre 182mila euro nell&#8217;arco di tre anni. Il marito [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/frode-bancaria-consulente-182mila-euro-notizie/8514201/">Consulente di banca entra nell&#8217;account di una cliente e fa prelievi per oltre 180mila euro in 3 anni: rinviata a giudizio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Una ex consulente bancaria di 70 anni è stata rinviata a giudizio con l&#8217;accusa di avere<strong> utilizzato abusivamente l&#8217;identità digitale</strong> di una cliente per ottenere a suo nome due carte bancomat e una carta di credito, attraverso le quali sarebbero stati effettuati prelievi e acquisti per oltre 182mila euro nell&#8217;arco di tre anni. Il marito della donna, 72 anni, consulente assicurativo-finanziario, è stato invece condannato a svolgere <strong>200 ore di lavori di pubblica utilità</strong> ed è chiamato a rispondere, tra gli altri addebiti, della contestata falsificazione delle carte di pagamento. La vicenda &#8211; riportata dal quotidiano <em>Il Messaggero</em> &#8211; riguarda una professionista romana, cliente di lunga data dell&#8217;istituto bancario, che secondo quanto ricostruito dall&#8217;accusa non avrebbe mai richiesto le carte né autorizzato le operazioni effettuate sui propri conti. Gli ammanchi sarebbero iniziati nel settembre del 2019 e proseguiti fino all&#8217;ottobre del 2022, per una somma complessiva indicata negli atti in 182.851 euro.</p> <p>A far emergere la vicenda sarebbe stata la stessa banca. La cliente, un&#8217;avvocata, venne convocata dopo che una funzionaria aveva rilevato una serie di <strong>movimentazioni ritenute anomale</strong>. La donna avrebbe quindi riferito di non avere mai effettuato quei prelievi né disposto gli acquisti e, soprattutto, di non avere mai chiesto l&#8217;emissione delle carte. Secondo la ricostruzione contenuta nel capo di imputazione, i dispositivi sarebbero invece stati recapitati presso la sede nella quale lavoravano i due coniugi. È proprio sull&#8217;utilizzo dell&#8217;identità digitale della cliente che si concentra una parte dell&#8217;impianto accusatorio. Nel settembre 2019, secondo la Procura, la consulente avrebbe effettuato l&#8217;<strong>accesso al sistema telematico</strong> della banca utilizzando abusivamente le credenziali o l&#8217;identità digitale della correntista e avrebbe inoltrato una richiesta di emissione delle carte a nome della stessa, all&#8217;insaputa della titolare.</p> <p>Una volta ottenuti i mezzi di pagamento, sempre secondo l&#8217;accusa, la donna avrebbe effettuato, anche in concorso con persone non ancora identificate, operazioni presso sportelli bancomat e acquisti. Le movimentazioni contestate si sarebbero susseguite per circa tre anni, fino all&#8217;ottobre 2022, raggiungendo la cifra complessiva di 182.851 euro. L&#8217;indagine interna dell&#8217;istituto avrebbe consentito di risalire alla consulente. Gli accertamenti avrebbero evidenziato, secondo la ricostruzione accusatoria, un collegamento tra la donna, il marito e un&#8217;altra persona rimasta ignota nell&#8217;utilizzo delle carte e nei prelievi di denaro. La Procura contesta alla 70enne una serie di reati: dalla<strong> truffa</strong> mediante sistemi informatici all<strong>&#8216;accesso abusivo</strong> a un sistema informatico protetto, dalla sostituzione di persona alle falsità commesse da pubblici ufficiali, oltre all&#8217;indebito utilizzo di strumenti di pagamento e alla falsificazione di carte di credito o altri mezzi di pagamento. Quest&#8217;ultima contestazione riguarda anche il marito.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/frode-bancaria-consulente-182mila-euro-notizie/8514201/">Consulente di banca entra nell&#8217;account di una cliente e fa prelievi per oltre 180mila euro in 3 anni: rinviata a giudizio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  17. Muore dopo otto mesi di coma in seguito a un intervento estetico, aperta un’inchiesta

    Tue, 22 Sep 2026 10:49:01 -0000

    <p>Avrebbe dovuto essere un intervento di chirurgia estetica di routine. Un’operazione programmata in una clinica privata della provincia di Vicenza, dalla quale una donna trentina di 56 anni sarebbe dovuta tornare a casa poche ore dopo. Invece, nelle ore successive all’intervento, le sue condizioni si sarebbero improvvisamente aggravate fino a farla entrare in coma, dal [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morte-intervento-estetico-coma-inchiesta-notizie/8514186/">Muore dopo otto mesi di coma in seguito a un intervento estetico, aperta un’inchiesta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="91" data-end="493">Avrebbe dovuto essere un<strong> intervento di chirurgia estetica di routine.</strong> Un’operazione programmata in una clinica privata della provincia di Vicenza, dalla quale una donna trentina di 56 anni sarebbe dovuta tornare a casa poche ore dopo. Invece, nelle ore successive all’intervento, le sue condizioni si sarebbero improvvisamente aggravate fino a farla entrare in<strong> coma</strong>, dal quale non si è più risvegliata. La donna, maestra e residente a Pergine Valsugana, è morta dopo otto mesi trascorsi in stato di coma vegetativo. Dopo un lungo periodo in una struttura riabilitativa del Trentino, un ulteriore peggioramento ha reso necessario il trasferimento all’ospedale Santa Chiara, dove è avvenuto il decesso.</p> <p dir="auto" data-start="794" data-end="1108">Un evento sulla quale ora la magistratura vuole fare chiarezza. I familiari hanno presentato un <strong>esposto</strong> chiedendo che vengano accertate le cause dell’improvviso deterioramento delle condizioni della donna e siano ricostruite tutte le fasi successive all’intervento. La Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo. L’inchiesta dovrà stabilire, attraverso gli accertamenti medici e la documentazione sanitaria, che cosa sia accaduto nelle ore successive all’operazione e quale sia stata la causa che ha portato al gravissimo quadro neurologico e, mesi dopo, alla morte.</p> <p dir="auto" data-start="1416" data-end="1853">Il racconto del compagno restituisce quanto vissuto dalla famiglia. &#8220;Doveva essere un piccolo intervento estetico come se ne fanno tanti&#8221;, ha riferito alla stampa locale, spiegando che quella mattina i due si erano presentati nella struttura alle 8, come richiesto. Secondo il suo racconto, nessuno avrebbe potuto prevedere l’esito dell’intervento. Da quel momento<strong> è iniziato un lungo percorso</strong> tra strutture sanitarie e riabilitative, durato otto mesi. Una parentesi segnata dalla speranza di un miglioramento che non è arrivato e, infine, dal nuovo aggravamento delle condizioni fino al decesso. Ora saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a dover ricostruire la vicenda. Particolare attenzione sarà rivolta alla fase immediatamente successiva all’intervento.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morte-intervento-estetico-coma-inchiesta-notizie/8514186/">Muore dopo otto mesi di coma in seguito a un intervento estetico, aperta un’inchiesta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  18. Deficit alto: e anche quest’anno il riarmo lo facciamo il prossimo (per l’energia si vedrà) – L’analisi

    Tue, 22 Sep 2026 10:47:17 -0000

    <p>E niente, sarà per l&#8217;anno prossimo. Lo dice il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti mentre prende atto, “non senza rammarico”, del fatto che l&#8217;Istat, per la seconda volta, ha infranto il suo sogno di uscire in anticipo dalla procedura d&#8217;infrazione Ue per deficit: nonostante le veline passate ai media &#8211; da mesi &#8211; sulla revisione dei [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/deficit-italia-riarmo-clausola-salvaguardia-notizie/8514128/">Deficit alto: e anche quest&#8217;anno il riarmo lo facciamo il prossimo (per l&#8217;energia si vedrà) &#8211; L&#8217;analisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>E niente, sarà per l&#8217;anno prossimo. Lo dice il ministro dell&#8217;Economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> mentre prende atto, “non senza rammarico”, del fatto che<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/deficit-pil-2025-istat-infrazione-mani-libere-difesa-notizie/8514015/"> l&#8217;<strong>Istat</strong>, per la seconda volta, ha infranto il suo sogno di uscire in anticipo dalla </a><strong>procedura d&#8217;infrazione Ue per deficit</strong>: nonostante le veline passate ai media &#8211; da mesi &#8211; sulla revisione dei dati che avrebbe eliminato le spese fiscali di migliaia di furbetti del Superbonus, <strong>il disavanzo per il 2025 resta al 3,1%</strong> e anzi peggiora persino un po&#8217;, perché l&#8217;Istituto statistico ne conta 355 milioni in più rispetto alla stima di aprile (69,7 miliardi in tutto).</p> <p>L&#8217;Italia resta un Paese tutto sommato virtuoso, è tra i pochi in avanzo primario (cioè spende meno di quanto incassa al netto degli interessi sul debito), e conta di stare sotto il 3% di deficit alla fine di quest’anno, ha ribadito ieri Giorgetti. Questo ha un effetto non banale sulla <strong>dinamica della spesa militare</strong> o, per la precisione, sul suo aumento. Per capire serve un po&#8217; di contesto. La Commissione Ue ha invitato gli Stati membri ad attivare la cosiddetta <strong>&#8220;clausola di salvaguardia nazionale&#8221;</strong>, che consente di scorporare dai vincoli europei le spese aggiuntive per la difesa <strong>fino all&#8217;1,5% del Pil ogni anno tra 2025 e 2028</strong>: all&#8217;interno di questa flessibilità si può usare uno 0,3% annuo e lo 0,6% al massimo per investimenti (“verdi”) nel settore energetico. Problema: chi non è in procedura d&#8217;infrazione può a quel punto sforare il 3% di deficit senza problemi, chi è già sopra quella soglia rimarrebbe invece per anni nella lista dei cattivi di Bruxelles con quel che ne consegue in termini di consolidamento fiscale (austerità) richiesto dalla Commissione europea.</p> <p>Ecco perché Giorgetti si rammarica. <strong>L&#8217;Italia sperava di poter attivare subito la clausola per un totale di 33 miliardi</strong> circa da qui al 2028 (l&#8217;1,5% del Pil nel triennio) e scorporare alcune spese per la difesa e l&#8217;energia già quest&#8217;anno: Ursula von der Leyen e Guido Crosetto sarebbero stati contenti,<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/09/20/spese-per-la-nato-la-corte-dei-conti-un-artificio-sul-2/8512048/"> la <strong>Nato</strong> pure dopo averci permesso di contare le <strong>pensioni dei carabinieri</strong> nella spesa militare</a>, avanzava persino qualche spicciolo da offrire a imprese e cittadini in sgravi sugli investimenti verdi a fronte dei prezzi energetici impazziti di questi mesi.</p> <p>E invece niente: anche quest&#8217;anno<strong> il riarmo lo faremo l&#8217;anno prossimo</strong> e per l&#8217;energia si vedrà. Ora il Tesoro – e il suo ministro non troppo amante dell&#8217;aumento della spesa militare &#8211; spingerà per <strong>rinviare</strong> tutto alla seconda metà del 2027, dopo l&#8217;uscita formale dalla procedura d&#8217;infrazione che dovrebbe avvenire tra marzo e giugno: certo dovrà vedersela con l&#8217;agguerrita &#8211; e nel senso letterale &#8211; lobby della difesa, che vorrà procedere comunque con la clausola e il riarmo. Lo stop, insomma, potrebbe essere persino una buona notizia, anche se qui il metodo è forse pure peggio della sostanza: &#8220;E&#8217; surreale che la seconda potenza industriale d&#8217;Europa debba dipendere dagli zero virgola per sapere se può o non può investire nel suo futuro&#8221;. E teniamo a mente quella frase fatta sull&#8217;orologio rotto prima di dar ragione a <strong>Matteo Salvini&#8230;</strong></p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/deficit-italia-riarmo-clausola-salvaguardia-notizie/8514128/">Deficit alto: e anche quest&#8217;anno il riarmo lo facciamo il prossimo (per l&#8217;energia si vedrà) &#8211; L&#8217;analisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  19. Stellantis chiude Mirafiori per 12 giorni: cassa integrazione sulla linea della 500 dal 19 al 30 ottobre. Sindacati: “Terribile segnale”

    Tue, 22 Sep 2026 10:44:30 -0000

    <p>L&#8217;anno del rilancio sta prendendo la solita brutta piega. Stellantis ha deciso di fermare la fabbrica di Mirafiori per 12 giorni, dal 19 al 30 ottobre, per mancanza di ordini sulla 500, l&#8217;unica auto &#8211; in versione elettrica e ibrida &#8211; prodotta nell&#8217;impianto torinese. Il reparto carrozzerie, il cuore produttivo, quello in cui si assemblano [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/cassa-integrazione-mirafiori-500-elettrica-notizie/8514167/">Stellantis chiude Mirafiori per 12 giorni: cassa integrazione sulla linea della 500 dal 19 al 30 ottobre. Sindacati: &#8220;Terribile segnale&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>L&#8217;anno del rilancio sta prendendo la solita brutta piega. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/tag/stellantis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stellantis</strong></a> ha deciso di fermare la fabbrica di <strong>Mirafiori</strong> per 12 giorni, <strong>dal 19 al 30 ottobre</strong>, per mancanza di ordini sulla <strong>500</strong>, l&#8217;unica auto &#8211; in versione elettrica e ibrida &#8211; prodotta nell&#8217;impianto torinese. Il <strong>reparto carrozzerie</strong>, il cuore produttivo, quello in cui si assemblano le autovetture, subirà quindi una nuova serrata e torna la <strong>cassa integrazione</strong>. Riguarderà <strong>oltre mille operai</strong>. I sindacati, in particolare la <strong>Fiom</strong>, avevano annunciato già nelle scorse settimane che la situazione si stava deteriorando.</p> <p>A <strong>luglio</strong>, il direttore Europa Allargata, <strong>Emanuele Cappellano</strong>, aveva avvisato che sarebbe stato complicato raggiungere l&#8217;<strong>obiettivo</strong> fissato per il 2026, cioè produrre <strong>100mila veicoli</strong> a Torino. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/03/stellantis-dati-produzione-italia-primo-semestre-fim-cisl-news/8438098/" target="_blank" rel="noopener">I dati dei primi sei mesi, del resto, parlavano chiaro</a> nonostante l&#8217;esaltazione del ministro <strong>Adolfo Urso</strong> che, ancora la scorsa settimana, festeggiava contento con i manager di Stellantis la nuova <strong>Lancia Gamma</strong>. Quindi il gruppo aveva prolungato le <strong>ferie estive</strong>, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/29/stellantis-ferma-mirafiori-ferie-allungate-news/8433540/" target="_blank" rel="noopener">estendo il periodo di fermo di due settimane</a>. Al rientro, ecco una serie di <strong>stop produttivi</strong> dettati &#8211; sosteneva l&#8217;azienda &#8211; dalla <strong>mancanza di componenti</strong> che però nel frattempo raggiungevano tranquillamente altre fabbriche di Stellantis.</p> <p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/01/stellantis-ferma-mirafiori-scontro-fiom-motivi-carenza-motori/8493854/" target="_blank" rel="noopener">A quel punto, il sospetto dei sindacati era diventato quasi una certezza</a>: l&#8217;azienda che produce i <strong>basamenti dei motori</strong> aveva effettivamente difficoltà a rifornire tutti gli stabilimenti, ma a valle di questo problema c&#8217;era la volontà del gruppo di non far mancare i pezzi a Pomigliano d&#8217;Arco, dove gli ordinativi della Pandina non mancano, invece di distribuire la carenza su tutti gli impianti. Tradotto: a Mirafiori, era la tesi, quei motori non servono per le scarse vendite della 500.</p> <p>Ora è arrivata l&#8217;ufficializzazione di uno stop molto esteso che reintroduce la cassa integrazione, formalmente terminata negli scorsi mesi. La motivazione? Stellantis sostiene di dover <strong>valutare le problematiche produttive</strong> dell’impianto. “Siamo di fronte a una <strong>situazione complessa</strong> &#8211; fa sapere un portavoce dell’azienda &#8211; nonostante gli <strong>investimenti</strong> e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno (è stato il peggiore della storia, quindi il &#8220;raddoppio&#8221; è un termine suggestivo che non cancella le difficoltà dei volumi, <em>ndr</em>)&#8221;.</p> <p>&#8220;Come andiamo dicendo ormai da diversi mesi, il problema produttivo si sta estendendo ad altri settori, infatti sia questo lunedì che il prossimo si fermeranno anche le Presse di Mirafiori&#8221;, commentano il segretario generale della Fiom di Torino<strong> Edi Lazzi</strong> e il responsabile della Fiom di Mirafiori <strong>Gianni Mannori</strong>. &#8220;L’ennesimo <strong>terribile segnale</strong> che arriva con questa comunicazione e che stride fortemente con <strong>l’ottimismo</strong> profuso qualche giorno fa dal direttore operativo di Stellantis per l’Europa Cappellano nel goffo tentativo di tramutare in successo ciò che in realtà è un <strong>disastro</strong>, esaltando le produzioni di Mirafiori del 2026 con il raddoppio delle auto prodotte rispetto allo scorso anno. Non deve però sfuggire che l&#8217;obiettivo sarebbe stato di quadruplicarle mentre invece si arriverà ben al di sotto delle loro previsioni iniziali&#8221;.</p> <p>Anche per <strong>Luigi Paone,</strong> segretario generale <strong>Uilm</strong> Torino, &#8220;la situazione a Mirafiori si fa ogni giorno più critica. Non è accettabile che la crisi produttiva venga <strong>scaricata sulle spalle dei lavoratori</strong> attraverso fermate ripetute che tagliano il <strong>reddito</strong> e mettono in discussione la tenuta occupazionale del sito&#8221;. &#8220;Chiediamo &#8211; aggiunge Paone &#8211; che l’azienda si assuma le proprie <strong>responsabilità industriali</strong> e sociali, avviando un confronto per trovare le soluzioni necessarie, e sempre più urgenti, per garantire stabilità produttiva e serenità ai lavoratori. Non bastano più annunci e rinvii, servono impegni chiari su volumi, investimenti e prospettive occupazionali per Mirafiori&#8221;.</p> <p>Anche la <strong>Fim</strong> esprime &#8220;forte preoccupazione&#8221;: &#8220;Ennesima sospensione in poche settimane che conferma quanto sia <strong>fragile</strong> la continuità produttiva dello stabilimento. Le lavoratrici e i lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo di una <strong>programmazione altalenante</strong> e di volumi insufficienti a saturare le linee&#8221;. I metalmeccanici della Fim chiedono a Stellantis <strong>&#8220;chiarezza immediata</strong> sul piano industriale e sul futuro occupazionale di Mirafiori, e alle istituzioni di non lasciare sola Torino in questa fase decisiva per la transizione&#8221;.</p> <p>L&#8217;azienda rivendica l&#8217;impegno &#8220;a realizzare un<strong> ambizioso piano</strong> per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro Paese ed altri che arriveranno&#8221;. Il problema, come la 500 a Torino e le due <strong>Alfa</strong> a <strong>Cassino</strong>, è che si tratta di auto datate e con scarso appeal sul mercato, non solo per ragioni di prezzo. Anche a <strong>Melfi</strong>, dove sono attualmente in produzione quattro modelli, i numeri sono lontani dal recente passato: si tratta, infatti, di auto (eccezion fatta per la <strong>Jeep Avenger</strong>) che appartengono all&#8217;<strong>alta gamma</strong> e vendono poco.</p> <p>Secondo Stellantis, &#8220;rispetto alle <strong>preoccupazioni</strong> intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”: i primi &#8220;potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del <strong>costo dell’energia&#8221;</strong>. La partita è infatti politica, con la richiesta di far rientrare l&#8217;automotive nei <strong>comparti energivori</strong>: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/17/stellantis-filosa-audizione-costi-energia-lavoro-cassino-news/8421921/" target="_blank" rel="noopener">la richiesta era stata portata avanti anche dall&#8217;amministratore delegato<strong> Antonio Filosa</strong> durante la sua audizione in <strong>Parlamento</strong></a>. Sconti e aiuti: insomma, un grande classico dell&#8217;ex Fiat, nonostante il prezzo dell&#8217;energia abbia un impatto sui costi di produzione del 6% per ammissione dello stesso manager.</p> <p>&#8220;Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la <strong>Spagna</strong> e la <strong>Francia</strong>, ma ancora &#8211; anche a causa del difficile <strong>contesto geopolitico</strong> &#8211; non abbiamo visto alcun beneficio concreto”. Il gruppo sostiene poi che “uno dopo l’altro abbiamo messo in <strong>sicurezza</strong> e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”. In che modo, non è dato sapere, visto che il <strong>piano industriale al 2030</strong> non prevede nuovi modelli per la fabbrica torinese &#8211; sempre più incentrata su altre missioni, come il <strong>riciclo</strong> dei pezzi di auto usate &#8211; né per Cassino, ferma a un piano specifico per <strong>Maserati</strong> annunciato per <strong>dicembre</strong> e inchiodata a neanche due mesi pieni di produzione nei primi nove mesi dell&#8217;anno. Pomigliano, che si sostiene grazie alla <strong>Pandina</strong>, l&#8217;auto più venduta in Italia, dovrà aspettare il <strong>2028</strong> per capire il valore produttivo della scommessa delle <strong>e-car assegnate</strong>.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/cassa-integrazione-mirafiori-500-elettrica-notizie/8514167/">Stellantis chiude Mirafiori per 12 giorni: cassa integrazione sulla linea della 500 dal 19 al 30 ottobre. 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  20. Tensione prima di Israele-Irlanda, il ct Hallgrimsson: “Giochiamo contro il genocidio”. Tel Aviv lo insulta: “Stupidità, ignoranza e ipocrisia”

    Tue, 22 Sep 2026 10:38:00 -0000

    <p>&#8220;Non stiamo giocando con il genocidio, stiamo giocando contro il genocidio&#8220;. Hanno scatenato la furia di Israele queste parole pronunciate da Heimir Hallgrimsson, ct dell&#8217;Irlanda, per presentare le due sfide di Uefa Nations League in programma nei prossimi giorni contro Israele. A Dublino è fortissima la pressione per il boicottaggio dei match, a partire da [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/israele-irlanda-nations-league-hallgrimsson-giochiamo-contro-il-genocidio-replica-israele-tensione/8514132/">Tensione prima di Israele-Irlanda, il ct Hallgrimsson: &#8220;Giochiamo contro il genocidio&#8221;. Tel Aviv lo insulta: &#8220;Stupidità, ignoranza e ipocrisia&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>&#8220;Non stiamo giocando con il genocidio, <strong>stiamo giocando contro il genocidio</strong>&#8220;. Hanno scatenato la furia di Israele queste parole pronunciate da <strong>Heimir</strong> <strong>Hallgrimsson</strong>, ct dell&#8217;<strong>Irlanda</strong>, per presentare le due sfide di Uefa Nations League in programma nei prossimi giorni contro <strong>Israele</strong>. A Dublino è fortissima la pressione per il <strong>boicottaggio</strong> dei match, a partire da una petizione lanciata dal gruppo <strong>Irish Sport for Palestine</strong>. Per questo il ct Hallgrimsson ha spiegato la sua posizione. Le sue parole sono state però prese di mira da Tel Aviv. La Federcalcio israeliana ha diffuso un comunicato che insulta il tecnico, accusandolo di &#8220;<strong>stupidità</strong>, <strong>ignoranza</strong> e <strong>ipocrisia</strong>&#8220;.</p> <p>L’Irlanda affronterà Israele il <strong>27</strong> <strong>settembre</strong> in <strong>Ungheria</strong>, prima della gara di ritorno in <strong>Serbia</strong> il 4 ottobre. Entrambe le partite si disputeranno in campi neutri e a <strong>porte</strong> <strong>chiuse</strong>. Nel caso di Israele, per via della guerra in corso. Nel caso dell&#8217;Irlanda, proprio per la <strong>grande tensione</strong> che accompagna questa doppia sfida: giocare all&#8217;<strong>Aviva Stadium</strong> di <strong>Dublino</strong> era ritenuto troppo pericoloso, così come far partire i tifosi irlandesi.</p> <p><em>Irish Sport for Palestine</em> ha dichiarato lunedì che <strong>oltre 160 sportivi irlandesi</strong> hanno firmato una <strong>lettera</strong> <strong>aperta</strong> chiedendo alla <strong>nazionale</strong> di <strong>boicottare</strong> le prossime partite contro Israele. Tra i firmatari figurano l’olimpionica <strong>Ciara</strong> <strong>Mageean</strong>, l’ex calciatrice <strong>Louise</strong> <strong>Quinn</strong>, l’ex mediano d’apertura di rugby <strong>Tony Ward</strong> e i pugili <strong>Tyrone McKenna</strong> ed <strong>Eric</strong> <strong>Donovan</strong>. &#8220;Questo è un momento importante e con questo momento avete l’opportunità di<strong> fare la cosa giusta</strong>&#8220;, si legge nella lettera. Che aggiunge: &#8220;Non giocare sarebbe la cosa <strong>più sportiva</strong> che potresti fare. Con la tua leadership e il tuo coraggio, dimostreresti il <strong>potere dello sport di unire</strong>, ci ricorderesti i <strong>valori condivisi</strong> che ci uniscono tutti e avresti un impatto che va ben oltre la partita&#8221;.</p> <p>Di fronte a questa situazione, il ct Hallgrimsson ci ha tenuto a spiegare qual è la posizione della Nazionale. Ha spiegato di aver parlato individualmente con i giocatori in merito alla sfida contro Israele e che &#8220;nessuno di noi <strong>si sente a proprio agio</strong> a giocare queste partite&#8221;. Quindi ha specificato: &#8220;Non stiamo giocando con il genocidio, stiamo giocando contro il genocidio. Stiamo giocando contro Israele, non con Israele&#8221;, riferendosi proprio alle accuse mosse dai <strong>gruppi</strong> per i <strong>diritti</strong> <strong>umani</strong> e alle richieste di boicottaggio.</p> <p>In Irlanda il tema è particolarmente sentito. A maggio i principali calciatori irlandesi si sono uniti a diverse celebrità in una campagna per esortare l’Irlanda a <strong>boicottare le partite</strong> di Nations League contro Israele. L’Irlanda è stata una delle <strong>più critiche</strong> all’interno dell’<strong>Unione Europea</strong> nei confronti della guerra di Israele contro Hamas a Gaza. I membri della Federazione calcistica irlandese (<strong>Fai</strong>) hanno votato a stragrande maggioranza affinché il <strong>consiglio direttivo</strong> chiedesse alla <strong>Uefa</strong> di <strong>sospendere immediatamente</strong> la Federcalcio israeliane dalle competizioni europee. E poi ha chiesto &#8211; ricevendo di recente la <strong>risposta negativa</strong> della <strong>Uefa</strong> &#8211; di mantenere separate nei sorteggi futuri Irlanda e Israele. La Fai si è però impegnata a <strong>disputare</strong> le <strong>partite</strong>, citando come giustificazione possibili <strong>sanzioni</strong> che avrebbero potuto colpire la <strong>nazionale</strong> e la <strong>federazione</strong>.</p> <p>Ieri la <strong>Federazione calcistica israeliana</strong> (Ifa) ha deciso di rispondere duramente al ct Hallgrimsson: &#8220;Abbiamo contribuito al mondo e all’umanità in innumerevoli campi, guadagnandoci un numero impressionante di <strong>premi Nobel</strong> lungo il percorso. Purtroppo non abbiamo ancora trovato una <strong>cura</strong> per la stupidità, l’ignoranza e l’ipocrisia dimostrate dall’allenatore della nazionale irlandese. Non stiamo giocando con l’ignoranza, l’ipocrisia e la stupidità, stiamo giocando contro l’allenatore che le incarna&#8221;.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/israele-irlanda-nations-league-hallgrimsson-giochiamo-contro-il-genocidio-replica-israele-tensione/8514132/">Tensione prima di Israele-Irlanda, il ct Hallgrimsson: &#8220;Giochiamo contro il genocidio&#8221;. Tel Aviv lo insulta: &#8220;Stupidità, ignoranza e ipocrisia&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  21. Studentessa di 30 anni trovata morta in casa a Cassino: indagini in corso, ascoltato il marito

    Tue, 22 Sep 2026 10:32:04 -0000

    <p>Sarà l’esame medico-legale a chiarire le cause e le circostanze della morte di Fatima Khoshyom, 31 anni, studentessa universitaria di nazionalità iraniana, trovata senza vita nel primo pomeriggio di lunedì nella camera da letto dell’appartamento in cui viveva a Cassino, in piazza Diamare. La donna abitava da circa due anni nell’alloggio con il marito, un [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morte-fatima-khoshyom-cassino-indagini-notizie/8514166/">Studentessa di 30 anni trovata morta in casa a Cassino: indagini in corso, ascoltato il marito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="72" data-end="539">Sarà l’esame medico-legale a chiarire le cause e le circostanze della morte di <strong>Fatima Khoshyom</strong>, 31 anni, studentessa universitaria di nazionalità iraniana, trovata senza vita nel primo pomeriggio di lunedì nella camera da letto dell’appartamento in cui viveva a <strong>Cassino</strong>, in piazza Diamare. La donna abitava da circa due anni nell’alloggio con il marito, un ingegnere iraniano, e la figlia. Sulla vicenda sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’allarme è scattato intorno alle 15, quando una chiamata al numero di emergenza ha segnalato la presenza della donna priva di vita nell’abitazione, al terzo piano di una palazzina nel centro della città. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e gli agenti del Commissariato di Cassino, ma per la 31enne non c’era ormai nulla da fare.</p> <p dir="auto" data-start="887" data-end="1300">Alcuni elementi rilevati all’interno dell’appartamento hanno però indotto gli investigatori a procedere con ulteriori approfondimenti. Il vicequestore Flavio Genovesi, dirigente del Commissariato, ha richiesto l’intervento della <strong>Squadra Mobile di Frosinone</strong>. Gli specialisti, coordinati dal dirigente Angelo Longo, hanno raggiunto Cassino insieme alla Scientifica per esaminare l’abitazione e documentare la scena. L’appartamento è stato posto sotto sequestro. I rilievi dovranno contribuire a stabilire la dinamica della morte e a verificare le diverse ipotesi investigative. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo, al momento con l’ipotesi di reato di<strong> istigazione al suicidio</strong>, affidato al sostituto procuratore Chiara D’Orefice.</p> <p dir="auto" data-start="887" data-end="1300"></p> <p dir="auto" data-start="1642" data-end="2133">Tra le possibilità prese in considerazione dagli inquirenti c’è anche quella di un gesto volontario. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata e che, allo stato, non consente di escludere altre ricostruzioni. Proprio per questo l’esame del medico legale Fabio De Giorgio, previsto nella sala mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, sarà particolarmente importante per<strong> accertare le cause del decesso</strong> e fornire elementi utili agli investigatori. Nel frattempo, il marito della donna è stato ascoltato in Commissariato, come previsto nell’ambito degli accertamenti sulla morte. Sono stati sentiti anche alcuni vicini di casa, per raccogliere informazioni sulle ultime ore della 31enne e sulla situazione nell’abitazione.</p> <p dir="auto" data-start="2410" data-end="2710">Fatima frequentava il corso universitario di Economia e Management. La coppia, secondo le testimonianze raccolte tra le persone che la conoscevano, conduceva una vita descritta come normale e il rapporto tra i coniugi veniva considerato sereno. La famiglia viveva nell&#8217;appartamento da circa due anni. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire le ore precedenti alla morte e di mettere in ordine tutti gli elementi raccolti nell’abitazione e nelle testimonianze. Saranno i rilievi della Scientifica, gli <strong>accertamenti medico-legali</strong> e gli altri riscontri investigativi a chiarire che cosa sia realmente accaduto nell’appartamento.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/morte-fatima-khoshyom-cassino-indagini-notizie/8514166/">Studentessa di 30 anni trovata morta in casa a Cassino: indagini in corso, ascoltato il marito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
  22. Caso Domenico Caliendo, la difesa del cardiochirurgo Oppido al Riesame: “Il cuore era già in sala”. Depositato uno screenshot

    Tue, 22 Sep 2026 10:17:35 -0000

    <p>Uno screenshot dalla sala operatoria potrebbe aggiungere un elemento alla ricostruzione delle ultime ore di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio dopo il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli. Il fermo immagine, depositato al Tribunale del Riesame dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, [&#8230;]</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/caso-domenico-caliendo-screenshot-riesame-oppido-notizie/8514154/">Caso Domenico Caliendo, la difesa del cardiochirurgo Oppido al Riesame: “Il cuore era già in sala”. Depositato uno screenshot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
    <p>Uno screenshot dalla sala operatoria potrebbe aggiungere un elemento alla ricostruzione delle ultime ore di <strong>Domenico Caliendo</strong>,<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/21/bambino-napoli-domenico-morto-trapianto-news/8299646/"> il bambino di due anni morto il 21 febbraio dopo il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli</a>. Il fermo immagine, depositato al Tribunale del Riesame dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, difensori del cardiochirurgo<strong> Guido Oppido</strong>, mostra un operatore sanitario mentre, alle 14.31, cerca all’interno di un box aperto in sala operatoria. Secondo la difesa, quell’immagine potrebbe smentire la sequenza temporale alla base delle contestazioni della Procura. Il punto centrale è l’ordine in cui si sarebbero svolte le fasi dell’intervento. La Procura di Napoli contesta infatti una ricostruzione secondo la quale la<strong> cardiectomia</strong>, cioè la rimozione del cuore nativo del piccolo, sarebbe iniziata prima dell’arrivo in sala operatoria del contenitore proveniente da Bolzano con il cuore destinato al trapianto. Solo successivamente, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato scoperto che l’organo era gravemente danneggiato, anche a causa dell’utilizzo di ghiaccio secco durante il trasporto.</p> <p>È proprio questo passaggio che la difesa di Oppido intende mettere in discussione. Nel fermo immagine depositato al Riesame si vede, alle 14.31 del 23 dicembre, un operatore sanitario con il box aperto e le mani all’interno, intento a cercare il cestello che conteneva il cuore destinato al trapianto. Per i legali, la fotografia dimostrerebbe che il contenitore era già in sala operatoria quando sarebbero iniziate la<strong> cardiectomia</strong> e le successive fasi dell&#8217;intervento. &#8220;Questo smentisce l’accusa secondo cui Oppido avesse già iniziato l’intervento prima che il box con il cuore del donante fosse in sala operatoria&#8221;, sostiene l’avvocato Sorge. Secondo la difesa, inoltre, il cardiochirurgo non sarebbe stato informato delle condizioni del contenitore o dell&#8217;organo. &#8220;Nessuno, come lo stesso dottor Oppido ha subito riferito, gli aveva detto alcunché riguardo le condizioni del contenitore&#8221;, aggiunge il legale. La nuova ricostruzione della difesa si confronta con quella <strong>contenuta negli atti dell’inchiesta</strong> e, in particolare, con una sequenza dei fatti che presenterebbe differenze rispetto a quanto riportato nella cartella clinica. La cronologia di ciò che accadde quel pomeriggio in sala operatoria rappresenta quindi uno degli elementi sui quali si concentra il confronto tra accusa e difesa.</p> <p>La vicenda riguarda il trapianto effettuato sul piccolo Domenico Caliendo il 23 dicembre 2025. Il bambino, che aveva due anni, è morto il 21 febbraio. Nell’ambito dell’inchiesta, la Procura di Napoli ha chiesto misure interdittive nei confronti del primario Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta disponendo la sospensione dall’esercizio della <strong>professione medica</strong> per 12 mesi nei confronti di Oppido e per 7 mesi nei confronti di Bergonzoni. Entrambi i sanitari hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro i provvedimenti. È in questo procedimento che i difensori di Oppido hanno depositato il nuovo fotogramma, chiedendo l’annullamento dell’interdizione disposta nei confronti del cardiochirurgo.</p> <p>Il Riesame ha acquisito anche la maxi-perizia, composta da oltre 530 pagine, elaborata dai consulenti nominati dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio che hanno stabilito che il piccolo poteva essere salvato con il <strong>Berlin Heart</strong>. Si tratta di uno degli elementi tecnici al vaglio dei giudici per ricostruire la complessa sequenza del trapianto e valutare le circostanze che hanno preceduto la morte del bambino. Al momento, dunque, lo screenshot rappresenta un elemento introdotto dalla difesa e la sua effettiva rilevanza dovrà essere valutata dai giudici insieme agli altri atti dell’inchiesta e alle conclusioni della perizia. Il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere sui ricorsi. La questione della collocazione temporale del box con il cuore del donatore assume particolare importanza perché può incidere sulla ricostruzione di ciò che avvenne in sala operatoria e sulle responsabilità contestate agli indagati. Il fotogramma, secondo la difesa, offre una sequenza temporale diversa da quella prospettata dall’accusa. Sarà ora il Riesame, alla luce dell’intero materiale probatorio, a stabilire quale ricostruzione sia compatibile con gli elementi acquisiti.</p> <p>&#8220;Qualcosa non torna. Se è vero, com&#8217;è vero, che alle 14,34 il cuoricino di Domenico, come dimostra un video agli atti, era già su un tavolo della sala operatoria, ancora pulsante, allora significa che il primo operatore Guido Oppido ha impiegato appena due minuti per eseguire una cardiectomia, tre volte più velocemente del cardiochirurgo più veloce del mondo che, secondo la relazione dei periti del gip Mariano Sorrentino, impiega invece sei minuti &#8211; dice l’avvocato <strong>Francesco Petruzzi</strong>, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo &#8211;<strong> Riteniamo sia inverosimile è evidente,</strong> quindi, che la foto in cui si vede l’operatore mettere le mani nel contenitore non può dimostrare la contestualità tra cardietcomia espiantare e l’apertura del box frigo contenente il cuore prelevato dal donatore a Bolzano&#8221;.</p> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/22/caso-domenico-caliendo-screenshot-riesame-oppido-notizie/8514154/">Caso Domenico Caliendo, la difesa del cardiochirurgo Oppido al Riesame: “Il cuore era già in sala”. Depositato uno screenshot</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a>.</p>